Buongiorno e Rellini

di Enrica Ciuffini

Un duo alchemico quello formato da Vincenzo Buongiorno, chitarra, e Andrea Rellini, violoncello, che ha reso possibile l’equilibrio tra strumenti e stili molto lontani tra loro. Si sono esibiti giovedì 14 al Combo, il locale di via dei Cartolari, a Perugia. Libertà e riflessione convivono nella ricercatezza del suono e della strumentazione, magistralmente esaltate in un repertorio che va dai brani della canzone italiana, della tradizione afroamericana e brasiliana fin le composizioni originali.

Il loro sodalizio artistico li ha portati lontani, nel 2006 prendono parte alla performance teatrale “Purpureo fiore sconosciuto” e nel 2007 il loro primo concerto al Teatro Signorelli di Cortona, fino ad esibirsi in numerosi luoghi e locali dell’Umbria e della Toscana.

I due musicisti, seppur provenienti da luoghi ed esperienze musicalmente differenti, Buongiorno, chitarrista eclettico, e Rellini, violoncellista-compositore, trovano nel jazz la cornice di un’opera in cui si coniugano le sonorità che nascono da un atteggiamento musicale colto e ed uno più puramente jazzistico. Ma è il carattere improvvisativo della loro musica che ne ha fatto un’icona di stile, suscitando l’interesse del pubblico e l’apprezzamento dell’ambiente musicale.

Ironici e divertenti, dominano la scena con eleganza,  e con le loro sofisticate sonorità  rendono magica l’atmosfera della serata.  Il gioco di fusione dei due strumenti, ha sublimato i suoni del jazz, dei ritmi lenti e minimalisti della bossa nova e della raffinata melodia delle loro composizioni. Una musica esplicitamente pubblica, dove l’esecuzione è sempre anche improvvisazione e dove dalla realtà si arriva all’idea.

Un straordinaria capacità comunicativa che rivive nell’esecuzione di brani come “Luz Negra”, “Guarda che luna” , “Danza di primavera”, ha letteralmente stregato il pubblico presente che ha partecipato attento all’ascolto.

I due musicisti salutano ringraziando il loro pubblico, mentre le note dell’ultimo brano scivolavano come carezze nell’oscurità della notte.

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