Una mensa scolastica. Foto generica archivio

«Non passa giorno oramai che le cuoche e scodellatrici delle mense delle scuole materne del Comune di Perugia, non si ritrovino loro malgrado, citate più o meno velatamente, in tutti i giornali della cronaca locale, per non parlare di internet, Facebook, Twitter e chi più ne ha più ne metta. Checché se ne dica, se si scrive che nei pasti dei bimbi sono stati rinvenuti “ossicini” o “lische”, se le porzioni dei bimbi sono ritenute insufficienti, se l’acqua che si porta a tavola è quella del rubinetto anziché quella in bottiglia, le storiche “cuciniere” si sentono chiamate in causa. Si sentono chiamate in causa perché, semplicemente, questo è il loro lavoro e per questo vengono retribuite. Dobbiamo, purtroppo constatare, a questo punto della storia, che il loro lavoro sta divenendo un vero e proprio incubo.
Come Filcams e Fp Cgil di Perugia, abbiamo convocato l’ennesima assemblea di tutte le operatrici, e grande è stato il rammarico nel vedere la sofferenza e la preoccupazione nel volto di queste cuoche, dalla grande esperienza, che questo lavoro lo fanno con amore, dignità e coscienza, perché prima di essere cuoche, sono madri, spesso nonne o più semplicemente donne. Donne che del cucinare hanno fatto un lavoro, ma che, come usualmente succede, questo “mestiere” lo praticano pure a casa loro, sfamando intere famiglie. Molto spesso hanno figli o nipoti che frequentano questo o quell’asilo. Non stiamo parlando di giovani donne fresche del mestiere, ma di persone con decenni di anzianità di servizio presso le scuole materne del Comune di Perugia, prima in gestione diretta, poi tramite agenzie interinali, sino alla famosa esternalizzazione del servizio di 4 anni fa.
Conosceranno queste lavoratrici come si cucina per un bambino?
Come si può pensare, ad esempio, che lavoratrici così esperte e formate non conoscano la grammatura delle porzioni, che non è decisa né dal Comune né dalle Cooperative, ma, come la legge vuole, dalla Asl di competenza. Sapranno le stesse che l’acqua del rubinetto è assolutamente potabile, se non migliore di quella delle bottiglie e che probabilmente anche a casa quella dovremmo bere? Il fatto di utilizzare prodotti a Km 0, carne e pesce fresca, prodotti di stagione e non congelati o preconfezionati, potrebbe a volte coincidere con la possibilità di trovare una lisca od un ossicino nel cibo? Ovviamente, tutto questo non dovrebbe succedere e mai sarà sufficiente l’attenzione da prestare nel cucinare per i bimbi, ma, in tutta coscienza, a chi non è mai successo a casa con i propri cari? In fin dei conti, poi, sono le maestre stesse, in sinergia perfetta con le cuoche, che nell’aiutare i bambini a mangiare faranno il controllo finale, per eliminare ogni possibilità di pericolo per i bimbi. Invece, è scattata una vera e propria caccia alle streghe, alla ricerca di ogni piccolo errore, con tanto di foto scattate ai piatti, telefonate ai giornali e utilizzo di ogni possibile cassa di risonanza.
A questo punto la domanda sorge spontanea: a chi giova tutto questo?
Per rimanere in tema, appare evidente che le cuoche delle mense degli asili del Comune di Perugia, si siano trasformate nella classica “fetta di prosciutto” fra due contendenti. Su di loro e sul loro lavoro si sta portando avanti una battaglia senza esclusione di colpi fra il Comune ed il comitato dei genitori.
Come Filcams e FP Cgil di Perugia, abbiamo sempre mantenuto una neutralità politica nella vicenda, abbiamo avuto un incontro con il comune di Perugia a cui abbiamo esposto le nostre preoccupazioni e le problematiche che abbiamo riscontrato nella gestione del servizio, come fatto in passato anche con le precedenti giunte comunali. A giorni avremo un incontro con l’ATI, con la quale dovremo chiarire alcuni punti sui carichi e sui metodi di lavoro, ma non abbiamo più intenzione di rimanere silenti in una battaglia che non ci interessa e nella quale stiamo diventando uno strumento involontario.
