Andrea Cavicchioli (foto U24)

di Andrea Cavicchioli*

Per la riforma della legge elettorale regionale, tenendo conto che si voterà nella prossima primavera, siamo in ‘zona Cesarini e ritengo pertanto che questo sarà oggettivamente uno dei primi impegni del consiglio regionale con la ripresa dell’attività.

Acquisita la riduzione dei consiglieri e data per scontata e politicamente irrinunciabile l’abolizione del ‘listino’, si deve sostanzialmente decidere sul numero dei collegi e considerando anche il brevissimo lasso di tempo a disposizione per l’approvazione della legge, l’ipotesi dei collegi uninominali appare allo stato irrealistica, facendo rimanere di fatto l’opzione fra il collegio unico e i due collegi modulati sulle due ‘aree vaste’ della regione.

Ritengo quella dei due collegi modulati sulle due ‘aree vaste’ della regione la scelta coerente con il modello istituzionale umbro che verrà codificato nel mese di ottobre con le elezione dei vertici degli enti di area vasta e con l’attribuzione definitiva delle competenze agli stessi.

Del resto, fermo restando il quadro unitario regionale di riferimento, l’individuazione dei due collegi è conseguente alla missione dei due territori, rivolta ai rapporti con le Marche e la Toscana per il perugino e con Roma ed il Lazio per il ternano.

L’appuntamento della nuova legge elettorale regionale dovrà rappresentare l’occasione per una ulteriore coraggiosa spinta alla semplificazione del quadro istituzionale, amministrativo e burocratico locale, e nell’interesse dei cittadini e delle attività produttive.

*Capogruppo Pd al Comune di Terni

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