Gli Iron Maiden uccisero in copertina la Thatcher

di M.Alessia Manti

«La gente onesta fa un sogno meraviglioso: Margaret sulla ghigliottina». Non è la Francia di Maria Antonietta ma l’Inghilterra della Lady di ferro. Non è la ghigliottina ma un ictus. La Margaret in questione è la prima e unica donna che ha ricoperto il ruolo di premier britannico: la Thatcher, emblema della politica conservatrice e rigorosa degli anni ottanta, scomparsa oggi a Londra. Morrissey, voce degli Smiths nel brano «Margaret On The Guillotine» le augurava la morte. Per un desiderio condiviso dalla «brava gente» Morrissey si beccò una perquisizione in casa da parte della polizia. Poco male, non fu l’unico a prendere posizioni feroci contro la Thatcher.

Musa ispiratrice In molti gliele hanno cantate e suonate. Il periodo del suo governo coincide con quello fertile della produzione musicale che la citava. Non solo dunque gli Smiths con quel brano che terminava col melodrammatico suono della ghigliottina ma molti dei protagonisti della musica inglese che contro la politica delle privatizzazioni della Thatcher hanno dedicato parole e note. In Inghilterra erano gli anni della disoccupazione, della guerra della Falklands, delle tensioni razziali. Gli artisti si facevano portavoce di una rabbia condivisa e che partiva dal basso.

Dentro e fuori i dischi Tra i pezzi rock contro la baronessa più famosi del periodo «The Fletcher Memorial Home» dei Pink Floyd (1983), «Black Boys on Mopeds» di Sinead O’Connor (1990), «Ghost Town» di The Specials (1981), «Tramp the Dirt Down» di Elvis Costello (1989). Nel 1980 i Clash pubblicano l’album «Sandinista!». Il gruppo dichiara che il nome è stato deciso in seguito al tentativo della Thatcher di proibire la parola sandinista. Ma il gruppo britannico che si spese di più nella produzione antithatcheriana furono i Crass. Su tutti il singolo «Gotcha», un duro atto d’accusa alle politiche belliche del primo ministro; e il singolo «How does it feel to be the mother of a thousand dead?». Anche i Pet Shop Boys nel 1986 presero di mira la baronessa «Opportunities (Let’s Make Lots of Money)». Non solo parole e musica, la Lady di Ferro ispirò anche i suoi cugini di nome Iron Maiden. La band ha messo la Thatcher sulle copertine di dischi e illustrazioni: nel 1980 addirittura in due cover, quella del singolo «Women in Uniform» e quella di «Sanctuary».

Altre citazioni Secondo Louder Than War avrebbero scritto pezzi anti-Thatcher  anche:  Robert Wyatt «Shipbuilding», Billy Bragg «Between The Wars», The The «Heartland», Dub Syndicate «No Alternative But To Fight», Anti-Pasti “No Government”, The Exploited «Maggie», Chumbawamba «Fitzwilliam», The Beat «Stand Down Margaret», The Specials «Maggie’s Farm», Dead Kennedys «Kinky Sex Makes The World Go Round« e Public Enemy «Prophets Of Rage».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.