Il commento di Mario Mariano

di Mario Mariano

Un presidente ha il sacrosanto diritto di mettere bocca in tutte le più importanti decisioni tecniche e societarie perché è lui che ha la firma dei conti correnti e la chiave della cassa. Se i presidenti sono due la sostanza  non cambia, ma è chiaro  che le difficoltà aumentano, le telefonate si infittiscono, gli angoli da smussare si intensificano. Il problema numero uno del Perugia di Gianni Moneti e Massimiliano Santopadre è come venire a capo della guida tecnica della squadra per la prossima stagione. Avendo annunciato da settimane che la questione sarebbe stata discussa dopo la partita di ritornodella Supercoppa (a proposito: un’altra felice strategia messa in atto dal tecnico, che ha rispolverato perfino Tozzi Borsoi, autorizza a sperare che mezzo trofeo è già in bacheca) è legittimo restare in attesa. Ma  la sensazione è che già da tempo siano in atto grandi manovre attorno al successore di Battistini e c’è perfino chi assicura che i giochi siano già stati fatti e i successi  ottenuti in queste ultime due stagioni conterebbero come il due di briscola.

Perché Giunti Il calcio si avvale da sempre di notizie vere, verosimili e  boutade, ma la candidatura di Federico Giunti è tutt’altro che una ipotesi. L’ex centrocampista del Grifo che ha chiuso anni fa una carriera pure costellata di successi, è in cerca di una occupazione stabile visto che fra poco otterrà, al pari di Battistini, il patentino. Nel suo palmares c’è qualche anno con i giovanissimi del Perugia di Covarelli e una parentesi al Foligno in Prima Divisione chiusa con l’esonero per divergenze con i dirigenti: dunque un allenatore di poca esperienza che tuttavia ha il vantaggio di conoscere Perugia, e di avere qualcuno che sostiene che il suo futuro sarà roseo. Uno di questi è Massimiliano Allegri al quale è legatissimo, un altro Roberto Goretti, responsabile del settore giovanile del Perugia. Anche  Walter Sabatini, pur alle prese con la brutta stagione di Luis Enrique alla Roma, ha trovato il tempo per far sapere che Giunti ha le carte in regola per sfondare nel calcio.

Chi è Giunti arrivò a Perugia  quando aveva 17 anni  ed in società  c’erano Gigi Piedimonte come direttore sportivo e Walter Sabatini all’epoca semplice talent scout. Il testa a testa tra Battistini e i suoi rivali vede appunto Giunti nettamente favorito anche perché la richiesta di ingaggio sarebbe assai contenuta e perché la piazza di Perugia è appetibile. Battistini continuerà a chiedere un biennale ed Arcipreti insisterà per la riconferma del suo pupillo ed è impossibile criticarlo su questo punto. Solo che Arcipreti rischia grosso perché lui, che resta pur sempre un dipendente, è «sicuro» che solo con Battistini ed in subordine con Novellino  il Perugia può continuare a vincere. Come finirà? Il mediatore Moneti riuscirà a tirar fuori dal cilindro una soluzione che accontenti tutti, tifosi in primis che non da ora  chiedono la riconferma del tecnico che non farà calcio champagne, ma che è entrato nella storia biancorossa per i suoi record?

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One reply on “Perugia, le grandi manovre: se Battistini se ne va il possibile successore è Federico Giunti”

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