di Enrico Flamini*

Le recenti prese di posizione delle organizzazioni sindacali su Umbria Mobilità rapprentano solo in parte un passo in avanti nella discussione che si è aperta sul mantenimento del carattere pubblico del trasporto regionale. Vengono infatti riconosciuti come atti politici imprescindibili per il mantenimento del servizio pubblico per i cittadini e per la garanzia dei diritti e del salario dei lavoratori sia il prestito ponte della Provincia di Perugia che la ricapitalizzazione varata dall’assemblea dei soci. Detto questo, però, continua imperterrita la drammatizzazione sulla gestione pubblica dell’azienda. Ribadiamo che questo elemento non solo nel momento attuale non aiuta, ma rischia di favorire quelle volontà privatizzatrici mai sopite contro le quali continuiamo a dichiarare la nostra contrarietà per difendere il servizio per i cittadini e garantire i diritti dei lavoratori. Il fatto che i sindacati non escludano con chiarezza la privatizzazione del servizio è un errore. Soprattutto perchè i sindacati sanno che anche per il trasporto pubblico locale dell’Umbria il vero problema è rappresentato dalle politiche di Monti fatte di tagli linerari e indiscriminati che rischiano di mettere definitivamente in ginocchio il sistema. Tanti sono stati i fallimenti delle aziende pubbliche di trasporto in Italia, fallimenti favoriti e guidati che hanno determinato vere e proprie svendite ai privati, il peggioramento del servizio per i cittadini e la perdita dei posti di lavoro. Sugli stipendi dei manager poi, di tutti i manager di aziende pubbliche e private, sono oramai venti anni che proponiamo tagli e la definizione di un tetto massimo alle loro retribuzioni. Siamo disponibili su questo tema a condividere con le organizzazioni sindacali una proposta organica e strutturale. Il fatto che i sindacati poi dicano che, per ora, il privato non deve entrare non è sufficiente. Il “per ora” in tutta onestà ci preoccupa. Ma ci preoccupa di più il fatto che, sempre stando a quanto apparso sulla stampa, nella malaugurata ipotesi che i sindacati si rendano disponibili a discutere di privatizzazione, si facciano fin d’ora dei nomi quando, stando alle norme liberali che regolano il “mercato”, occorre una gara che garantisca la legalità di procedure ad evidenza pubblica. Rifondazione comunista chiede invece ai sindacati che si pronuncino per l’oggi e per il domani contro ogni ipotesi di privatizzare Umbria Mobilità per per il mantenimento del servizio pubblico per i cittadini e per la garanzia dei diritti e del salario dei lavoratori.

*Segretario provinciale Prc-Fds Perugia

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