Come ogni settimana, il Pagellone di Mario Mariano

di Mario Mariano

Le vittorie più belle sono quelle più sofferte. Per gioire i tifosi del Grifo e con loro squadra e società hanno dovuto aspettare un’ora giusta giusta: dopo l ‘1-1 di Balistreri si è avuta la conferma di quanto Karel Zeman sia la brutta copia del padre: il Fano si è rifugiato nella propria metà campo ed ha aspettato di essere infilato altre due volte. Ma potevano essere anche di più contro un avversario come stordito e incapace di una reazione che fosse una. Al primo dei due goal di Ferri Marini la gradinata dei perugini è esplosa, le bandiere alzate fino al cielo, i canti come quella volta di Foggia e di Reggio Emilia, visto che anche stavolta la promozione è arrivata lontano dal Curi. Karel non ha fatto una piega di fronte alla disfatta: la sola soddisfazione che gli resta è quella di poter raccontare agli amici che per un’ora ha pensato di fare lo sgambetto alla capolista complicandogli terribilmente la vita.

Abbiamo fiducia in voi Ma stavolta non si è agitato neppure Battistini: né nel primo tempo, quando il Perugia ha sbuffato perché non riusciva a mettere insieme due passaggi di fila, né quando il Fano si è fermato ai box per il cambio gomme e per il pieno di carburante. Segno che era convinto, e sopratutto ha convinto i suoi a continuare a credere nel risultato finale. Che è il solo che conta. Deve essere stato importante ciò che è avvenuto durante l’intervallo: Santopadre ha parlato per sé e per Moneti, dicendo chiaro e forte alla squadra «abbiamo fiducia in voi». Battistini ha messo l’anice nel caffè: «Non possono tenere questo ritmo, sapete cosa fare». Detto e fatto, la musica è cambiata, l’orchestra Zeman ha preso ad indietreggiare, Anania si è deciso a spingere come sa fare lasciando Bartolini al suo destino. Benedetti ha ritrovato il passo giusto, il lancio al bacio. Insomma, così come era accaduto contro il Milazzo, il pallone è stato calamitato e indirizzato al compagno giusto. Il fato ha poi, come in tutte le partite, detto la sua: fuori Margarita per infortunio è entrato prima ancora dell’intervallo Ferri Marini che in un colpo solo, nella partita decisiva, sfodera freddezza e senso del goal che non lo avevano assistito in maniera così incisiva nei mesi scorsi.

LA CRONACA DELLA PARTITA

Festa imponente La festa è diventata imponente anche perché i tifosi fanesi, addirittura spregiudicati ad inizio ripresa, hanno ammainato stendardi e drappi lasciandosi prendere dallo sconforto. Decisamente più equilibrato il papà di Federico Orlandi, il guardiano della rete fanese, che abbiamo trovato al nostro fianco in tribuna e che per la verità non è stato mai convinto che la squadra di casa potesse prendersi i tre punti. «Può darsi che mio figlio abbia sbagliato l’uscita sul primo goal perugino, ma ha evitato almeno altri tre goal». Orlandi senior ha avuto ragione in pieno. Karel Zeman, del resto come il padre, vincerebbe tutti i campionati del mondo a patto che durassero 45 minuti. Peccato che a scrivere il regolamento non sia stati loro due.

Giordano Incolpevole sul goal, perché Bartolini è libero da qualsiasi marcatura e la spizzata di testa dell’ex provoca la reazione dei tifosi per la scomposta corsa sotto la curva fanese, dimenticando i suoi trascorsi perugini. Ordinaria amministrazione per il resto, con buona lucidità. Voto: 6

LE INTERVISTE

Anania Frenatissimo nel primo tempo perché Bartolini lo impegna allo spasimo, ma quando ad inizio di ripresa le istanze cambiano, dal suo piede partono le incursioni vincenti. Da una punizione guadagnata sulla trequarti nasce il goal del pareggio, e poi la solita autorevolezza nello spingere il piede sull’acceleratore. Voto: 6.5

Cacioli Non riuscendo la squadra a tenere palla si affida ai lanci lunghi, che sono sempre una lotteria. Sul goal di Bartolini qualcosa non funziona, ma nella ripresa non ce n’è per nessuno: svetta di testa e chiude di piede, e visto che Bartolini esulta oltremisura, anche lui dice la sua ai suoi ex compagni. Voto: 6.5

Russo Quel Cazzola all’inizio vuole metterlo in difficoltà e a volte ci riesce, ma sono rari i pericoli che arrivano nel suo raggio di azione. Si batte come un leone, con una forza fisica straordinaria, e nella ripresa evita che i giochi si possano riaprire con un intervento in spaccata. Voto: 7-

Pupeschi Anche lui a metà strada nel primo tempo, senza trovare il tempo per tenere lontano l’avversario (Marolda) dalla zona calda. Si riprende dopo l’intervallo, riacquista fiducia e precisione nel passaggio. Voto: 6

