di Marco De Arcangelis*
Le organizzazioni sindacali hanno programmato un’iniziativa di sciopero per protestare contro l’apertura dei negozi durante le festività della liberazione e del 1° Maggio, che non consentiranno ai lavoratori e alle lavoratrici di passare queste festività con i propri cari.
Io credo che effettivamente ci sia un problema da vedere e verificare fino in fondo riguardo alla liberalizzazione degli orari varata lo scorso anno. Al di là, infatti, di alcune questioni di principio è necessario verificare se gli obbiettivi attesi con la liberalizzazione sono stati raggiunti.
C’è stato un aumento dei consumi? C’è stato un aumento dell’occupazione? È migliorata la qualità della vita e la possibilità di gestirsi gli orari da parte dei cittadini? Sono diverse le strutture commerciali, di media grandezza le cui proprietà ci dicono che questi risultati non sono stati ottenuti.
Sono aumentati gli straordinari, se non semplicemente le ore a recupero dei lavoratori del commercio e non i posti di lavoro, in un contesto in cui i consumi si contraggono e la gente spende di meno.
Mi chiedo se non sia il caso di fare il punto della situazione e magari aprire un tavolo locale che possa organizzare il miglior servizio ai cittadini senza per questo costringere i lavoratori e le lavoratrici a sacrifici impropri e le strutture a sopportare costi eccessivi, garantendo delle serie di aperture a rotazione tali da garantire il servizio e limitare al tempo stesso i sacrifici e gli sprechi.
Alle organizzazioni sindacali si formula l’invito a lasciare l’arma estrema dello sciopero per situazioni di maggiore emergenza.
*Assessore al commercio del Comune di Narni
