Margherita Scoccia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

«La navigazione è a vista ma almeno abbiamo mollato l’ancora». Usano una metafora nautica da Progetto Perugia per raccontare quello che è il fatto politico più importante degli ultimi anni per la coalizione che ha sostenuto Andrea Romizi: Progetto Perugia, la lista nata nel 2014 proprio intorno alla figura del sindaco rompe e se ne va, anche se ancora l’approdo non è chiaro.

Il messaggio Domenica sera i vertici di Pp hanno mandato un messaggio al sindaco per annunciare che non avrebbero partecipato alla riunione di maggioranza di lunedì mattina, durante la quale è stato dato l’ok definitivo alla candidatura dell’assessora all’Urbanistica Margherita Scoccia. Una decisione presa durante un incontro che la lista ha tenuto domenica sera: una scelta – assicurano da Pp – presa in modo compatto da tutto il gruppo consiliare, anche se poi c’è da capire quanti se la sentiranno di lasciare il porto della maggioranza e chi no.

L’addio Se negli scorsi giorni sembrava che le posizioni si fossero riavvicinate, nelle ultime ore la situazione è cambiata di nuovo, con scambi di accuse da una parte e dall’altra. Per Progetto Perugia il nome di Scoccia non è quello giusto: la figura dell’assessora di FdI per Pp è troppo a destra; per riprendere slancio dopo il decennio di Romizi – sostengono – sarebbe stata preferibile una figura civica, con la forza di rispondere solo alla città e non a un partito. Oltre al merito c’è poi il metodo: per Pp Scoccia è stata sostanzialmente imposta in una sorta di prendere o lasciare, senza neanche salvare le apparenze di una possibile discussione. Troppo, anche per una semplice questione di orgoglio.

Che fare? Ma al di là dell’orgoglio è il rapporto tra l’amministrazione e un pezzo di città che ha sostenuto Pp che sembra essersi incrinato. L’approdo per ora non è chiaro. Pp si prenderà un periodo di riflessione (un comunicato per spiegare ufficialmente la posizione della lista è atteso tra martedì e mercoledì) e poi capirà il da farsi provando a impostare un percorso. Per alcuni l’ambizione rimane sempre quella di presentare un candidato (o una candidata) con le caratteristiche che il Pp ritiene vincenti, a partire da una non appartenenza partitica. Dentro la maggioranza invece c’è chi ritiene che la lista cercasse solo un pretesto per rompere, che abbia richiesto troppo (vedi i desiderata su assessorati, partecipate e vicesindaco) e che alla fine Pp stringerà un accordo col centrosinistra, anch’esso alle prese con una navigazione a vista.

Contromosse Importante sarà poi capire quali figure rimarranno e quali no. Pp esprime ora tre assessori – Edi Cicchi, Leonardo Varasano e Otello Numerini – e se gli ultimi due sembrano pronti a rimanere nella coalizione, è chiaro che comunque si apre un problema per la giunta in questo ultimo scorcio di consiliatura. Dal fronte Scoccia da tempo hanno preparato la contromossa: la candidata schiererà una civica con il suo nome pronta a raccogliere un’area cattolica per cercare di tamponare la falla aperta da Progetto Perugia. Romizi, inoltre, scenderà in campo come capolista a caccia di preferenze per cercare di trainare FI (sul cui simbolo campeggerà proprio il nome del sindaco uscente) ben oltre la doppia cifra; tutto con l’obiettivo di evitare un ballottaggio dagli esiti imprevedibili.

La nota Intorno a Scoccia ci sono quindi, per ora, FdI, FI, Lega, Civitas e Perugia civica. «La scelta di Scoccia – scrive la coalizione a margine della riunione – è espressione di una politica in grado di parlare con concretezza a tutta la città, di andare oltre i confini di una coalizione già forte e strutturata ma per sua natura proiettata al confronto con chi vuole contribuire al bene della città, nello spirito che ha contraddistinto l’esperienza delle amministrazioni Romizi». Le porte, ovviamente, rimangono aperte «alle migliori energie della città» e in questo contesto Scoccia, definita «donna seria e competente, dalle grandi qualità umane e professionali», rappresenterebbe «anello di congiunzione e sintesi di un “centro destra aperto” che ha saputo ridare vigore, energia ed ottimismo a una città sepolta da inefficienze e dannose ruggini».

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