di Ubaldo Casoli*
Sono uno di quei bucciotti, come lei ci ha definito in un post durante la campagna elettorale, che avendo una certa idea del Partito Democratico, della gestione del potere e del governo molto diversa da quella del gruppo dirigente di Gubbio, e di conseguenza dalla sua, per amore della nostra città e del partito, hanno deciso di formulare ai nostri concittadini una diversa e autonoma proposta politica rispetto a quella da voi avanzata. Come sia finita, credo lo abbia appreso. Assisto a distanza, sconcertato, alle prese di posizione sue e del segretario provinciale dopo i risultati elettorali. Dimenticando l’offesa ricevuta, non posso esimermi però di ripetere quello che ho detto per le vicende eugubine dopo il commissariamento del comune: ora basta! Abbiate il buon gusto, l’onestà e la dignità di farvi da parte. All’indomani del commissariamento del Comune di Gubbio, voluto dagli stessi che avevano messo in piedi quel progetto fallimentare, ai quali avete poi consentito di metterne in piedi un altro ancor più fallimentare, era logico che quel partito andasse commissariato, se non altro per cercare di capire cosa succedesse da queste parti, avendo un minimo di curiosità, al di là di quanto venivano a raccontarvi i soliti frequentatori delle stanze perugine, che oggi, almeno spero, avrete capito quanta considerazione abbiano nella nostra Città. Si è consentito un congresso fatto con modalità a dir poco discutibili, in violazione di tutte le regole del tesseramento previste dallo statuto: non vi è venuto qualche dubbio quando vi è stato presentato il numero esorbitante di iscritti? Nel rispetto dello statuto avreste dovuto averlo. Ma no… vi interessava soltanto mettere un’altra bandierina con la logica dei capobastone e poi avere la faccia tosta di venire a Gubbio e dire che c’era una maggioranza e una minoranza e che la minoranza nel rispetto delle regole avrebbe dovuto adeguarsi. Fino a dire quelli sono dei bucciotti… e calunnie varie specialmente sul candidato sindaco. Sappiate che, se questo fosse avvenuto, avremo consegnato la Città in ben altre mani, perché l’impopolarità e la colpevolezza politica di quel gruppo dirigente avrebbe travolto tutti! Assistiamo, questa volta permettendoci di sorridere, alle dichiarazioni del segretario di Gubbio che fingendo di formulare gli auguri al nuovo sindaco ci manda a dire: noi qui siamo e qui restiamo… avete concordato anche questo? Vi è sfuggito che la conformazione del partito di Gubbio, oltre a non avere nessuna sovranità, ripropone tutti gli aspetti degenerativi di una organizzazione politica con un correntismo individualista esasperato e senza contenuto alcuno? Abbiamo chiaro collettivamente che il PD regionale e le istituzioni da questo governate non interagiscono più con la società umbra? Che non riescono a rappresentare innovazione e modernità, ma vivono ancora di rendita delle posizioni di potere delle quali i capi corrente si sono appropriati senza introdurre nessun elemento di positiva virtuosità? Che se non si inverte la rotta il prossimo anno la Regione passerà di mano? Potrei continuare a lungo, ma mi fermo qua. Non entro nelle vicende delle altre città, specialmente Spoleto, perché non le conosco a fondo, ma i dati della disaffezione sono impietosi, specialmente se si esamina il numero di quanti non hanno votato il secondo turno. Non c’è bisogno di capri espiatori, è vero, ma chi è in grado di guidare questo processo di rifondazione e rigenerazione del partito? Non esiste più un modello umbro, ma è improrogabile che il PD nasca veramente per come è stato pensato e progettato. Spero che il partito nazionale riesca a favorire tutto ciò altrimenti…
*ex membro dell’assemblea regionale Pd
