L'assessore alla Mobilità Ciccone (Foto F.Troccoli)

di Roberto Ciccone

E’ comprensibile che utenti che non hanno più a loro disposizione le abituali corse dei bus urbani esprimano il loro disagio. Non si deve spiegare al Comune di Perugia quanto sia determinante la voce «trasporto pubblico» nel complesso dei fattori che si traducono nella qualità della vita. Non si può però non ragionare su cosa davvero è accaduto nel comparto delicatissimo del trasporto pubblico.

Gli effetti della finanziaria Partendo dal dato, oggettivo e indiscutibile,  dei forti tagli previsti dalla finanziaria, davvero si poteva pensare che non ci fossero effetti? E se diventava inevitabile una rimodulazione complessiva del servizio, quali corse si potevano cancellare o comunque rivedere nelle loro frequenze se non quelle meno utilizzate?

Autobus vuoti e costosi Bisogna considerare in particolare alcune situazioni:  avevamo mezzi pubblici che lungo determinati itinerari ed in certi orari viaggiavano vuoti o con pochissimi passeggeri. Se qualcosa si deve cambiare, per il semplice fatto che i conti non tornano più, non ci sono dubbi – non dovrebbero essercene per nessuno – che si dovesse intervenire in questi casi e non in altri. Il Comune ha mantenuto queste corse finché ha potuto, e avrebbe continuato a mantenerle se non fosse stato costretto a fare il contrario.

Ridotta l’entità dei tagli Va considerato, inoltre, che l’azione politica dell’amministrazione comunale, anche con l’impegno della Regione, è riuscita a limitare l’entità dei tagli, e dalla prima previsione di meno 2,5 milioni di km si è potuto contenere l’ intervento a soli  500 mila km. In sostanza, possiamo affermare in assoluta buona fede che il servizio del trasporto pubblico a Perugia è stato difeso, mentre era fortemente a rischio nei suoi principi generali.

Tutelati i posti di lavoro In questo contesto è compresa anche la tutela dei posti di lavoro nella azienda della mobilità, il che rende incomprensibili denunce e proteste degli autisti, anche queste lette attraverso organi di stampa. Uno dei capisaldi dell’azione del Comune è stata proprio la difesa dell’occupazione, assieme alla efficienza del servizio. Quello che proprio non possiamo permetterci più è l’idea che un bus viaggi con lo stesso numero di passeggeri di un taxi. Se qualcuno non ha ancora compreso questo, forse non ha nemmeno compreso cosa è accaduto e sta accadendo in Italia, non a Perugia. Ad ogni modo, fra alcuni mesi di esercizio,  se avremo l’opportunità di introdurre elementi di miglioramento lo faremo tempestivamente.

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