Confidiamo che i contendenti trovino un sistema per relazionarsi fra di loro, come parti sociali, ci rendiamo anche disponibili a promuovere un incontro fra il Comune ed il comitato dei genitori, dal quale però non è possibile tenere fuori chi in realtà il lavoro di dare da mangiare ai bimbi lo sta facendo, nel migliore dei modi, con grande professionalità e sudore della fronte. Quello che sicuramente non può essere messo in discussione è il rispetto della dignità delle cuoche di Perugia. Per questo auspichiamo che non si usi la questione mense a Perugia per una mera speculazione politica e che nei banchi del Comune di Perugia si trovino argomenti di più alto spessore su cui confrontarsi e ai quali dedicarsi con la stessa solerzia».

La risposta dei genitori Poche ore dopo lanota della Cgil, è arrivata la risposta dei Comitati Mensa e le Associazioni Genitori di Perugia rispondendo alla nota della CGIL riguardo le presunte accuse rivolte dai genitori alle cuoche delle mense scolastiche, tengono a precisare eribadire con forza di non aver mai rivolto accuse verso le cuoche e il personale delle mense scolastiche. «Anzi – scrivono i genitori dei comitati mensa in una nota – siamo assolutamente a conoscenza delle dure condizioni in cui queste persone si trovano a lavorare, condizioni legate anche alla prima esternalizzazione che ha portato un ridimensionamento sia dei punti cottura, sia del numero di unità presenti in cucina, a fronte dello stesso numero di bambini e riconfermiamo la  stima ed il  rispetto che abbiamo sempre avuto per le persone che cucinano per i nostri figli. Le uniche responsabilità individuate dai genitori sono quelle del Comune che ha fatto partire il nuovo servizio senza organizzare in maniera adeguata le procedure e che ha voluto escludere del tutto i genitori, almeno in questa prima fase, tergiversando fino alla fine di ottobre per l’istituzione del tavolo paritetico. Quanto a ciò che la Cgil auspica: noi abbiamo sempre portato in Comune e nelle discussioni pubbliche contributi costruttivi e siamo sempre rifuggiti dalle speculazioni politiche. Dietro ai Comitati, lo ribadiamo ancora una volta, ci sono solo i genitori e proprio per questo, nonostante le foto di ossicini e le giustificate preoccupazioni per le grandi quantità di cibo che tornano indietro, mai è stata messa in discussione la professionalità di chi cucina, ma sono sempre state poste
domande ( senza risposta) e sollecitazioni al Comune e alla ASL che quest’anno ha provveduto non
solo a cambiare menù, ma anche a diminuire le grammature. Invitiamo dunque la Cgil a
confrontarsi costruttivamente con i Comitati dei Genitori e invitiamo il sindacato del personale di
refezione scolastica anche, se vorrà, a una riunione in cui chiarire gli equivoci creati. Il comunicato della Cgil sia dunque l’occasione di un chiarimento e soprattutto serva a ribadire che la questione della refezione scolastica non è in alcun modo una battaglia tra cucine e genitori, ma una questione di amministrazione cittadina e di scelte politico amministrative di cui solo il Comune è responsabile. Non riteniamo responsabili le cuoche neppure delle lische o degli ossicini di pollo, sono cose che potevano accadere anche in passato, seppure meno di fequente, ma mentre prima i genitori potevano intervenire e risolvere immediatamente cambiando fornitore, oggi il Comune non comunica chi sono i fornitori e quali prodotti vengono utilizzati e neppure prevede una procedura per l’agevole sostituzione di alimenti che, si guardi il pesce, evidentemente non sono di prima scelta. Le accuse dunque, anche in questo caso, non sono rivolte alle cuoche, ma a chi acquista il cibo per i bambini, forse risparmiando un po’ troppo e al Comune che non ha previsto controlli e procedure adeguate per la sostituzione di forniture, che variano da ascuola a scuola. Così come non dipende dalle cuoche la grammatura, tanto che abbiamo inviato note a Comune e ASL per quanto di competenza. Il che dimostra, ancora una volta, che i genitori andavano convocati prima dell’inizio della scuola per l’istituzione del tavolo paritetico, invocato da maggio da parte dei genitori, senza tergiversare fino alla fine di ottobre».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.