Perugia 1416 con l'assessore Severini

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Francesco Maria Giacopetti (segretario Pd Perugia) e Francesco Zuccherini (responsabile Forum cultura Pd Perugia)

di Francesco Maria Giacopetti e Francesco Zuccherini*

Vogliamo tornare a parlare, riflettere e aprire un confronto sulla cultura a Perugia. Partendo da una considerazione centrale quanto ovvia: la cultura rappresenta nella nostra città un tratto identitario oltre che il volano di sviluppo più importante. È passato l’anno in cui Perugia è stata Capitale italiana e in cui il comune di Perugia ha avuto l’opportunità di gestire considerevoli risorse per sostenere la cultura in tutte le sue articolazioni e per porre le basi per un ulteriore salto in avanti.

In questo anno abbiamo avuto occasione di dire la nostra sulla mancanza di un progetto e sulla gestione decisamente poco partecipata dei fondi a disposizione – un milione di euro, mica bruscolini. Abbiamo, poi, aspettato di vedere la traduzione dell’attività di questa giunta per valutare soltanto a cose fatte. Bene, ci pare evidente che il risultato è stato poca cosa: poca la trasparenza e poche le attività. Scarsa la visione. Ad oggi non sappiamo a chi e per cosa sono stati destinati i soldi. Eppure Perugia il milione di euro lo ha ricevuto e nessuno, operatori culturali in primis, sa dove il Comune lo abbia speso o investito.

I cittadini non hanno capito cosa è stato fatto, perlomeno non l’hanno percepito. È possibile dunque sapere quali sono i programmi della Giunta, come sono stati spesi questi fondi, a chi sono andati, per quali iniziative e per quali eventi così importanti per la nostra città?

Il progetto di candidatura a Capitale europea 2019 di Perugia con i luoghi di Francesco aveva l’ambizione di guardare al futuro, di fare innovazione e praticare il cambiamento. Era costruito sull’idea che la cultura avrebbe costituito l’asse di sviluppo più importante per la città, avrebbe consentito di riqualificare e rilanciare la città storica e avrebbe offerto tante opportunità alle giovani generazioni, rafforzato e consolidato il patrimonio di beni ed esperienze che fa Perugia una città ricca di risorse, dai festival alle iniziative culturali, fino alle grandi manifestazioni. Per farlo si è costituita una fondazione pubblica (e non un’associazione privata di singoli cittadini autocandidatisi), con operatori e istituzioni di ogni estrazione e orientamento (Claudio Ricci, allora sindaco di Assisi e poi candidato per il centrodestra alle regionali, è stato uno dei promotori della candidatura), allo scopo di allargare la partecipazione e di fare della progettazione un momento di socialità.

Da quel percorso e da quei risultati raggiunti nasce “Perugia Capitale italiana della cultura”. Ma cosa ne è stato di questa preziosa occasione? Quali eventi hanno sostanziato un riconoscimento tanto importante? Quali spazi urbani sono stati rigenerati? Quale progetto organico ha portato la città verso una nuova centralità della cultura nelle politiche locali? Queste sono le domande che noi ci poniamo e che poniamo alla giunta. Sono le stesse domande che si fanno i cittadini e gli operatori culturali, o almeno quelli che hanno avuto la fortuna di accorgersi che Perugia è stata capitale italiana della cultura.

Sarebbe stato, invece, importante lavorare su una proposta e un calendario che facesse vivere la città di cultura oltre alle grandi manifestazioni che ormai camminano da sole, immaginare una programmazione di eventi, mostre, incontri, festival, che potessero riempire e dare senso al progetto di Capitale italiana della cultura, qualificando le attività culturali e perché no, incentivare il turismo, mettendo Perugia sul palcoscenico su cui merita di stare. Le città che hanno partecipato alla sfida europea della candidatura a capitale culturale e insignite poi come Perugia del titolo di “Capitale italiana della cultura”, si sono impegnate a realizzare alcuni dei progetti presentati nei dossier di candidatura.
Tutto questo a Perugia non è accaduto. O se è accaduto nessuno se ne è accorto.

C’è tempo, pensiamo in grande, guardiamo all’Europa, guardiamo al futuro, si dirà. Bene: Perugia 2030? No: Perugia 1416. L’unica discussione di “respiro culturale” che si è creata in questi due anni di governo della città è stata incentrata sulla manifestazione storica “Perugia 1416”, prevista per il giugno prossimo, creata in provetta dall’alto di palazzo dei Priori, guidata da una omonima associazione la cui forma ha destato inizialmente non poche perplessità, in particolare per quanto riguarda partecipazione e adesioni, salvo correzioni in corsa. Una discussione tutt’altro che costruttiva ma che sta creando profonde divisioni negli “osservatori” – del resto si è scelto di rievocare un momento storico di sconfitta per la città e di profonde fratture nel tessuto cittadino. Una discussione, infine, in cui l’assessore Severini non ha esitato a prendere posizioni a dir poco scomposte, in perfetto stile “Braccesco”. Male, per un evento che ambisce a “risvegliare una città” e a rifondare l’identità di una comunità.

C’è, poi, un’altra questione: non è che alla fine il “famoso” milione di euro, destinato alla realizzazione di proposte e progetti di ampio respiro sulla base delle idee nate intorno alla candidatura a capitale europea, possa in buona parte venire destinato alla realizzazione di questa manifestazione? Potrebbe essere poco elegante – per non dire altro – nei confronti di tutti gli operatori culturali che quotidianamente sono impegnati a portare avanti iniziative in città anche di una certa rilevanza.

E’ evidente, d’altro canto, che faremo il tifo per Perugia, perché ci interessa che le cose funzionino per il bene della nostra città, ma è evidente che non ci sottraiamo ad alcune riflessioni. Le consegnamo alla città, insieme a quelle sulla cultura a Perugia sperando di stimolare una discussione a tutto tondo sulle politiche culturali, nella consapevolezza che, per essere di nuovo un importante polo culturale del nostro paese, c’è bisogno di ben altro rispetto a quello visto in questi ultimi due anni, per tornare ad essere di nuovo una bella e significativa realtà europea e non rischiare invece di scivolare in duelli tra “raspanti” e “beccherini”.

*Segretario Pd Perugia e Responsabile Forum cultura Pd Perugia

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.