di Giorgio Finocchio*
I nuovi assetti di governo della sezione territoriale ternana di Confindustria, che nella giornata di venerdì hanno portato Stefano Neri ad assumere la responsabilità di presidente e Antonio Alunni quella di vicepresidente, sono da salutare in termini positivi per diverse ragioni.
La prima, la più evidente e credo la più importante, è l’impegno del nuovo corso a dare nuova linfa e vitalità all’anima industriale della città. Una città che non si rassegna a vedersi strappare di dosso le vesti di una cultura tecnica che gli ha fornito nel corso della sua centenaria storia orgoglio, dignità e ricchezza.
Un bagaglio, un patrimonio di conoscenze tecniche per certi aspetti unico nel panorama nazionale, il necessario humus da dove ripartire per progettare un nuovo know-how territoriale capace di avvalersi di un sistema di imprese che possa elevare il grado di innovazione, qualità, e di aprirsi alle sfide ineludibili che il mondo ci chiama a dover affrontare.
Da qui un ‘no’ netto di Confindustria, condiviso pienamente e non da oggi da chi scrive, alla proposta da più parti ventilata dell’individuazione del ternano come area di crisi complessa, una proposta che al di là della mancanza dei requisiti legislativi, sottintende una resa più generale, la cronaca di una morte annunciata a cui non possiamo sottomettere i nostri destini e quelli dei nostri figli.
Il messaggio di novità nell’approccio al tentativo di essere protagonisti di una stagione di riforme complessive che deve riguardare tutte le articolazioni della società va salutato positivamente e sarà di stimolo anche all’interno del processo di riorganizzazione del sistema di governance degli industriali umbri.
Una regione, la nostra Umbria, che in mezzo al rincorrersi di tante crisi industriali, rischia di perdersi in un dibattito che neanche tanto velatamente, da più parti, comincia a delineare un’idea di regione fatta principalmente di turismo e servizi pubblici.
Da Terni un’indicazione di futuro che non può fare a meno del contributo di un’industria rinnovata produttrice di ricchezza.
