di Mario Mariano
Il calcio scritto e parlato si alimenta di favole, quello giocato ha bisogno di nuovi protagonisti, di creare nuovi miti. Nessuno può prevedere cosa ne sarà Oulai Christian Kouan, classe ‘99, diciotto anni compiuti a dicembre, ingaggiato dalla Vigor Perconti, squadra di dilettanti laziale, per una manciata di euro. Se diventerà un campione, lo dirà il futuro, certo è che né lui né chi era allo stadio dimenticheranno la scena dell’abbraccio corale, della preghiera rivolta al cielo, dopo la rete del debutto nel calcio professionistico. Così giovane,ma già con una bella capacità di trasformismo tattico, da attaccante a centrocampista, così che al quarto minuto della ripresa, Christian si è ricordato come si infila il pallone in rete, e sì che già nel primo tempo sonnacchioso aveva sradicato palloni agli avversari; Kouan si è fatto trovare pronto sul secondo palo a raccogliere il cross di Pajac e la musica è cambiata perché la Virtus Entella ha dovuto necessariamente aprirsi e il gioco, a quel punto, era praticamente fatto. Senonché, visto che il panettone non si smaltisce in una settimana-o meglio il filo del gioco non si trova nello spazio di pochi minuti- il Perugia ha continuato ad arrancare, pur cambiando marcia, ma infine è riuscito a mettere al sicuro il risultato con Cerri che solo nel raccogliere la maldestra respinta di Iacobucci ha illuminato una opaca prestazione.
IL PERUGIA SI GODE IL GIOIELLINO KOUAN
LA CRONACA DELLA PARTITA
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Squadra convalescente Tutto è bene quello che finisce bene, ma varrà la pena raccontare meglio la favola di Kouan, e magari soffermarsi sul coraggio di Breda nel mandarlo in campo al posto di centrocampisti dal curriculum corposo, e tanto per fare un nome citiamo Bianco. Coraggioso Breda, ma anche chi, ci dicono, da settimane racconta le gesta del ragazzo ivoriano: Marcello Pizzimenti. Si deve a lui, al più defilato dei dirigenti dello staff tecnico, se Kouan ha ricevuto straordinarie referenze. Fatto il nome e cognome di chi merita un applauso speciale, va detto che la squadra è ancora convalescente, con un modulo tutt’altro che assorbito. Non è un caso che gli attaccanti per tutto il primo tempo sono rimasti senza rifornimenti, e che in difesa qualche rischio è stato corso nonostante l’Entella sia sembrata anch’essa squadra alla ricerca di un’identità. Perugia attanagliato dalla paura, con timori assortiti sul suo futuro. Ecco perché la bella pagina scritta da Kouan assume più valore: ha scosso la squadra da un torpore che si fa fatica a capire, figurarsi a giustificare.
Nocchi: Non trasmette sicurezza alla squadra, ma mettiamoci nei suoi panni: tutti a invocare Leali, e poi, invece, tocca a lui affrontare la partita più delicata della stagione. Poco impegnato, anche se, stranamente indeciso nel suo pezzo migliore, cioè le uscite. Voto: 6
Volta: In confusione assoluta nel primo tempo, sempre in apprensione, rinvii puntualmente sbagliati, riemerge quanto basta nella ripresa per tenere a bada un attacco avversario spuntato. Voto: 5,5
Dellafiore: Saggiamente non rischia più di tanto, vista la lunga assenza dal campo, ma ha posizione e visione del gioco. Il reparto cresce anche se la difesa a tre spesso si è trasformata a cinque. Voto: 6+
Belmonte: In altalena nel girone di andata a livello di rendimento e di fiducia, ora accordata e ora tolta, prova a riemergere con il nuovo modulo, facendo valere il mestiere e rischiando qualcosa sul finale. Voto: 6
Terrani: Va in campo quando la formazione ufficiale prevedeva Del Prete. Appare anche lui frastornato, con scarsa capacità di spingere e di costruire gioco. Qualcosa di più e di meglio (ma non era difficile) nella ripresa. Voto: 5,5 (dal ’29 st Zanon: Toh, chi si rivede. Breda forse vuol saggiare la reazione dei tifosi e lui si limita a qualche facile appoggio al portiere. Voto: ng)
Kouan: Bene, bravo, da applausi per la fame che dimostra di avere, confermando così la bella storia degli stranieri della primavera che si affermano in prima squadra. Sulla scia di Zebli e Drolè, e staremo a vedere quale sarà il suo futuro a partire da venerdì sera all’Adriatico. Voto: 7,5 (dal ’34 st Bianco: Doveva toccare a lui, ma in conferenza Breda aveva già esaltato le qualità di Kouan. Voto: ng)
Colombatto: Primo tempo da dimenticare, errori su errori, neppure se fosse lui al debutto e non il giovanissimo compagno che correva per tutti. Fischiato, ha ripreso quota nella ripresa, pur senza i lampi di cui è accreditato. Voto: 6-
Bandinelli: Primo tempo sulla stessa lunghezza d’onda della maggioranza. Persa palla è costretto a rincorrere l’avversario e a stenderlo . Il gol di Kouan, libera anche lui, seppur parzialmente. Voto: 6-
Pajac: Il solo assieme a Kouan a salvare la faccia nel primo tempo che sembrava più il gioco del tamburello che del calcio. Più avanti dei compagni sotto il profilo fisico, fa valere la tecnica quando è nell’aria avversaria. Voto: 6,5
Di Carmine: Una conclusione nel primo tempo, e un salvataggio davanti a Nocchi sul finale. Nel mezzo la solita tigna e la solita voglia di scuotere i compagni. Voto: 6+
Cerri: Involuto, macchinoso, non gli è riuscito uno stop che uno. Poi il merito di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto ne salva la prestazione perché quel gol mette al sicuro i tre punti. Voto: 6 (dal ’29 st Buonaiuto: Tanta smania di far bene, diverse fughe solitarie, con conclusioni tutte sballatissime. Voto: ng)
Breda: Del coraggio nel puntare su un debuttante nella partita più importante dal suo arrivo a Perugia, si è già detto. Restano i dubbi sulla qualità di gioco e su una precisa identità della squadra, troppo attendista, preoccupata anche davanti ad avversari di modesto valore. Neppure i cambi trovano una motivata giustificazione. Voto: 6+
