di Enrico Flamini*
Quanto emerge da una recente nota delle Rsu della Perugina è molto preoccupante. I lavoratori, infatti, tra cassa integrazione e contratti di solidarietà hanno ampiamente dimostrato la loro disponibilità per il rilancio dell’attività produttiva. I segnali che arrivano dalla proprietà invece, così come le Rsu denunciano, sono negativi, a partire dalla dismissione di produzioni e dal mancato rientro di centinaia di lavoratori stagionali.
Hanno ragione le Rsu: è ora che si passi a fatti concreti per la salvaguardia e il rilancio del sito di San Sisto. La Perugina è un valore assoluto per Perugia e per tutta l’economia regionale.
Per questo pensiamo che la Regione Umbria e il Comune di Perugia debbano raccogliere l’allarme lanciato dai lavoratori e svolgere un ruolo prima che si esaurisca l’accordo di solidarietà: bisogna attivare da subito tutti gli strumenti per chiedere alla proprietà la definizione di un solido piano industriale che salvaguardi produzioni e livelli occupazionali, un impegno che non può più essere rimandato.
*Segretario Regionale Prc Umbria
