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L’ennesima aggressione al personale ferroviario riaccende il tema della sicurezza nelle stazioni umbre. L’episodio è avvenuto venerdì sera alla stazione di Ponte San Giovanni, dove tre capi stazione in servizio sono stati aggrediti da un viaggiatore che, secondo la denuncia della Fit Cisl Umbria, ha prima sfondato la porta dell’ufficio movimento e poi minacciato i tre dipendenti presenti.

Il sindacato parla di un clima ormai «insostenibile» per il personale ferroviario, non soltanto per chi lavora a contatto diretto con i viaggiatori. La Fit Cisl contesta inoltre il fatto che l’uomo, nonostante la gravità dell’episodio, sia stato lasciato a piede libero dopo l’intervento delle autorità.

Il sindacato chiede da tempo che le stazioni prive di treni commerciali durante la notte vengano chiuse al pubblico e che quelle in cui il servizio prosegue siano presidiate. Secondo la Fit Cisl, inoltre, non sarebbe sufficiente utilizzare il numero delle denunce per individuare gli impianti e i treni più a rischio, perché molti episodi di minacce e aggressioni verbali non vengono denunciati dal personale, anche per lo scoraggiamento legato alla percezione di una risposta giudiziaria poco efficace.

La prossima apertura in Umbria di un presidio di FS Security viene considerata un passo necessario, ma non sufficiente. «Se non supportato da giusti interventi anche da parte delle forze dell’ordine», sostiene il sindacato, il nuovo presidio avrebbe capacità limitate nella prevenzione.

La Fit Cisl Umbria, attraverso il segretario generale Fabio Ciancabilla, annuncia ora la richiesta di un incontro con l’azienda e la Prefettura per ricostruire quanto accaduto a Ponte San Giovanni e individuare misure di prevenzione più mirate. Ai tre lavoratori coinvolti è stata espressa la solidarietà del sindacato.