Pubblichiamo l’intervento con cui il responsabile organizzazione del Pd umbro risponde al documento dei 18 ex Margherita attraverso il quale si chiede di «dare chiara visibilità alla cultura cattolica anche in Umbria».
di Antonello Chianella*
Dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio si è sviluppato un ampio dibattito sulle ragioni della mancata vittoria del centrosinistra ed in particolare sul risultato del Pd. Cambiamento, casta, recessione, spread, vecchio e nuovo, cattolici, correnti, conservatorismo: tante le parole usate per accreditare le tesi del risultato scadente. Parole che però spesso risultano vuote, che vengono utilizzate per schemi o, per discussioni politicistiche, ma che nella loro genericità finiscono col dire tutto e niente. Sarebbe sbagliato oggi interpretare questi fatti con gli occhi degli “ex” o con la vecchia logica delle famiglie politiche: il vento del cambiamento che tra le elezioni politiche, e ancor prima con il referendum sui beni comuni, ha spazzato il nostro Paese è cosa diversa e più profonda e sarebbe un errore madornale riproporre una discussione con lo sguardo rivolto al passato. Ad analizzare i dati c’è una crisi che sta stritolando migliaia di imprese, un’imposizione fiscale ingiusta ed inefficace, poteri finanziari voraci che hanno arricchito pochi e che hanno destabilizzato interi Paesi, l’Europa che da grande opportunità viene ormai vista, da una fascia sempre più consistente di popolazione, come una “matrigna” che impone e richiede sacrifici. L’Umbria è dentro questa crisi e questo cambiamento. Indicatori economici e sociali sono lì a dirci che bisogna cambiare e bisogna farlo velocemente.
I 18 EX MARGHERITA: IN UMBRIA DARE VISIBILITA’ A CULTURA CATTOLICA
Riflessione autoreferenziale Ma la riflessione da fare sull’Umbria non può essere ancora una volta autoreferenziale, magari utile a qualche futura collocazione, deve invece essere aperta e coinvolgere l’insieme della società regionale. Da questo punto di vista, il documento firmato prevalentemente da amministratori ed ex esponenti della Margherita segna un passo indietro, riproponendo vecchie contrapposizioni ideologiche e culturali, tanto più a fronte di un partito nel quale liberamente, nel corso di questi anni, si sono espressi progetti anche tra di loro alternativi, rispetto ai quali ci siamo più volte misurati, come ad esempio quelli sulla Sanità e sulle Riforme endoregionali, producendo via via maggioranze larghe e diverse, rispetto all’appartenenza del passato. Il contributo ad una discussione sull’Umbria e sulle sue prospettive è fatto utile e positivo, ma non può far perdere di vista che questo percorso deve vedere il partito e i suoi organismi il luogo principe per questa discussione. Non è fatto secondario: i luoghi devono essere chiari perché garanti dei percorsi e della trasparenza. Una nuova classe dirigente si deve affermare ma su un progetto per l’Umbria, sulla sua capacità di riconoscersi in percorsi collettivi e non solo individuali; una classe dirigente che rispecchi il pluralismo e lo faccia diventare un bene comune e non una trincea dietro la quale barricarsi.
LOCCHI: SI’ AL CONFRONTO MA NIENTE LOGICA DEGLI EX
Pluralismo Il tema del pluralismo culturale è proprio delle origini del Pd. Tuttavia, si è riscontrato nel tempo un progressivo scollamento tra la sensibilità politica sventolata all’interno delle stanze del partito e l’esigenza di rappresentare appartenenze culturali che vivono nella società. Una società così complessa che blocca vecchi automatismi: non è oggi infatti scontato che solo coloro i quali vantano militanze nella Democrazia Cristiana siano oggi espressione piena di un cattolicesimo democratico che ha via via assunto altra identità. Il Pd non è nato per integrare due culture bensì per partorirne una contemporanea e diversa, capace di raccogliere dal passato valori da portare in dote o un futuro ancora tutto da costruire. Senza nuovi schemi di analisi non si rafforzano nuove soluzioni, e la sintesi tanto ricercata diviene solo un quotidiano affanno per soddisfare appetiti autoreferenziali.
*Responsabile organizzazione Pd Umbria
