Marco De Arcangelis

di Marco De Arcangelis*

Tutta la provincia di Terni, ha partecipato alla manifestazione a sostegno della vertenza Ast, promossa da Cgil Cisl Uil e dai lavoratori metalmeccanici.

Questo, ci fa capire quanto la consapevolezza dei cittadini sia elevata, sul fatto che il sistema economico territoriale sia caratterizzato dal manifatturiero e che se saltasse questo sistema i danni sarebbero incalcolabili, sia sull’economia sia sul tessuto sociale, a livello locale e regionale.

Abbiamo visto anche l’adesione alla vertenza da parte del settore del commercio, con gli operatori di Narni che hanno serrato i loro negozi mostrando un livello di consapevolezza dei problemi sul tappeto che ha rari precedenti. Lo sottolineo, non tanto per fare un elogio che comunque mi sento di fare, ma perché anche questo è un segnale da leggere attentamente.

Questa ulteriore vertenza dell’Ast non può essere legata solo alla vicenda specifica, ma deve essere l’occasione per cominciare a ragionare concretamente di politiche industriali e di area vasta, andando oltre la ‘Corona Muraria’ del capoluogo. Occorre che lo faccia il governo, la regione, ma anche il territorio, devono mettersi in gioco anche i livelli locali, i comuni, e in particolare il capoluogo ternano. Non si può continuare a leggere le vicende come vicende della città capoluogo, l’assenza di una vera politica industriale nazionale non può essere l’alibi per rimanere immobili su temi importanti, rispetto ai quali, si deve coinvolgere, si, il governo e la Regione ma dando un segnale chiaro sul sistema che si intende sostenere e che si vuole, per scelta di politica economica, implementare da parte delle istituzioni locali.

Qual è la politica territoriale che si intende attuare nel ternano e non solo a Terni? perché nella sfida globale e nel rapporto con le multinazionali al netto di politiche “neo colonialiste” degli stati in cui hanno sede i centri direzionali, ovviamente da combattere come paese, c’è un tema legato all’efficienza dei servizi della burocrazia e dei costi relativi alle utilities che non può essere più sottaciuto. Le aree industriali sono fuori mercato dal punto di vista dei prezzi, la logistica costa troppo, e anche l’energia costa troppo, per non parlare delle tariffe e del sistema del credito. Siamo il territorio dove forse più che altrove si è sviluppato il settore delle energie alternative, quale effetto si è avuto sul costo per le imprese?

Il ‘Patto dei sindaci’ e il concetto di ‘Smart City’, che per il nostro territorio è troppo riduttivo e improbabile da coniugare come singoli comuni anche nel caso di una città come Terni che conta poco più di 100 mila abitanti, trova senso solo in ambito più ampio, territoriale appunto. I partiti politici hanno l’obbligo, nel mentre si fa squadra sul tema dell’Ast, insieme al governo e ai vari livelli istituzionali, di conformarsi a questa esigenza e le istituzioni a partire dalla regione di rispondere alle domande che si alzano dal territorio, dai cittadini e dai settori produttivi della siderurgia e della chimica.

Al di la di tutto, perché dei gruppi industriali facciano manifestazioni di interesse serie, sul sito produttivo del ternano e non mi riferisco solo all’Ast, perché il tema vale anche per la competizione interna tra siti produttivi in seno alle diverse multinazionali, occorre predisporre vere e concrete ragioni di convenienza. Oggi non ci sono e invece dobbiamo crearle.

*Assessore allo sviluppo economico del Comune di Narni

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