Mario Mariano

di Mario Mariano

Sono in pochi a credere alle streghe, almeno come concetto legato al calcio, ma un fatto è certo: qualche sortilegio deve essersi abbattuto sul grifo se in cosi poco tempo gli è capitato di tutto e di più, dall’infortunio di Liviero in avanti non c’è stato un momento di pace. Solo guai, tanti guai, di vario genere, in ogni caso il pieno di quanto di negativo può accadere ad una squadra di calcio. Nessun alibi per favore, ma è chiaro che i giudizi sono condizionati dai risultati e dai corsi e ricorsi in materia di espulsioni e ‘papere’ più o meno individuali.

Quando un fenomeno diventa ricorrente, allora non si parla più di straordinarietà ma di qualche situazione che va analizzata. Come è sempre accaduto nel calcio, la regola vuole che il primo responsabile di un rendimento non all’altezza delle aspettative sia l’allenatore, e cosi è anche questa volta. Battistini da qualche tempo ha avvertito una pressione enorme attorno al suo modo di agire, alle sue scelte, ed ora che le sconfitte sono nettamente superiori ai successi, chi ha il comando della società lo chiama ad assumersi le proprie responsabilità. Mentre scriviamo la decisione non è stata ancora presa, ma è strasicuro che il tecnico è sotto processo e a breve la sua avventura sulla panchina del Perugia potrebbe concludersi: i due soci paritari che guidano la società potrebbero trovarsi d’accordo sul fatto che vada preso un provvedimento per la sostituzione di Battistini ,

Il primo candidato a sedersi in panchina contgro il Frosinone è – non scopriamo certo l’acqua calda – Walter Novellino che ha seguito da molto vicino la squadra negli ultimi anni, con l’intermezzo della sua esperienza con il Livorno. Se è giusto o meno che Battistini paghi un prezzo cosi alto, le sconfitte di Latina e Catanzaro maturate in maniera tanto rocambolesca che neppure uno scrittore di libri gialli avrebbe saputo scrivere, è un dubbio di lana caprina: il calcio ha delle regole alle quali nessuno riesce a sottrarsi. Certo è che Battistini ha dato molto, anzi moltissimo: un allenatore motivato, dotato di voglia di emergere, passione, competenza e capacità. Ma Battistini paga per un pizzico di inesperienza sua e dei dirigenti che hanno pensato di aver allestito una squadra super competitiva non immaginando che anche altre formazioni si sono attrezzate per un campionato molto equilibrato.

La sorte sembra decisa perché Moneti non ha mai nascosto certe riserve sull’atteggiamento tattico della squadra e ne parlava apertamente anche durante l’intervallo con i cronisti, con una delusione che era indirizzata unicamente al «qualche cosa dovremo fare».La ripresa, la rimonta, la stoica prestazione di alcuni giocatori che si sono sdoppiati per sopperire alla inferiorità numerica, potrebbe non essere valsa a far cambiare idea a chi ha individuato il responsabile di una classifica che parla in maniera chiara. Arcipreti, che pur nella delusione prova a mantenere la lucidità necessaria, ha messo in discussione anche il suo operato, da dirigente coraggioso, capace di non sottrarsi ad alcuna responsabilità.

E’ piovuto sul bagnato, al punto tale che il campo fradicio d’acqua ha come spezzato le gambe ai giocatori che si sono bloccati come Dorando Pietri a pochi passi dal filo del traguardo con errori cosi madornali da essere giustificati solo in parte dalla grande fatica accumulata nella rimonta. Discorso che ovviamente non vale per Giordano acerbo per campionati professionistici.

La compatezza del gruppo che si era stretta attorno a Battistini nelle poche settimane di vita meno grana non è bastata: come sempre è accaduto, i cellulari degli addetti ai lavori e dei giornalisti ieri sera e nelle prossime ore saranno bollenti perché tutti hanno la soluzione magica: direttori sportivi e procuratori hanno garantito di avere l’asse giusto nella manica. Battistini se uscirà di scena lo farò con l’onore delle armi: la squadra non gli ha mai voltato le spalle.

