di Giuseppe Biancarelli*
L’Ufficio di presidenza si impegni ad approvare, entro trenta giorni, una delibera che, con decorrenza dallo scorso 10 giugno (proclamazione degli eletti), riduca significativamente il trattamento economico di cui sono beneficiari i consiglieri e gli assessori regionali.
Molti umbri soffrono i morsi della crisi. Per questo dobbiamo rendere la politica ancora più credibile di quanto lo è oggi. Un modo è quello di ridurre il trattamento economico di cui beneficiano i rappresentanti istituzionali, trattamento percepito dai cittadini come privilegiato. L’Umbria è sicuramente tra le regioni più sobrie nell’elargire i trattamenti, né è stata sfiorata da ombre e scandali, che a macchia d’olio si sono diffusi in tutto il Paese. C’è tuttavia spazio per migliorare e per trasmettere un segnale di fiducia alla comunità locale.
Il Vescovo di Assisi, facendosi interprete di un sentimento diffuso, durante la campagna elettorale è autorevolmente intervenuto chiedendo un segnale, concreto ed eloquente, di autoriduzione di stipendi e simili. Non è assolutamente sostenibile che i compensi dei rappresentanti dell’Istituzione regionale siano nettamente superiori a quelli dei sindaci delle città medie e grandi dell’Umbria, sicuramente gravati da un ben maggior carico di lavoro e responsabilità.
Si avverte il dovere di trasmettere, con atti concreti, questo segnale anche alle strutture dirigenziali dell’ente al fine di garantire, in un periodo di grave crisi come l’attuale, un costo ancora più sobrio ed efficiente delle funzioni pubbliche complessivamente intese.
*Consigliere regionale Umbria più uguale
