Enrico Flamini, segretario della federazione di Perugia del Prc

di Enrico Flamini*

La manifestazione della Fiom di sabato, alla quale le compagne e i compagni del Prc di Perugia hanno partecipato numerosi, è stata importante per diversi motivi. Innanzitutto ha avuto il merito della ripresa delle mobilitazioni in un momento in cui l’acuirsi della crisi rischia di far prevalere risposte individuali e sofferenze solitarie. Dopodiché la piattaforma proposta ha parlato all’intero paese e a tutto il mondo del lavoro iniziando dalle parole d’ordine del blocco dei licenziamenti e della riduzione dell’orario di lavoro, della riconquista del contratto nazionale, di un nuovo intervento pubblico in economia, di un cambio del modello di sviluppo fondato sulla programmazione delle politiche industriali, del salario orario minimo, del reddito di cittadinanza, di un’altra Europa, sociale e democratica. Proposte concrete nel mentre il paese attraversa una pesantissima questione sociale dovuta alle politiche sin qui fatte, politiche che il governo Letta-Alfano proseguirà e che anche per la nostra regione rappresentano una vera e propria sciagura. Le risposte al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali sono ancora insufficienti; la recessione galoppa; a breve si concretizzeranno gli effetti dei tagli previsti dalla spending review su sanità, istruzione, trasporti, democrazia e servizi sociali; la disoccupazione, soprattutto giovanile, è in fortissimo aumento; sta esplodendo una vera e propria emergenza abitativa; resta irrisolta la questione «esodati», così come quella dei precari. A questo quadro occorre aggiungere l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione e la folle ricetta del fiscal compact, la cui attuazione non è ancora iniziata. Su queste premesse la manifestazione della Fiom ci indica chiaramente che è necessario riprendere un percorso duraturo di iniziative, mobilitazioni e azioni politiche sul terreno del conflitto sociale, come su quello della ricostruzione di percorsi unitari a sinistra. Per parte nostra con questo spirito avanziamo da subito la proposta di rilanciare la campagna referendaria (articolo 18, articolo 8, pensioni, abolizione della diaria dei parlamentari e precarietà) che lo scioglimento anticipato delle urne ad opera di Napolitano ha vanificato.

*Segretario provinciale Prc Perugia

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