Il deputato umbro Giampiero Giulietti ha sottoscritto un’interrogazione per sollecitare il Governo a modificare la normativa che oggi regolamenta il funzionamento della Siae al fine di favorire la promozione della cultura musicale e l’organizzazione di eventi senza scopo di lucro
di Giampiero Giulietti
La Siae è regolamentata da un quadro normativo che risale ad un contesto storico lontanissimo, inadeguato ad interpretare i modelli sviluppatisi a seguito dell’avvento del digitale. Inoltre la Siae opera in regime di esclusività e monopolio, a differenza di quanto accade in Europa dove si è affermato un modello liberalizzato; il nostro Paese deve ancora recepire le direttive europee volte a liberalizzare il mercato del diritto d’autore ed in particolare la recente direttiva UE del 26 febbraio 2014 sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno.
In attesa del necessario adeguamento della normativa italiana a quella europea, occorre, tuttavia,intervenire subito per eliminare alcune storture e alcuni ingiustificati balzelli che ostano la libera fruizione di opere musicali nell’interesse della collettività. Innanzitutto si rende necessario un esplicito chiarimento in merito al libero utilizzo delle opere di pubblico dominio al fine di evitare vessazioni e di stimolare la realizzazione di attività volte alla sola promozione della musica e alla formazione di giovani artisti così come si rende necessaria la previsione di un’esplicita esenzione dal pagamento dei diritti d’autore per le attività musicali svolte senza fini di lucro da associazioni di volontariato e di promozione sociale e per manifestazioni con finalità di promozione culturale musicale svolte anche da enti pubblici.
Con questa interrogazione si invita il Governo a prendere i dovuti provvedimenti affinché l’attuale regolamentazione della Siae non costituisca più un limite alla promozione della cultura e della sensibilità musicale e per fare in modo che vengano escluse dall’obbligo del pagamento dei diritti Siae le esecuzioni di musica classica con esplicite finalità di promozione culturale e senza scopo di lucro.
