Mario Bravi (foto Fabrizi)

di Mario Bravi*

Ieri in piazza a Perugia, un centinaio di cassaintegrati, in rappresentanza degli oltre 11 mila lavoratori umbri collocati nella Cassa integrazione in deroga, da sei mesi senza un euro hanno urlato la loro rabbia, invitando il governo a rifinanziare la Cassa. Di fronte a questa situazione drammatica, denunciata dalla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, che si apprestano a sbarcare a Roma per manifestare il 22 luglio davanti a Montecitorio, la politica umbra scandalosamente tace. Con l’unica eccezione dell’Assessore regionale Stefano Vinti, che ha preso una posizione chiarissima di sostegno pieno ai lavoratori, dobbiamo constatare un silenzio assordante. Questo silenzio va assolutamente rotto! Non è concepibile che nessun parlamentare umbro abbia preso un straccio di posizione su una situazione drammatica come questa, così come è singolare che il partito maggioritario in Umbria e in Italia, cioè il Pd, sia più intento a comporsi e a ricomporsi, evidentemente guardando solo il proprio ombelico, piuttosto che intervenire su una questione centrale come questa.

La politica si svegli Deve essere chiaro anche al Pd che 80 euro sono importanti, ma non bastano se si lasciano sul lastrico persone come i cassaintegrati che stano peggio dei lavoratori che hanno percepito l’aumento degli 80 euro. Si segnalano per la loro assenza anche le associazione delle imprese che dovrebbero non rimanere alla finestra rispetto ad una situazione che rischia di far saltare centinaia di imprese. Infine, non possiamo non rimarcare il segno di discontinuità rappresentato dalla nuova giunta Romizi a Perugia, che è talmente nuova che non si è nemmeno accorta del dramma sociale che vivono migliaia di perugini. Invitiamo la politica umbra a svegliarsi dal suo lungo letargo, e a battere un colpo, se ci riesce, per dare un contributo nella difesa dei diritti di migliaia di cittadini. Sia chiaro che non si tratta di una battaglia assistenziale, ma per il lavoro e il futuro dell’Umbria. Noi comunque non ci arrenderemo, il 22 luglio saremo di fonte a Montecitorio e nel mese di settembre ci mobiliteremo per la ‘Vertenza Umbria’.

*Segretario regionale Cgil Umbria

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