Cesare Battisti

di Matteo Bressan*

Il parere negativo dell’Avvocatura Generale del Brasile all’estradizione del terrorista Cesare Battisti anticipa con molta probabilità il parere che il Presidente Lula dovrà comunicare nelle prossime ore. In sostanza quindi l’Avvocatura e il Presidente Lula riconoscerebbero lo status di rifugiato politico ad un conclamato pluriomicida.

La gravità di una simile decisione è ovviamente sotto gli occhi di tutti perché di fatto si andrebbe a legittimare la lotta armata degli anni di piombo in Italia riconoscendo ad un brutale assassino l’onore di aver addirittura combattuto per una causa politicamente giusta. Si badi bene però che i contorni di questa vicenda non sono ancora molto chiari.

Non bastano infatti le simpatie di alcune note star come l’attrice Fanny Ardant e la Carla Bruni nei riguardi di qualche terrorista nostrano a giustificare un certo buonismo verso i cattivi maestri. Vi è piuttosto un preoccupante atteggiamento culturale, se così può essere definito, che alberga nei salotti buoni, così come in molte università italiane, e che concepisce come “normali” alcune anomalie tutte italiane o peggio ancora, riconosce nelle lotta armata contro lo Stato e le forze dell’ordine delle giuste e sane motivazioni.

Non si spiegherebbe altrimenti il clima di tolleranza manifestato da ampi settori della magistratura nei riguardi dei teppisti che hanno messo a ferro e a fuoco Roma lo scorso 14 dicembre. Non si spiegherebbe come sia possibile dare come per scontato l’occupazione permanente di alcune aule universitarie da parte di soggetti che tutto sembrano essere meno che studenti universitari.

Non andrei quindi a scomodare e rispolverare l’ignominiosa dottrina Mitterand che ha consentito protezione ed impunità ad un folto gruppo di terroristi italiani per ricercare le cause che stanno consentendo a Battisti di farla franca ancora una volta. Certamente pur non disponendo ancora di elementi che possano chiarire quali possano essere le ragioni di un simile atteggiamento da parte delle istituzioni brasiliane posso altresì avanzare dei leciti dubbi sulla credibilità delle medesime istituzioni che sia a livello economico che a livello diplomatico hanno manifestato una notevole dinamicità soprattutto negli ultimi anni.

Quanto è credibile a livello internazionale  uno Stato che aspira ad essere la quinta economia al mondo e che al tempo stesso riconosce l’asilo politico ad un terrorista come Cesare Battisti? Dopo questa vicenda si potrà ancora dare credito ad uno paese che non più di qualche mese fa aveva cercato addirittura di svolgere un ruolo determinante insieme alla Turchia nella complessa questione del nucleare iraniano?

*Coordinatore Provinciale Giovane Italia Terni

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