Agenti a lavoro (Foto Fabrizio Troccoli)

di Stefano Spagnoli *

«Prendiamo atto che finalmente lo stato e l’amministrazione si sono accorti che in Umbria la situazione è divenuta incandescente e fuori controllo dal punto di vista della sicurezza dei cittadini umbri ed in particolare di quelli perugini decidendo di inviare rappresentanti del governo e vertici della polizia di Stato. Sono mesi che come organizzazione sindacale denunciamo la gravissima situazione di insicurezza in cui sta scivolando l’Umbria  ed il suo capoluogo, non bisognava aspettare che ci uscisse il morto, alla cui famiglia esprimo il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza della mia organizzazione sindacale, per capire che la situazione criminalità stava degenerando sempre di più. Basti ricordare i recentissimi episodi delittuosi verificatisi, a distanza di due giorni l’uno dall’altro, in pieno centro a Perugia l’accoltellamento di un uomo e il ritrovamento di un coltello insanguinato e non si possono neanche dimenticare le continue aggressioni ai poliziotti da noi puntualmente denunciate agli organi di stampa.

L’incremento degli episodi di micro e macro criminalità nella regione sono gli effetti negativi dei tagli lineari apportati dalle varie finanziarie che nel tempo sono state varate alle già esigue risorse delle forze di polizia. Le ultime finanziarie hanno sottratto alle forze dell’ordine risorse per miliardi di euro costringendo gli operatori a disagi lavorativi per carenze di mezzi e strumenti e riducendo sempre di più anche la presenza degli uomini sul territorio per il blocco degli arruolamenti.

E’ ora di dire basta, basta con proclami di patti sulla sicurezza, basta con le passerelle politiche estemporanee. Ci vogliono i fatti, ci vogliono gli uomini delle forze dell’ordine sul territorio, ci vogliono risorse economiche per difendere la sicurezza ed auspico che di questo se ne rendano conto, nel vertice di sabato, il vice capo della polizia ed i due sottosegretari all’interno.

Il presidente del consiglio monti ha recentemente definito le forze dell’ordine “il cuore pulsante dello stato” e noi non possiamo che essere d’accordo e soddisfatti della sua considerazione, ma un cuore batte quando c’è sangue da pompare».

* segretario nazionale Consap

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