Luciano Ioni

di Luciano Ioni*

Condividiamo le preoccupazioni e l’analisi della Regione in materia di bilancio, ma l’esiguità delle risorse a disposizione per le politiche di sviluppo non giustificano scelte che rischiano di penalizzare settori economici e categorie di imprese: l’ossatura della struttura economica umbra. Se queste scelte fossero concretamente confermate c’è il rischio, in particolare, che il Piano delle politiche industriali dreni tutte le risorse dai Fondi Strutturali con un unico attore protagonista, il manifatturiero, e tante comparse, gli altri settori economici e il sistema delle piccole e medie imprese, ai quali andrebbero solo le briciole. E’ quindi opportuno un migliore coordinamento degli assessorati, per una distribuzione delle risorse tra i settori che muovono l’economia.

Un esempio calzante, secondo Confcommercio, è quello che riguarda il turismo. Grazie alle pressioni dell’assessore Bracco le risorse per il settore sono state incrementate, sia per quanto riguarda la promo-commercializzazione che per la riqualificazione dell’offerta umbra. Il problema è che ci sarebbe bisogno di ben altri importi per il comparto, se si volesse davvero farlo decollare come seconda “gamba”, accanto al manifatturiero, dello sviluppo regionale.

Troppo poco anche per quanto riguarda il commercio, secondo Confcommercio. Con le incertezze e le altissime aspettative legate al FAS, il Fondo per le aree sottoutilizzate che, secondo le ultime notizie, dovrebbe essere sbloccato per permettere la chiusura della impegnativa partita del bando TAC, Turismo Ambiente Cultura – al quale hanno lavorato con progetti integrati collettivi tante imprese e soggetti pubblici – e portare un po’ d’ossigeno al commercio, per il quale il bilancio non prevede altro che una piccola quota destinata alla legge regionale n. 12 del ’97.

C’è poi la posta in gioco della rimodulazione del FESR, il Fondo europeo di sviluppo regionale, che ci aspettiamo attivi una terza edizione del bando Resta commercio. Così come già fatto con il Resta 1 e 2, Confcommercio si impegnerebbe da subito ad intensificare l’attività di animazione economica tra le imprese per favorire la nascita di progetti innovativi.

In materia di autoimpiego  il bilancio regionale attiva solo la legge 12 del ’95 (sull’imprenditoria giovanile) e una misura sul microcredito. Su questo fronte non c’è solo bisogno di risorse, ma anche di politiche specifiche che rafforzino l’attività di formazione, orientamento e di affiancamento, di cui c’è sempre più bisogno vista la complessità della competizione: un ruolo che le associazioni di categoria vogliono svolgere sempre di più e al meglio, e che non intendiamo delegare a nessuno, ma interpretare secondo il principio di sussidiarietà, che deve funzionare nella direzione giusta e non in senso contrario.

Condividiamo le preoccupazioni della Regione per i tagli che limitano l’efficacia delle politiche.

Siamo consapevoli del fatto che se il 2011 è un anno duro, peggio sarà il 2012, poiché presumibilmente non si potrà contare sulle riserve che quest’anno hanno consentito di non aumentare la pressione fiscale e mantenere politiche importanti per le famiglie e le imprese.   In più, dal 2014, si dovrà fare i conti con un sistema dei Fondi Strutturali completamente cambiato.

Azionare la leva fiscale, in queste condizioni, indebolirebbe ancora di più la domanda interna. Secondo la stima elaborata dall’Ufficio Studi di Confcommercio, i consumi reali sono fermi e alla fine del 2014 non saranno tornati ancora ai livelli pre-crisi. Il calo dei consumi ha un effetto bloccante sulla crescita economica, il che, poi, implica la stagnazione del reddito e appiattisce ulteriormente, in una specie di circolo vizioso, la dinamica dei consumi.

Apprezziamo la “dieta” che la Regione impone agli enti locali, anche se su questo fronte occorrerà verificare come le indicazioni regionali verranno poi declinate caso per caso. E’ però un passo in avanti, così come un passo in avanti è il taglio all’Irap per le imprese che assumono: una misura che, seppure con alcuni limiti, è comunque un segnale di incoraggiamento per le imprese, in un momento in cui ne hanno realmente bisogno.

*Presidente Confcommercio regionale dell’Umbria

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.