di Mario Mariano

La voglia matta di mostrare i gioielli del mercato d’inverno ha giocato un brutto scherzo al Perugia. Non c’era una campagna abbonamenti in ballo e neppure sollecitazioni particolari della piazza, ancora piacevolmente sorpresa per l’impresa di Crotone.

LA CRONACA DELLA PARTITA

LO SPETTACOLO DELLA CURVA

LE IMMAGINI DELLA PARTITA

Cio nonostante Bisoli ha pensato che era venuto il momento di insistere con il salto mortale senza rete di protezione, come sanno fare i grandi acrobati del circo, ed ha presentato quasi tutti i nuovi arrivati, tutti insieme, aggiungendoci anche Guberti che si allena con la squadra da mesi, e che sempre “nuovo” va considerato visto che era al debutto dopo la lunga sosta per squalifica.

Non che i nuovi siano andati male, questo no, tuttavia ci è sembrata un’operazione di restainling eccessiva, pur considerando oramai superato il detto “squadra che vince non si tocca”. Il calcio moderno impone altre dinamiche e pazienza se chi a Crotone era stato protagonista è rimasto ai margini, ed il riferimento è per Taddei. Bisoli spesso parla di “montagne russe”, riferendosi alle prestazioni di Drolè, ma dovrà riconoscere che la stessa espressione potrebbe essere utilizzata per dire delle sue scelte, del suo desiderio di voler sempre miracol mostrare.

Le cose semplici evidentemente non piacciono più a nessuno, tutti sono affascinati dalle imprese che restano scolpite se non nella storia, almeno nella cronaca. E’ cosi accaduto che l’impresa di giornata l’ha realizzata lo Spezia, sia a parità di forze, che nella ripresa quando ha giocato in dieci con un coraggio leonino, con la voglia di portarsi via dal Curi i tre punti, e per buona grazia di tutti c’è voluto anche questa volta un Antonio Rosati in grande spolvero per non fare la fine dei gamberi.

Qualsiasi squadra in dieci ed in trasferta, si sarebbe quantomeno assestata nella propria metà campo, ma Calaio e Situm ci hanno creduto fino alla fine, approfittando anche del fatto che nel Perugia da un pezzo era la solita musica, discesa di Del Prete o Spinazzola, cross e pallone nel mucchio. Ci ha provato Ardemagni a chiedere il rigore, ma senza esagerare, forse condizionato da identica richiesta fatta da Calaio dopo l’impattto ruvido di Belmonte. Il risultato meno probabile, visti i tanti attaccanti schierati da Bisoli è tornato ad uscire sulla ruota di Perugia e pazienza se Rolando Bianchi questa volta non solo è rimasto all’asciutto, ma non è mai arrivato al tiro.

Rosati: ancora protagonista, con stile sobrio, con piazzamento eccellente. Al tirare delle somme tra i migliori dei suoi, e non è la prima volta. Voto:7

Belmonte: al rientro dopo i tre turni di assenza. Sempre attento perchè lo Spezia non scherzava. Il dubbio del rigore su Calaio resta, ma l’arbitro Nasca ad un certo punto della ripresa aveva deciso che qualsiasi cosa fosse successo, non avrebbe più preso decisioni importanti. Voto:6

Volta: un errore che poteva costare caro, una corta respinta non sfruttata al meglio da Situm. Prova ancora il goal su calcio piazzato, ma con scarsa fortuna. Voto:6

Rossi: duella con Migliore, il più duttile della brigata di Di Carlo, l’avversario capace di sdoppiarsi ed annullare l’inferiorità numerica. Voto: 6 (19st Ardemagni: incita la Nord ad alzare i toni, vorrebbe tanto festeggiare come nel derby, ci prova ma il gioco aereo delle deviazioni non gli riesce. Lodevole lo spirito di commbattente. Voto:6

Del Prete: le vasche sono tante, cosi come i cross ma non tutti con la traiettoria giusta, meno efficace di altre volte, con il piede che fa a volte capricci. Voto:6-

Molina: al debutto, sembra spaesato per una bella fetta del primo tempo, poi comincia a capire i movimenti dei compagni. Qualche sgroppata e un paio di conclusioni da lontano non gli valgono la sufficienza. Voto:5.5

Prcic: un Taddei un pochino più veloce, si ostina a dirci per tutta la partita in collega di fianco, ma tra i due ci sono 13 anni di differenza. Il piede è di buon livello, ma è chiaro che anche lui ha bisogno di capire come vogliono essere serviti i compagni. Voto:6 (35 st Rizzo : arrembante, ma deve recuperare la forma. Voto: ng)

Della Rocca: più nascosto nel primo tempo, quando gioca pochi palloni. Si rifà nella ripresa, appare tra i più vovaci e sembra sempre debba diventare il protagonista della partita. Voto: 6.5

Spinazzola: la corsa è avvolgente, ma la sensazione è che non sia sempre produttiva, perchè va ad infilarsi sempre in una sorta di imbuto. Un tantino narcisista, quando invece dovrebbe essere più generoso con i compagni. Voto:6

Guberti: va capito per la lunga assenza, in pratica un secondo esordio in carriera. Già all’inizio in un contrasto esce malconcio, sembra un pesce fuori d’acqua. Deve uscire per infortunio e per disabitudine al clima agonistico. Voto: 5.5 (35 pt Aguirre: per intraprendenza e per conclusioni a rete appare il più efficace. Ha gambe e tecnica, va inquadrato tatticamente. Voto: 6.5)

Bianchi: prova a far reparto da solo, va in pressing, ma non è mai  nel vivo dell’area. Alla fine non si trovano sue conclusioni. Voto:5.5

Bisoli: Incredibile come viva la partita dalla panchina, con quella smania di voler telecomandare anche il passaggio più semplice. Scelte iniziali non condivisibili, come a voler dimostrare che lui non guarda in faccia a nessuno e non si lascia condizionare dalle precedenti prestazioni. Gli piace la rivoluzione, ma quella non sempre paga. Voto:5+