La stagione Indizi 2016/2017, curata da ben ventidue anni dal Teatro di Sacco, inaugura il nuovo anno con uno spettacolo sulla vita travagliata di Sylvia Plath. Domenica 15 gennaio (ore 17.30) alla Sala Cutu di Perugia va in scena ‘Oltre le parentesi – non sono Sylvia Plath’, adattamento teatrale della tragica vicenda della poetessa americana, una delle voci più intense e singolari della letteratura del Novecento.
L’adattamento teatrale In un atto unico, l’eclettica attrice di origine tarantine e ormai perugina d’adozione Floriana La Rocca porta in scena il dramma personale e la sensibilità poetica di Sylvia Plath, grazie a una trasposizione teatrale scritta e diretta dalla stessa protagonista, che si avvale delle percussioni di Al Fonzo e della voce fuori campo di Nando Tucci. ‘Oltre le parentesi – non sono Sylvia Plath’ reinterpreta il complesso di Elettra della poetessa americana, in un adattamento da palcoscenico di non facile realizzazione. Lo spettacolo si articola coraggiosamente in una duplice direttrice: La Rocca si incarna nella protagonista raccontandone la vita e, allo stesso tempo, si cala nei panni della lettrice-interprete delle sue poesie. La difficoltà di tradurre in una messinscena il percorso vissuto di Sylvia Plath si incanala in un’azione performativa guidata dalla sensibilità della regista, che di volta in volta sposta il focus del racconto. Secondo l’interpretazione di Floriana La Rocca, l’urgenza di sparire della Plath, culminata nel suicidio, è strettamente collegata alla perdita del padre in giovanissima età. Un vuoto mai colmato, irrisolto, nel quale la poetessa finirà per perdersi.
Due donne e la poesia Oltre alla carriera teatrale, concretizzata in corsi all’Accademia Nazionale Silvio D’Amico e nella partecipazione all’atelier di Giorgio Albertazzi, Floriana La Rocca ha esordito nel 2015 anche come scrittrice/poetessa con “Distretto d’Amore”, raccolta di poesie edita dalla casa editrice Bertoni Editore. Una particolare empatia e un modo di sentire affine ha permesso all’artista di confrontarsi con una figura letteraria ed esistenziale così complessa come quella di Sylvia Plath. Affetta sin da giovane da gravissime forme depressive, collegate probabilmente alla precoce scomparsa del padre quando era ancora bambina, Sylvia Plath mostrò da subito il suo talento poetico. Divenne una delle voci principali della “poesia confessionale”, con toni estremamente intimisti e autobiografici e un’impostazione profondamente influenzata dai procedimenti della scrittura creativa. Togliendosi la vita a soli trent’anni, Sylvia Plath è anche diventata un’icona letteraria, simbolo del dramma esistenziale dell’artista.
