di Mario Mariano

Si fa fatica a credere, leggendo il suo curriculum (esordio in A a 15 anni, esperienze anche nel Chelsea), che Vincenzo Camilleri, classe 1992, si sia reso protagonista, con la complicità di Liverani, di un maldestro intervento che  ha prodotto un’autorete alla Niccolai. Eppure questo è avvenuto, cosi come 15 minuti più tardi, proprio sotto gli occhi dell’arbitro, Ligras abbia commesso il più sciocco dei falli: visto che era stato già ammonito, cinturare un avversario a centrocampo, è sembrato un gesto da harakiri. Ma come si sa a caval donato, mai si deve guardare in bocca, dunque senza  troppi sofismi con un avversario ridotto in dieci e per di più vittima di un pastrocchio, sarebbe stato normale aspettarsi dal Perugia che si scrollasse di dosso paure e fantasmi. Ed invece no, il lungo ritiro con silenzio stampa incorporato non hanno restituito alla squadra quella scioltezza di manovra che è stata la caratteristica principale del gioco di Camplone. Ciascuno ha continuato a giocare con il freno a mano tirato, iniziative individuali, errori nei passaggi, marcature approssimative (vero Massoni?). Per farla breve, c’è stato bisogno del migliore Koprivec per rintuzzare i tentativi di La Mantia che si è visto respingere due tiri ravvicinatissimi dal portiere tornato quello di prima della crisi. Quella della prestazione eccellente di Koprivec è la seconda notizia più importante di una domenica di calcio raffazzonato, con un Camplone a metà strada tra l’allenatore pieno di energia di qualche settimana fa e lo spettatore che prendeva atto come i problemi restano, seppure rimpiccioliti da una larga vittoria. Che avrebbe potuto assumere proporzioni umilianti per il Barletta se appena Mazzeo, Fabinho e lo stesso Eusepi non avessero divorato palle goal in quantità industriale.

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Distacco ridotto La notizia clou in ogni caso sta nel fatto che si è ridotto il distacco dal Frosinone e che i giochi continuano ad essere aperti, anche se restano i timori che i tre punti non abbiano del tutto sanato la situazione. Prima dell’inizio della partita la squadra si è ritrovata in cerchio a centrocampo e ha lanciato l’urlo di compattezza che aveva proposto in estate Cristiano Lucarelli, che nell’anticipo di venerdì ha dato una spallata al lanciatissimo Lecce con il suo modesto Viareggio. Un urlo che è rimasto isolato e che, in ogni caso, fa capire quanto i riti sono importanti ma non sono la panacea di tutti i mali.

 Koprivec : Vispo, concentrato, lucido. Può bastare per testimoniare che appena una settimana dopo – lui sì- ha scacciato i fantasmi. Uscite coraggiose, interventi sicuri e poi quei due balzi felini nel momento clou della partita su conclusioni di La Mantia. Decisamente il migliore in campo. Voto: 7

Comotto: A chiunque gli capita a tiro fa capire che non è tipo da fioretto. Chiedetegli il contrasto ruvido, ma non la precisione nei passaggi, né tantomeno la lucidità sotto porta. Sparacchia altissimo una palla goal al 25 del primo tempo. Voto: 6

Massoni: Impacciato, ancora approssimativo nella marcatura, sembra ancora lontano dalla condizione migliore. La Mantia lo mette in crisi e buon per tutti che Koprivec si riscatta dopo la papera di Catanzaro.Voto:5

Scognamiglio: Meno arrembante del solito, dovrebbe stringere su Massoni in evidente difficoltà, ma pensa alla sua zona e prova come al solito a tentare la conclusione sui calci piazzati. Voto:6

Sini: Gioca tanti palloni e si propone costantemente per il cross, e dalle sue parti che si verifica più spesso la superiorità numerica e cerca di trarne vantaggio. Voto:6.5

Sanseverino: Spaesato per una bella fetta del primo tempo, in cerca di posizione ed intesa con i compagni. Non incide, ma tiene il campo in maniera dignitosa, senza acuti, ma neppure con vistose carenze. Voto:6

Filipe: Forse gli hanno fatto bene turno di riposo e ritiro, nel senso che è tra i più tonici, verticalizza e lotta. In evidente ripresa. Voto:6.5

Nicco: Sbaglia molti passaggi e si fa pure ammonire, ma il suo gran correre si avverte nell’economia della squadra, anche se la lucidità in area avversaria è bassa. Voto:6 (dal 32 st Moscati: Si capisce in un attimo che non ha digerito la panchina, una volta in campo prova a far ricredere Camplone, ma il tempo è poco e la partita ha preso da un pezzo l’andazzo di una amichevole. Voto:ng

Mazzeo: Ruolo difficile negli schemi di Camplone, ma è la mancanza di lucidità sotto rete o nei calci piazzati che balza di più agli occhi. Non è in un buon momento, e lo conferma mettendosi spesso le mani tra i capelli (che non ha). Voto:5.5 (dal 17 st Henty : incoraggiato dai tifosi, spronato dai compagni, non sembra trovare la posizione giusta, la giocata efficace. E’ didascalico nei movimenti e nelle conclusioni. Voto:5.5)

Eusepi: Tornando meno a centrocampo ha un numero maggiore di occasioni, ne divora almeno tre (una neutralizzata da Liverani), ma il goal del 2-0 è spettacolare. La doppietta è una buona medicina per uscire dalla crisi. Voto:6.5

Fabinho: E’ più costante che nelle ultime partite, più lottatore; in ripresa anche lui, seppure tenti raramente di superare l’avversario. Però è vivo, segno che anche lui aveva bisogno di ritrovarsi. Voto:6+ (dal 43 st Vitofrancesco : Chissà cosa gli ribolle dentro, visto la fiducia ad intermittenza. Voto:ng)

Camplone: Secondo radio spogliatoio pur in silenzio stampa sembra non aver gradito alcune considerazioni fatte sul suo conto. Colpito nell’orgoglio, ha un solo sistema per rimettere tutto a posto, ritrovare la spensieratezza passata, far fruttare la tensione accumulata, la rabbia di essersi sentito sotto esami pure lui. Voto: 6

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