Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata di una pensionata perugina, che racconta la sua esperienza non positiva per quanto riguarda le sedute di terapia del dolore. In particolare, per il prezzo delle sedute in intramoenia. La titola: Buona Pasqua…alla Sanità umbra

Quando un mese fa al Cup mi hanno fissato la visita per la terapia del dolore al Silvestrini ho pensato “be!, sono tre mesi che mi porto dietro, sempre in crescendo, i miei dolori: colonna, gamba, spalla…che sopporterò un altro mese. Arriva finalmente il giorno, l’altro ieri, il medico che mi effettua la visita conferma che il problema che ho è di entità importante, che necessitano tre blocchi analgesici… mi avverte che però non sarà breve il tempo di attesa, che però se voglio c’è anche l’intramoenia e mi segnala i due medici addetti; uno direttamente cancellato con una riga sopra, l’altro sottolineato con una riga. Io sono maliziosa per cui, forse sbagliando, mi immagino che se decido per l’intramoenia è meglio scegliere quello. Al momento non gli do molta importanza poiché penso, o meglio spero, che l’attesa sarà giorni..forse una settimana, con tutti gli antidolorifici già presi proverò anche quello sconosciuto da quel prescritto assieme alla santa Tachipirina.

Chi mi accompagna va per me al Cup a prendere appuntamento e qui la nota, per niente comica, il primo blocco viene fissato per il 7 luglio – quasi tre mesi! – intasco la prenotazione, ma mi informo quanto mi costerà dagli illustri professionisti dell’antidolore andare in intramoenia e quando mi faranno il primo.

Le due impiegate che mi rispondono alle due chiamate effettuate mi informano che il costo sia per l’uno che per l’altro medico è di 150 euro a blocco. Fo’ una riflessione al volo, mentre esclamo a voce alta un…accidenti!! Moltiplico x tre e ripeto, sempre a voce alta con chi mi ascolta dall’altra parte del filo, quattrocentocinquantaeuro!!!…e chi ce l’ha!. Ma scusi…quando sarebbe il primo…”Il primo è giovedì prossimo e il successivo martedì ….”. E lì vince il dolore contro la tigna di non darla vinta ai mercanti dell’antidolore, fisso l’appuntamento.

Mi sento quasi in colpa, con me stessa prima di tutto, naturalmente le 450 euro le tiro fuori senza far debiti, per me rappresentano quasi la metà della pensione, ma se al posto mio ci si è trovata o ci si trova una pensionata al minimo, quale alternativa avrebbe!

Buona pasqua Sanità Pubblica regionale!, buona pasqua, professionisti del dolore altrui!

Utente sanità pubblica: Bravetti Marcella

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