di Enrico Melasecche*
Dispiace in questi giorni in cui si lavora alacremente, spesso in silenzio, per creare una coalizione forte, in cui dovrebbe prevalere l’obiettivo del ‘Rinascimento per Terni’ e l’onestà intellettuale rispetto alle polemiche fini a se stesse, leggere attacchi grevi nei confronti delle persone che almeno a parole si prefiggono gli stessi obiettivi.
Che Terni stia morendo lo ammettono oggi a denti stretti gli stessi che ne sono da quindici anni responsabili, basta partecipare ai sempre più rari appuntamenti istituzionali, per toccare con mano a quale livello di incertezza sono i problemi che attanagliano la città, dal disastro di Papigno, alle privatizzazioni solo annunciate cinque anni fa, alla fine che ha fatto il Polo universitario di Terni, ai misteri relativi all’apertura della palazzina costruita per le Cellule staminali ma, soprattutto, al futuro della chimica e dell’Ast su cui Di Girolamo continua a lanciare, da quando è iniziata la crisi, messaggi banalmente rassicuranti al limite della spregiudicatezza.
Ebbene in questo quadro nessuno, neanche Franco Todini, può permettersi, solo per difendere un progetto nel quale ha comprensibilmente creduto e che merita comunque rispetto, di sparare analisi improbabili e cannonate, contro chi ritiene che esistano soluzioni diverse per giungere allo stesso obiettivo.
Perché non basta dirsi ‘nuovi’ per esserlo, non è sufficiente proclamarsi difensori degli interessi della città senza averlo mai dimostrato né aver speso mai una parola o un gesto in tal senso, non è credibile sparare contro la politica, tout court, dopo averne vissuto in prima persona decenni di circonvoluzioni e non riuscire a distinguere la politica alta e seria e quella deteriore che alimenta un parossismo elettoralistico dell’ultimo momento.
Terni oggi ha oggi bisogno come l’ossigeno di persone credibili, preparate e responsabili che abbiano dimostrato nel corso degli anni e della propria vita professionale serietà e coerenza e che, anche in questa fase, siano in grado di unire e non dividere. Perché allora, se si pretende rispetto, non si dimostra di possederne?
Su molte cose Todini ha ragione e ciò che dice oggi molti di noi lo sostengono con coraggio da anni, ma nel momento del confronto pubblico, ci attendiamo misura e senso di responsabilità.
*Capogruppo Udc in consiglio comunale a Terni