Margarita Parte in posizione centrale, ma fatica a capire come deve muoversi e quali sono i suoi compiti. Battistini lo richiama a centrocampo e lui, partendo da dietro, si rende pericoloso dapprima con una incornata sfortunata e poi con la discesa che gli costa l’uscita dal campo per infortunio. Intervento del portiere molto avventuroso che meritava almeno un giallo. Voto: 6– (dal 44’pt Ferri Marini Dà una svolta alla partita facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto, da autentico opportunista come veniva accreditato quando giocava nel Sansepolcro. Ma entra in altre azioni importanti e diventa l’uomo partita. Per buona gioia sua e di Battistini che lo aveva fortissimamente voluto. Voto: 7.5)

Carloto Neppure parente del centrocampista visto contro l’Aquila, ritmi troppo alti per lui, spazi enormi da coprire, avversari che spingevano a mille. Battistini, che dalla panchina vede e provvede come pochi sanno fare, capisce che deve ributtare nella mischia Borgese ed il cambio diventa un’altra chicca della stagione. Carloto intanto può rifiatare. Voto: 5.5 (dal 13′ st Borgese Sarà perché il Fano indietreggia, sarà perché lui è fresco, certo è che recupera palloni, cuce il gioco, e torna come d’incanto il centrocampista di un paio di mesi fa. Voto: 7–)

Moscati Senza turbo per un tempo cerca ma non trova né la fuga giusta né l’ispirazione per essere utile al collettivo. Come il Fano torna in campo e mostra la corda dopo la grande abbuffata di chilometri del primo tempo, ritrova energia e lucidità di idee, sbagliando il minimo indispensabile. Voto: 6.5

Benedetti Costretto a giocare nel mare magnum del centrocampo senza punti di riferimento, ha il merito di non abbattersi mai e di risollevarsi. Invita i tifosi ad inizio di ripresa a crederci, sollecita gli incoraggiamenti e viene subito ripagato. Anche lui nella ripresa mostra il meglio di sé. Voto: 6.5

Clemente Vero che sbaglia sui calci piazzati, che pure restano la sua specialità, ma poi inizia lui a suonare la carica scaricando un tiro dal limite che fa intuire che il Fano sta per arrendersi. In sofferenza nel primo tempo, come quasi tutti, in scioltezza nella ripresa. Da leader, come sempre. Voto: 6.5 (dal 44′ st Moneti Il tempo per scandire il conto alla rovescia verso la promozione, della quale non sarà stato il protagonista, ma un comprimario che ha fatto la sua parte quando è stato chiamato in causa. Voto: 6)

Balistreri Spazia su tutto il fronte d’attacco ma appare un’anima in pena, perché di palloni da giocare ne arrivano pochi. Ma si capisce che è vivo, smanioso, calato nella parte, e così si avventa sulla punizione di Benedetti per anticipare Orlandi in uscita precarissima, per il goal per restituisce fiducia ed autorizza a credere nella rimonta. Il colpo di tacco a mettere ferri Marini nella condizione di assurgere a uomo partita fa parte del bagaglio del miglior Clemente. Per la serie che si deve sempre prendere  il meglio da tutti. Voto: 7

Battistini «Non ho sassolini da togliermi», ci dice un attimo dopo aver sollevato le braccia al cielo. Segno che ha digerito tutto, anche le critiche più preconcette e le accuse più assurde. «Mi piace contare i macigni, che sono i punti che abbiamo fatto, i record che abbiamo centrato», confida. Giusto che gioisca dopo tanti sacrifici, tanto lavoro, tanti chilometri avanti e indietro. Il tutto per un ingaggio molto ma molto contenuto, in un calcio di sprechi e di sperperi. Per come ha gestito il gruppo, per la passione che mette nel lavoro, per il potenziale che ha di crescita anche a livelli più importanti, merita ampiamente la riconferma. Voto: 8.5

Arcipreti Entra anche lui nell’elenco dei protagonisti. Ha sempre creduto nei giocatori che ha fortissimamente voluto, che con lui e con l’allenatore hanno fatto corpo unico quando le cose non andavano per il meglio. Ha sempre detto pane al pane e vino al vino, mai barcamenandosi da una posizione all’altra. Gli si può solo contestare un paio di acquisti che non hanno reso come da attese (Tozzi Borsoi e Bueno). Ma aver rimediato a gennaio con Balistreri è stato determinante. Voto: 8

Moneti e Santopadre Da giudicare insieme perché insieme hanno preso il controllo della società, insieme hanno preso piccole e grandi decisioni in questi mesi in cui ci hanno messo la faccia. Ad un certo punto la stagione non aveva preso una bella piega, l’hanno raddrizzata con la presenza in città, con la vicinanza alla squadra e all’allenatore. Se il feeling dura il Perugia può sperare in un futuro roseo. Meritano di essere elogiati, come un elogio va rivolto a Damaschi per aver capito quale era il momento giusto per cedere il testimone.

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