Mario Mariano

di Mario Mariano

Un atto di onestà: quel Mazzeo a caracollare in più zone del campo, proprio non ci aveva convinto, e non era lui uno dei più agguerriti, come avevano chiesto dagli spalti i tifosi. Aggiungiamo che fossimo stati nei panni di Camplone non avremmo rischiato, lasciando in panchina Eusepi.

Per un tempo la nostra tesi e di tanti altri (di questo siamo ceri) si basava su dati di fatto inoppugnabili, era evidente che mancasse un finalizzatore, era chiaro che per non sprecare il lavoro – preziosissimo di Fabinho e Sprocati – era indispensabile che i centrocampisti si inserissero negli spazi creati proprio da Mazzeo. Ma tutto questo nel primo tempo non è mai accaduto.

Camplone, l’ha di sicuro spigato si suoi perché non è cambiato solo lo spirito, ma sono cambiati i movimenti, così come le idee, apparse da opache a lucide nello spazio di poco tempo. C’era da stropicciarsi gli occhi per una realtà ben diversa. Tanto diversa che il Catanzaro non solo è arretrato paurosamente, ma ha aperto voragini a centrocampo, zona dove aveva dominato nella prima frazione. Gli undici leoni sono spuntati come d’incanto, anche se qualcuno aveva la coscienza pulita già da subito. A Camplone è andato tutto bene e siamo qui a riconoscerlo, sempre più convinti che ai meriti si deve unire un pizzico di buona sorte, e quel Mazzeo che ha segnato quando Eusepi era pronto a subentrargli, da ragione a Camplone che ha rischiato molto ed ha raccolto di conseguenza.

La festa del posticipo è proseguita 24 minuti dopo che Mazzeo approfittasse della maldestra deviazione del portiere calabrese sulla spingarda di Vitofrancesco, quando Moscati, altro sacrificato, ha mattato un Catanzaro che mai avrebbe immaginato una reazione tanto veemente di una squadra in affanno per 45 minuti. La sofferenza si è trasformata in gioia, affatto annacquata da qualche patema di troppo, dopo il rigore trasformato da Fioretti.

Koprivec: sarà la luce artificiale, sarà una condizione non ottimale, certo è che non da quella sicurezza abituale, nei tiri dalla distanza, nelle uscite ed infine sul rigore di Fioretti che gli passa sotto la pancia. Voto 6–

Comotto: forse la migliore prestazione stagionale, perchè a destra si trova a suo agio, perchè alla tigna unisce anche l’antica esperienza. Sferraglia con Russotto, non l’ultimo arrivato. Si distingue anche per qualche cross non velleitario. Voto:6.5

Massoni: non gli restano che i lanci lunghi non sempre precisi. Vicino al goal nel primo tempo, non si impappina quasi mai, anche se gli allievi di Brevi crollano nella ripresa. Voto: 6+

Scognamiglio: lui si leone. Nel primo come nel secondo tempo. Piace lo spirito, piace come interpreterà il ruolo. Voto: 7

Sini: timido, approssimativo, titubante. Tutto questo per 45 minuti, poi da contributo alla causa, liberandosi da pesi e paure. Voto: 6

Sprocati: assai più continuo, sempre insidioso, debbono superasi i marpioni del Catanzaro per fermalo nel momento topico.Voto: 7

Filipe: anche lui spaesato nel primo tempo, gioca facile, ma non incide. Prende quota nella ripresa e diventa protagonista. voto: 6.5

Nicco: non pervenuto per almeno 30 minuti. Resiste e riemerge nella ripresa, andando vicino al goal, vincendo il duello alla distanza. Voto: 6.5

Vitofrancesco : i troppi cambiamenti di ruolo non gli giovano, avanza la propria azione, in sintonia con la squadra ed è tutta un’altra musica. Decisivo nella ripresa.Voto: 6.5 (dal 30 St. Moscati: per noi dovrebbe giocare sempre, uno che ha le sue doti tecniche, a patto che stia bene fisicamente. La rete della sicurezza è da grandi platee. Voto: 7+

Mazzeo: il goal che sblocca la partita è suo, non sarebbe arrivato alla sufficienza senza quella zampata alla Paolo Rossi. Diamo atto che ha giocato in condizioni tattiche complesse. Voto: 6+ (dal 17 St. Eusepi: entra quando la strada è spianata, ma ugualmente lotta nonostante accettare la staffetta sia un sacrificio vero. Voto: 6+

Fabinho: e’ tornato quello di sempre, dopo la parentesi di Benevento.Travolgente, realizza sempre la superiorità numerica. Decisivo in ogni zona del campo. Voto7.5

Camplone: già detto tutto, lui vede e provvede, forse rischia troppo, ma era ora che il vento soffiasse anche a suo favore. Voto 7

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