Koprivec: una uscita alla kamikaze produce effetti devastanti, espulsione e rigore. I compagni hanno fatto arrosti assortiti prima di lui, ma è questione di attimi. Lui sceglie il tempo sbagliato:Voto:4

Anania: Tanta volontà, specie nel secondo tempo, ma tra i meno lucidi anche negli assalti della ripresa. Urge che ritrovi l’antico smalto.Voto.5.5 (dal 31 st Tozzi Borsoi: la zuccata del pareggio è imperiosa, ci resta male che non entra ad inizio di ripresa, ma ugualmente si spende per la causa.Voto:6).

Cacioli: Il solito affanno, la solita irruenza, non riesce a coordinarsi, sbanda paurosamente, non da sicurezza, spara un missile all’indietro per Giordano a testimonianza che le tossine gli avevano annebbiato la vista.Voto:4

Lebran : Tra i meno in difficoltà nel catastrofico primo tempo, effettua anche un provvidenziale salvataggio sulla linea, ma va in barca sul finale quando la concentrazione dovrebbe essere massima per salvare almeno il pareggio.Voto:5

Martella: limiti evidenti in marcatura e il fatto non è affatto nuovo, anzi è ricorrente e probabilmente difficile da rimediare.Si segnala tra i più intraprendenti nella ripresa nell’assalto verso la porta di Pisseri, con sgroppate mozzafiato, avanti ed indietro senza tregua, ma anche lui sul finale finisce in panea.Voto:5.5

Moscati : Si batte alla sua maniera, a tutto campo, con stile anche sul campo ridotto a quel modo, con spunti di classe, con palloni che fruttano il recupero. E’ nettamente tra i più in forma del mazzo.Voto:7

Esposito: L’inferiorità numerica lo svntaggia perché proprio a centrocampo il Catanzaro capisce che deve lavorare per annullare le iniziative avversarie, lui si anima di coraggio e si propone pur in condizioni di svantaggio.Voto:6

Di Tacchio: In affanno, non trova la posizione, non porta quel contributo che ci si aspettava visto che il terreno dovrebbe favorirlo, ma è tutta la squadra che nel primo tempo è sotto assedio.Voto:5.5(dal 1 st Carloto: da il via a quel fraseggio che mette in crisi il centrocampo dei calabresi, si propone con passaggi misurati ma precisi, avendo capito che i lanci lunghi erano facile preda dei difensori avversari.Voto:6)

Fabinho: Sbaglia un goal all’inizio che segna la partita sua e della squadra, per eccessivo narcisimo. Non facile trovare un brasiliano concreto, essenziale , sotto rete: Voto:ng (dal 7 pt Giordano: Prestazione da rimuovere dalla mente, gli auguriamo di dimenticare le incertezze, le paure che crea nei compagni, in una parola: una sconfitta determinata da un errore da principiante.Voto:4)

Ciofani: Si batte con coraggio, aspetta l’occasione propizia che non arriva , ma è chiaro che crea spazi e fa da sponda quando serve.Voto:6+

Clemente: una prestazione di orgoglio, una partita giocata con la classe di sempre pur con lo svantaggio del terreno.Non può essere resuscitato all’improvviso, ha smentito il chiacchiericcio che lo voleva depresso e “ostile” verso Battistini.Voto:7

Battistini: Ripropone Clemente che lo ripaga con uan prestazione all’altezza.Gli si può rimproverare la girandola di giocatori, eccessiva perché alla fine nessuno è sicuro di nulla. Ma la squadra non gli ha remato contro, su questo non ci sono dubbi. E’ che la stagione è iniziata sotto una cattiva stella con l’infortunio di Liviero e con le troppe espulsioni che hanno inciso sul rendimento. Gli indizi lo vogliono con la valigia in mano, meriterebbe una prova d’appello perché ha giocato due partite in inferiorità numerica.Voto:6

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