Mario Mariano

di Mario Mariano

Il calcio non è una scienza esatta, e si sa da quando è stato inventato. Neppure dopo una settimana dalla sua peggiore prestazione stagionale, il Perugia ha stampato una partita quasi perfetta. Quel quasi va riferito ai due gol subìti (ma ci sono anche i meriti degli avversari!) e alla mancanza di freddezza in area nel trovare il gol, dopo le tante occasioni create. Insomma in terra di Sicilia, il Perugia si è ritrovato, e a noi è sembrato addirittura più spettacolare di quello della prima fase di campionato. Mai viste tante occasioni da gol in una sola partita, peraltro in un campo certo di non facili conquiste, contro una formazione, che proprio sul terreno amico riesce a capitalizzare il suo impegno sulle palle inattive e sulle ripartenze. Avesse giocato al Curi una partita del genere, il Perugia sarebbe uscito tra le ovazioni dei suoi tifosi, nonostante il decimo pareggio. Per quelle strane situazioni che fanno del calcio una materia opinabile, uno sport a volte senza regole, il Perugia si è trovato addirittura sotto di due gol, ma la sensazione è sempre stata quella che c’erano ampi margini non solo di recuperare il risultato, ma anche di ribaltarlo, come spesso accade in serie B.

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Difficile capire come la squadra si sia trasformata in così poco tempo; tutte le strade sono per percorribili: vuoi l’efficacia delle strigliate del patron, o magari è scattato l’orgoglio di calciatori che hanno un passato da difendere ed un futuro da conquistare. Stavolta, poi, Camplone ha tenuto maggiormente sulla corda la squadra, con scelte che alla fine gli hanno dato ragione, nel modulo e negli uomini. Il piglio era diverso da quello di sabato scorso, la voglia di arrivare per primi sul pallone, assai più; ma , essenzialmente a fare la differenza sono stati i ritmi della manovra. Al rallenty contro il Latina, da Formula 1 a Trapani. Nel complesso, il gioco del collettivo è piaciuto, sia per la capacità di un palleggio portato ad andatura spedita, che per le verticalizzazioni dei centro campisti. Ed ancora: frequenti le variazioni sul tema, ora passaggi corti, ora lanci in profondità. Un Perugia che sembra ritrovato, e pazienza se è arrivato l’ennesimo pareggio. Affatto censurabile, perché ottenuto attraverso il gioco e soprattutto grazie alla determinazione di voler provare a vincere fino all’ultimo istante. Certe carenze sono apparse più sfumate , specie quella delle difficoltà sottorete. E’ apparsa invece in tutto il suo vigore la prestazione di Lanzafame, giocatore universale, capace di essere determinante in ogni zona del campo. Con lui il Perugia ha sicuramente messo a segno il primo rinforzo della stagione. Con Fabinho, colpito dal grave lutto della scomparsa del padre, potrebbe piazzare la seconda ciliegina della campagna di rafforzamento. E a proposito di Fabinho, toccante il gesto di Falcinelli che ha dedicato al compagno il gol del pareggio, come un invito a tornare a Perugia per farsi riabbracciare dai compagni dopo un dolore così grande.

TIMELINE: IL CAMPIONATO DEI GRIFONI IN UN MINUTO

Provedel: Il Trapani conclude poco ma quando centra la porta , non perdona. Dovrebbe intervenire con maggiore spinta sulle conclusioni , ed essere meno approssimativo nelle uscite. Voto: 6

Goldaniga: Un vatusso come all’inizio di stagione , apporto decisivo sia in difesa che in fase offensiva. era andato spesso vicino al gol, stavolta ci riesce. Si fa sorprendere solo sul raddoppio del Trapani. Voto: 7

Giacomazzi: Soffre i ritmi alti , e si sapeva. Ma è capace di trasmettere sicurezza alla squadra nella ripresa, contribuendo a far ripartire il gioco dalla difesa. Voto: 6

Comotto: Solito temperamento, spinta importante con cross da sfruttare meglio dai compagni. Camplone lo toglie temendo un “rosso” dopo l’ammonizione del primo tempo. Voto: 6+ (dal 1′ st. Vinicius: entra subito in clima partita e sventaglia lanci di 40 e passa metri. Una sorpresa, perché sbaglia poco pur avendo giocato pochissimo. Voto: 6,5)

Crescenzi: Si lascia sorprendere sul gol di Basso , ma non è il solo responsabile. Si riabilita con il consueto temperamento e con una velocità impressionate . Voto: 6+

Fazzi: Ha sulla coscienza un gol che avrebbe dato un’altra svolta alla partita. Verticalizza la manovra, e prova più volte la conclusione. Voto: 6+ (dal 13′ st Verre: ha l’argento vivo addosso, e anche lui sembra aver ritrovato la forma migliore. Voto: 6,5)

Fossati:: Palloni giocati meglio e con più rapidità, l’esempio deve sempre darlo il regista, e si vede subito dall’inizio. Voto: 6,5

Nicco: lottatore consueto , ma quando perde lucidità il suo calcio diventa confuso . Velleitario nelle conclusioni dalla lunga distanza. Voto: 6

Parigini: nell’assalto alla porta del Trapani è quello che ci rimette di più , perché gli spazi sono ristretti e lui preferisce le praterie , ma nello scatto è sempre uno che primeggia ,salvo che i suoi cross non vengono raccolti. Voto: 6 (dal 28′ st Perea: più reattivo delle ultime prestazioni, contribuisce all’assalto della porta di Gomis e si rende utile alla causa. Voto: 6)

Lanzafame: Un trascinatore, un affamato di calcio.Giocatore universale si diceva una volta, si dice oggi. Decisivo sia nella conquista del pallone che nel rilancio, nell’innescare un compagno o nel calciare a rete. Il più pericoloso e in assoluto il migliore. Voto: 7.5

Falcinelli: Una via di mezzo tra il mancato cinismo nel battere a rete e la jella di vedersi respingere il pallone dai difensori, con Gomis battuto . La freddezza la ritrova sul rigore, calciato in maniera perfetta. Voto: 6,5)

Camplone: L’allenatore di ghiaccio, l’uomo che sembra assorbire tutte le emozioni con compostezza olimpica, sa rimboccarsi le maniche ogni volta che c’è puzza di bruciato. Motiva bene la squadra, dà fiducia a Giacomazzi, a discapito di forze più fresche e parzialmente azzecca anche il cambio di Comotto con Vinicius. Ma il pezzo forte è quello di ottenere ritmi alti dalla squadra. Voto: 7+