Nicola Pasini

di Nicola Pasini*

Il verbale di riunione redatto il 6 novembre al Mise va letto ed interpretato per quello che rappresenta; ovvero l’unica soluzione per far uscire i lavoratori da una drammatica situazione di difficoltà, dovuta alla non erogazione del salario di ottobre e la non precostituzione di alibi all’azienda per continuare a perpetrare un ricatto scandaloso, ma che, nei fatti, poteva essere rimosso solo da un’azione giudiziaria che avrebbe richiesto inevitabilmente tempi più lunghi, tenuto conto della farraginosità conclamata del diritto del lavoro, pur adottando le procedure d’urgenza.

E’ chiaro che da lunedì si apre una fase completamente diversa, dove, secondo me, non possono trovare cittadinanza le valutazioni esageratamente ottimistiche, che in queste ore sono state espresse da più parti, all’insegna dei segnali positivi di apertura da parte dell’azienda stessa su una ridefinizione del piano industriale presentato il 17 luglio, a meno di elementi di novità reali e certificati nero su bianco.

La sensazione diffusa e da me condivisa è che per il momento ci sia solo un ingegnoso esercizio di matematica applicata, per il quale la cifra inerente i volumi produttivi sia esclusivamente quella prodotta a luglio, riesumata e riedita con qualche aggettivo aggiunto.

Un milione di tonnellate rimane un milione che dir si voglia e se non corroborato da una politica commerciale adeguata e direttamente verificabile risulterà difficile se non impossibile realizzarlo, anche perché se dovrà essere il mercato a decidere, si richiederebbe ai lavoratori di affidarsi alla struttura commerciale proposta come fanno i fedeli che si recano quotidianamente in chiesa pregando che il buon Dio interceda per loro rispetto alle sofferenze quotidiane

Pur non facendo il processo alle intenzioni credo comunque non sia ‘vietato’ sperare che, senza urtare la grande sensibilità e pazienza del governo, ci vengano forniti chiarimenti sulle implicazioni di carattere economico e finanziario che la fusione per incorporazione delle controllate S.d.F, Aspasiel e Tubificio avranno sui conti ed il bilancio consuntivo di Ast del 2014.

Potremmo infatti trovarci di fronte a sorprese di non poco conto visto che c’è molta nebulosità su questo argomento anche in virtù dei vari cambiamenti di assetto societario verificatisi nell’anno in corso: come si dice ‘a pensar male qualche volta si indovina’.

Credo inoltre che tutti dovremo in questi tre giorni che ci separano dall’incontro esercitarci un po’, per non farci confondere dagli equilibrismi matematici della dottoressa Morselli anche sulla questione del salario.

In buona sostanza, io ho ben presente i contenuti del lodo Guidi e spero che, siccome tutti lo abbiamo rigettato, tutti saremo in grado di riconoscerlo, anche se arricchito con qualche aggettivo da interpretare e con qualche spostamento di cifre che porterebbero comunque il risultato del 17 luglio.

*Segretario della Uilm di Terni

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