Antonio Tajani

di M.T.

Lo aveva già detto a febbraio, scatenando peraltro una serie di reazioni polemiche. Ma il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, al Salone dell’acciaio ‘Made in steel di Milano, ha ribadito l’auspicio che le acciaierie ternane restino sotto il controllo di un player europeo.

Segnale forte «Il nostro paese è il secondo produttore di acciaio, dopo la Germania – ha detto Tajani – e bisogna dare un segnale di forte attenzione. Per questo mi auguro che l’operazione relativa alle acciaierie di Terni si concluda con l’acquisto da parte di una cordata europea», per poi aggiungere che sta «seguendo con grande cura la vicenda dell’Ilva e mi auguro che la sentenza prossima ventura della corte sia positiva, per poter rilanciare questi due siti così importanti per l’economia italiana ed europea».

Il piano d’azione Dopo aver ricordato che «l’acciaio è stato lo strumento attorno al quale è nata l’Europa» ed aver garantito di voler «utilizzare tutti i poteri che ho e tutta la forza politica della Commissione europea per cercare di dare risposte concrete ad un settore che considero fondamentale», Tajani ha sottolineato che «ci sono tanti problemi legati all’acciaio, ma noi siamo in azione già da parecchi mesi ed abbiamo dato vita a un gruppo di alto livello per preparare una strategia, un vero e proprio ‘piano d’azione per l’acciaio’ che verrà presentato il 5 giugno».

Il commento A stretto giro arriva il commento di Raffaele Nevi, capogruppo del Pdl in consiglio regionale: «Le parole di Tajani, con le quali ha chiarito che utilizzerà tutto il suo potere politico – istituzionale per far si che questo settore sia ancora centrale per le politiche di sviluppo in Italia e in Europa, rappresentano un grande incoraggiamento anche per Terni e l’Umbria», dice Nevi. Che prosegue: «Certamente è positivo che chi si accinge ad acquistare la nostra acciaieria sappia che avrà a fianco la Commissione europea e speriamo anche un governo con una altrettanto chiara linea di grande attenzione alle problematiche dell’industria manifatturiera italiana».

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