di Mario Mariano
Tra le tante imprese realizzate da quando arrivò ragazzino a Perugia, Walter Novellino può annoverare anche quella di aver segnalato, anzi raccomandato, Marco Moscati, il giocatore universale della rosa di Camplone. Uno di quelli al quale, seppure il calcio non sia una scienza esatta, si può solo preconizzare una carriera importante. Moscati ha messo a segno non solo il goal che allunga la striscia dei risultati utili per il gran finale, ma ha confermato come per emergere, anche nel calcio moderno debbano coniugarsi tecnica e corsa.
Moscati avrà pure trovato una insufficiente opposizione da parte di avversari che pensavano di averla fatta franca, ma intanto è stato capace di chiudere il cerchio come si conviene ad un calciatore dalle idee chiare nonostante si fosse in chiusura di partita e per di più su un terreno gonfio di acqua: dalla fascia è stato capace di accentrarsi, ed una volta in area ha piazzato il tiro sul palo più lontano, come si conviene a chi è dotato di freddezza e tempismo.
Certo ha avuto bisogno anche di quel pizzico di fortuna prima della corsa liberatoria e dell’abbraccio dei compagni, con Clemente che è arrivato per primo a sommergerlo : il pallone ha colpito il paletto interno, prima di gonfiare la rete. Il goal di Moscati merita i titoli di testa anche se poi sul finale Koprivec ha dovuto dare l’ennesima prova della sua reattività dopo un pomeriggio passato a fare il difensore aggiunto. Vanno bene i rinforzi di Gennaio, con Nicco subito essenziale, ma i puntelli più importanti si stanno confermando gli arrivi del mercato di estate se non addirittura alcun i calciatori confermati e tra questi il primo posto lo merita il livornese che ben si è adattato nel ruolo di difensore mobile, con una differenza sostanziale, rispetto ai Nappi e allo stesso Camplone, due difensori di fascia abituati a spingere: Moscati ha goduto di altre piattaforme di partenza ed avendo piedi buoni è stato facilitato nello sfruttare le doti tecniche.
Nessuna sorpresa nel vedere che l’arbitro Greco di Lecce sia riuscito a chiudere una partita che con il calcio aveva poco da spartire , essendo un mix tra pallanuoto e rugby; ma tant’è, c’è stato di peggio e basterebbe ritornare con la mente alle partite con la Juventus, e non solo a quella tragica in cui morì Renato Curi.
Ci fosse stato un terreno normale ovviamente le cose sarebbero andate diversamente se non altro perché la tecnica può essere frenata solo da fattori atmosferici e non era un caso che fino a qualche anno fa le squadre più deboli quando ospitavano le prime della classe adottavano un trucchetto, quello di “ bagnare” il campo. La Carrarese non ha avuto bisogno di farlo, ci ha pensato il Meteo, che aveva largamente previsto acquazzoni dalle Alpi in giù. Che poi il jolly sia stato pescato sul finale (e non la prima volta) può significare che sono quelli giusti, e pazienza se l’emergenza o presunta tale riguardi gli indisponibili per infortunio o per squalifica (Dettori). Bussa al portone principale un certo Giampiero Clemente che deve essere perfettamente integrato nello spogliatoio e convinto di poter dire la sua in questo finale decisamente interessante, se è stato il primo a raggiungere l’autore del goal ed abbracciarlo nel ricordo di quel tandem che l’anno scorso si integrava perfettamente.
Koprivec: Rilancia il gioco da difensore aggiunto, con lunghi lanci.
Spericolato nelle uscite, quasi mai decisive, si erge a protagonista nell’
ultimo assalto dei carrarini, deviando una girata di testa a colpo sicuro di
Mancuso. Decisivo come gli è capitato spesso. Voto:7
Moscati : Può bastare quanto detto in sede di commento. Può arrivare molto in alto, perché ha una altra dote importante per sfondare, la passione per il
lavoro. Voto:7.5
Liviero: Può anche lui puntare in alto e alla Juventus lo sanno bene. Uno che
non si arrende mai, è da “bosco e da riviera”, nel senso che è essenziale nel
difendere e potente nel proporre gioco sulla fascia. Voto:6.5
Lebran: Non perde la calma neppure su quel campo impossibile, uno stile
olimpico si sarebbe detto una volta. Voto:6
Russo: La barba lo rende ancora più simile ad un guerriero di razza. La mette
sul piano fisico perché può permetterselo, un paio di volte rischia grosso, ma
l’arbitro lo grazia.Voto:6
Politano: Il più svantaggiato dalle condizioni del campo, una partita come
quella, a livello di fatica ne vale tre giocate su un campo normale. Strano che Dicara, per non dire Camplone, lo lascino in campo fino all’ultimo. Voto:5.5
Esposito: E’ apparso più rapido del solito nel liberarsi del pallone, a
dispetto del fango che ha condizionato maggiormente i più dotati di tecnica.
Se si ripete anche al Curi va a finire che zittisce i suoi non pochi
detrattori. Voto:6.5
Nicco: Emerge ancora una volta il suo temperamento, cosi come trova conferma che in area ci arriva con una lucidità compromessa dal gran correre. E senza quella, difficilmente si va in goal. Voto:6+
Dettori: Qualcosina di più la confeziona nel primo tempo, nella ripresa solo
un calcio si punizione di poco a lato. Espulso dalla panchina, salterà la
partita con il Latina, ma la concorrenza è ampia. Voto:5.5 (dal 33 st Rantier:
Non segna, ma il suo ingresso in campo obbliga gli avversari ai raddoppi,
finendo per dimenticare Moscati che va in goal con relativa facilità. Voto:6
Ciofani: La storia delle ultime partite, anche se stavolta ci può stare l’
alibi del terreno pesante: cross per lui, zero, solo passaggi sui piedi o lanci
quando è lontano dall’area. E’ chiaro che non ha tutti i torti nello scuotere
la testa quando viene richiamato in panchina.Voto:6- (dall’ 11 st Tozzi Borsoi:neppure a lui viene servito un pallone utile da sfruttare, ed allora si ingegna nel buttarsi nelle mischie e Piscitelli si esalta su una sua conclusione. Voto: 6+
Fabinho: Il solito divoratore di occasioni importanti, frenato una volta dal
palo e una volta da una sua atavica mancanza di freddezza nei momenti topici.
Anche nel fango non dimentica comunque qualche numero dei suoi, uniche perline di una partita d’altri tempi. Voto:6-
Di Cara: Camplone dovrà dargli merito di aver portato fieno in cascina in un
momento importante della stagione, anche con un pizzico di fortuna che non
guasta mai. Voto:6+
