di Marco Celestino Cecconi*
Archiviata la fase elettorale – e, con essa, anche l’ansioso tentativo di Di Girolamo di recuperare consensi a sinistra (dalla Cgil a Rifondazione) – tutte le prese di posizione dell’ultim’ora assunte in materia, tra maggio e inizio-giugno, da parte del sindaco e dintorni a favore dell’area di crisi complessa sono andate puntualmente a farsi friggere, lasciando il passo a quelli che sono stati e continuano ad essere insanabili contrasti all’interno della coalizione di centrosinistra e del Pd.
E ormai è assolutamente chiaro: quello dell’area di crisi complessa è un non-argomento, dato che coloro i quali dovrebbero chiedere al Ministero dello sviluppo economico di classificare come tale il territorio ternano – la coalizione di governo in carica, da Terni a Perugia e, in primis, la Regione – non lo faranno mai.
Questo appare chiaro soprattutto dagli esiti del dibattito che si è sviluppato venerdì per iniziativa del Centro Studi Vanoni e al quale ha preso parte tutto lo stato maggiore del partito, dalla Sereni alla Marini.
Esaurito il repertorio delle fiction elettoralistiche la classe dirigente di questa città e di questa regione continua a balbettare alla ricerca di un modello di sviluppo che non c’è, prigioniera di se stessa e di una pratica dei proclami a vuoto che lascia i problemi irrisolti ed anzi li abbandona alla peggiore deriva.
Il fatto che, per l’area ternana, il ‘paracadute’ dell’area di crisi complessa fosse quasi un rimedio peggiore del male, gli imprenditori del territorio lo sostengono da sempre, mettendo in guardia dal rischio di totale perdita di attrattività che ne sarebbe derivato, rispetto all’obiettivo di nuovi insediamenti e investitori.
Il fatto che, per restituire all’area ternana una reale competitività, occorra piuttosto agire per prima cosa sull’adeguamento delle infrastrutture di collegamento (a cominciare dall’Orte-Civitavecchia) e risolvere una volta per tutte il problema dell’approvvigionamento energetico, noi invece lo diciamo da troppo tempo: mentre il Pd, da Terni a Perugia, aveva chissà quali altre priorità.
*Capogruppo in consiglio comunale e coordinatore ternano di FdI-An
