Come ogni settimana il Pagellone di Mario Mariano
Come ogni settimana il Pagellone di Mario Mariano

di Mario Mariano

Pierfrancesco Battistini era, secondo diversi opinionisti (è buffo come questa qualifica venga attribuita con  così tanta facilità dai media anche di collaudata professionalità), a rischio esonero in caso di sconfitta ad Avellino. Avendo ora il Perugia ottenuto un pareggio e soprattutto avendo  giocato una partita a viso aperto, i suddetti opinionisti invece di battere in  ritirata, sosterranno che Battistini si è piegato ai voleri della società visto che non ha schierato nella formazione iniziale né Clemente né Ciofani. Ovvero quelli che a  Nocera Inferiore non erano stati all’altezza della loro fama. Sappiamo per certo che Battistini ha scelto di testa sua, come ha rivendicato nella conferenza stampa di sabato, ma che sopratutto né Moneti né Santopadre sapessero, almeno sabato sera, chi sarebbe sceso in campo. Battistini come tutti gli allenatori al mondo ha il proprio destino legato ai risultati, ma come tutte le persone sagge è dotato di flessibilità e al tempo stesso di tenacia.

L’abbraccio E’ pur vero che i calciatori fanno presto a scaricare un allenatore per passare ad un successore, ma l’abbraccio corale visto dopo il goal di Esposito, con Battistini soffocato nella mischia, la dice lunga sul rapporto tra il tecnico e la  squadra. Da una settimana all’altra il rendimento è stato diametralmente opposto non tanto perché c’era un centrocampista in più, quanto per uno spirito  del tutto diverso, un approccio alla partita come si conviene ad una  squadra che vuole giocarsela a viso aperto. In campo si è vista anche la volontà di correre qualche rischio per il desiderio di sbancare il «Partenio», non certo per portare a casa uno 0-0 come magari era  accaduto a Nocera Inferiore. Qualcuno penserà che ad Avellino il Perugia ha interrotto la striscia negativa di risultati perché Battistini ha cambiato modulo o perché ha tenuto fuori almeno inizialmente Clemente. Una tesi che non regge, perché anche un Clemente non al massimo della condizione non riuscirebbe a dare un rendimento inferiore a quello di Rantier.

LA CRONACA DEL MATCH

Miglioramenti nei reparti Migliorato in difesa e a centrocampo, anche ad Avellino è riemerso il problema di sempre e, cioè, che l’attaccante più pericoloso è Pollicino Politano. Restano dunque i problemi dell’attacco perché Tozzi Borsoi e Ciofani pari sono e non riescono a fare la differenza. Quanto a Clemente è buffo che gli stessi che sottolineano sempre i suoi 23 goal nella scorsa stagione sono quelli che sollecitano una sua esclusione a favore di un centrocampista. Resta invece una questione di coperta corta; con Clemente si aprono varchi offensivi, ma difficilmente si arriva al goal, senza di lui a centrocampo Esposito ha la possibilità di giocare più palloni. Ma il discorso è solo in parte razionale, perché lo stesso Esposito prima di Pisa e Nocera Inferiore aveva giocato bene anche con Clemente in campo.

Koprivec: Deve essere più autorevole sui calci da fermo, comandare meglio marcature e tempi di intervento, ma tra i pali è una garanzia e nei rilanci un valore aggiunto. Acquisita la fiducia generale, può rappresentare un punto di forza. Voto: 6.5

Anania: Più prudente di altre volte, cioè meno arrembante sulla fascia e più attento in marcatura, anche se a volte si permette di concedere troppi metri all’avversario. Voto: 6+

Cacioli: Gli capita sempre il pallone da mettere dentro, sceglie bene il tempo della battuta, ma gli manca la precisione. Dietro se la cava senza sbavature, nonostante le torri avellinesi provino a mettere in difficoltà sia lui che Jefferson. Voto: 6.5

Jefferson: Si applica senza mai dare la sensazione di essere in difficoltà, cresce di settimana in settimana l’intesa con i compagni, per Lebran non sarà facile riprendersi il posto. Nel gioco aereo è una sicurezza. Voto: 6.5

Martella: Attacca la palla come avrebbe detto Helenio Herrera, nel senso che è aggressivo e cattivo in giusta misura, e sta bene fisicamente. Un altro debuttante di cui andare fieri. Voto: 6.5

Carloto: Si fa trovare pronto alla chiamata, ed il particolare non è da trascurare. Gioca molti palloni, magari con fortuna alterna, ma ha il merito di saper giocare sia nel fraseggio che nell’impostazione del gioco. Voto: 6 (dal 25’st Clemente: Dà subito l’impressione che può cambiare il risultato, ma certi suoi suggerimenti non vengono capiti. Quanto alla esclusione iniziale non l’avrà presa benissimo come è giusto che sia, ma la sua professionalità è collaudata. Voto: 6

Esposito: Il goal sarà anche non voluto, in ogni caso il tiro era ben indirizzato e di potenza, ma gli va riconosciuto di essere rinato dalle ceneri di Nocera Inferiore, giocando tanti palloni e sbagliandone pochissimi. Voto: 7.5

Moscati: E’ il giocatore universale che ogni squadra ambiziosa insegue, lo trovi dappertutto, perché in ogni zona del campo se ispirato riesce a fare giocate importanti. Con questa condizione è dura rinunciare al suo apporto. Voto: 7

Politano: Il particolare affatto da trascurare è che nonostante le leve piccole, ha una potenza incredibile nei muscoli, così che anche dalla lunga distanza è pericoloso quanto lo era il Miccoli dei tempi migliori. Non trova il goal solo perché Fumagalli, il portiere degli irpini, sceglie sempre il tempo  giusto. Voto: 7

Tozzi Borsoi: Al piccolo trotto e soprattutto non incisivo in area, con palloni sparati un po’ a caso. L’impegno c’è ma tra lui e chi gli subentra è una bella lotta nel non farsi mai trovare pronti all’appuntamento con il goal. Voto: 5+ (dal 21’st Ciofani: Clemente prova due o tre volte ad innescarlo, ma lui va dalla parte opposta a dove il capitano gli lancia il pallone. Voto: 5+)

Rantier: Meglio nel secondo tempo, quando prova ad affondare, e concludere, ma non è neppure fortunatissimo. Al tirar delle somme gli si può accordare un sufficienza risicata. Voto: 6- (dal 16’st Di Tacchio: Stenta a carburare perché forse ancora non si raccapezza in un centrocampo dove di volta in volta si cambiano gli attori, non riesce ad incidere nella impostazione, ma semmai nel tamponare qualche incursione estemporanea degli avversari. Voto: 6—

Battistini: Settimana travagliata, come previsto, gestita con il consueto orgoglio e applicazione sul campo e fuori. Ne è una riprova l’esultanza del gruppo che gli viene riservata al momento del pareggio. Avanti così, con il piglio del guerriero. Secondo alcuni( molti) la panchina di Battistini era a rischio in caso di sconfitta ad Avellino, e dunque costoro con il pareggio largo  del Perugia al «Partenio»  dovranno farsene una ragione e, chissà, aspettare al varco un tecnico che ancora una volta ha dimostrato di avere i cosiddetti attributi. Perugia è piazza difficilissima, che ha bruciato fiori di calciatori ed allenatori non solo per il glorioso passato, ma soprattutto perché  riescono con abilità a suonare la grancassa del dissenso e  della teoria  del «si poteva fare diversamente» personaggi che in qualsiasi altra piazza  non verrebbero neppure presi in considerazione. Voto: 7