di Walter Verini*
Alla vigilia del 16 Ottobre, in cui cade il settantaduesimo anniversario del rastrellamento degli ebrei nel Ghetto di Roma e della loro deportazione verso i campi di sterminio, la Camera dei Deputati ha approvato la legge che introduce anche nel nostro ordinamento l’aggravante di negazionismo. Incitare all’odio razziale, etnico, religioso, istigare alla violenza, sarà punito con un aggravio di pena se ciò avviene in nome della negazione della Shoa o di massacri e crimini contro l’umanità riconosciuti dalla Corte Penale Internazionale o da altri organismi sovranazionali di cui l’Italia è membro.
E’ quanto, in sostanza, prevedeva già il testo licenziato dal Senato (Pdl Silvana Amati ed altri) di cui l’Aula di Montecitorio ha recepito pienamente il contenuto serio, importante ed equilibrato. Lo ha fatto solo con inevitabili modifiche tecniche, per allineare la pena prevista per il reato “base” di istigazione a quanto fissato dalle recenti norme di contrasto al terrorismo. L’approvazione della legge rappresenta una tappa di civiltà del nostro Paese, tappa già raggiunta da tanti altri paesi europei. Un risultato – va detto subito – che non lede minimamente le libere espressioni di opinioni, la ricerca storica, anche quella revisionistica.
Sono principi civili e costituzionali intangibili. Non era, non è questo l’obiettivo della legge, che non a caso non introduce il reato di negazionismo, prevedendo invece quella aggravante che dicevamo. Dubbi, riserve, perplessità su questo punto sono certamente legittimi, ma francamente infondati. E non si tratta neppure di una legge che tutela solo – come è giusto che sia – la memoria, il ricordo, e che onora innanzitutto milioni di vittime dell’orrore dell’Olocausto e di altri crimini contro l’umanità. Tutto questo, beninteso, c’è.
Ma è una legge per l’oggi e per il futuro. Due anni prima di morire, in un indimenticabile intervento a Parigi, all’Unesco, Shlomo Venezia emozionò tutti raccontando come fosse riuscito soltanto nel 1992, dopo quarantasette anni, a parlare di quell’abisso, nel massacro del Sonderkommando ad Auschwitz. Lo fece perché sentiva avanzare il negazionismo, perché vedeva dilagare nuove forme di antisemitismo.
Sentì il bisogno di raccontare ai giovani. Fece un appello alle istituzioni europeee e mondiali perché si battessero contro questi germi di nuovo orrore. Shlomo, e Piero Terracina e Sami Modiano, e Andria e Tatiana Bucci, Ida Marcheria ed altri Testimoni, in tutti questi anni, fino a quando le forze li hanno sorretti o li sorreggeranno, non hanno mai mancato di accompagnare i ragazzi delle scuole a Birkenau ed Auschwitz, rispondendo sempre, dal 1993 in poi, all’appello del Comune di Roma. Fare il relatore di questa legge, per me, è stato un grande onore, come una grande emozione è stata partecipare – con i Testimoni e i giovani – ai viaggi della memoria organizzati dal Sindaco Walter Veltroni.
Ma è stato anche un impegno collettivo, che onora il Parlamento. L’antisemitismo è ancora tra noi, come nel tempo presente dilagano odi etnici, religiosi, in nome dei quali si compiono stermini e massacri. O atti di terrorismo. Le Sinagoghe sono continuamente minacciate e spesso bersaglio di attentati. In molte zone d’Europa le Comunità Ebraiche vivono nel timore. il massacro dei ragazzini norvegesi di Utoja, da parte di un neonazista avverso alla società aperta, carico di odio etnico, è avvenuto pochissimi anni fa, non settanta. Dilagano troppi siti che, anche in nome del negazionismo, incitano alla violenza, istigano all’odio. Come si vede troppo frequentemente, perfino in certe parti di certe curve di ultras compaiono simboli neonazisti, razzisti e antisemiti. Ecco perché si tratta di una legge per il presente e per il futuro.
Certo, non bastano norme del Codice Penale per contrastare queste pericolose derive. Occorre una grande opera di dialogo e confronto nella società, nelle scuole, nelle comunità. Occorre far dilagare anticorpi culturali e civili quotidiani. Occorre, insomma, battere con le armi della democrazia questi rischi, questi pericoli, questi atti e fatti criminali. Ma intanto, il Parlamento, ha dato un segnale di grande valore, ed è stato bello vedere assistere al dibattito dalle tribune di Montecitorio rappresentanti delle Comunità Ebraiche come – tra gli altri – Renzo Gattegna e Ruth Dureghello, come Victor Magiar e Riccardo Pacifici. Ed è stato di grande significato ascoltare le parole della dichiarazione di voto per il gruppo Pd di Emanuele, figlio di Nedo Fiano che porta ancora sulla carne e dentro di sé i segni di quell’orrore.
Tutto questo, ricordavamo, è avvenuto alla vigilia del 16 Ottobre. Il Parlamento non legifera seguendo gli anniversari. Ma sarebbe certamente significativo se il Senato riuscisse ad approvare la legge in via definitiva in occasione di un altro prossimo anniversario, quello del 27 gennaio, Giornata della Memoria.
*Deputato Pd
