cristina zavalloni fotografata da luciano rossetti per la mostra immaginare la musica alla galleria nazionale dell'umbria
Cristina Zavalloni, foto di Luciano Rossetti

di Danilo Nardoni

Un mix inevitabilmente ben riuscito. La Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia, scrigno di una delle collezioni d’arte antica più importanti d’Italia, che ospita suggestivi scatti d’autore dedicati alla musica, altra forma d’arte da immortalare. E soprattutto una Galleria che torna ad aprire le proprie sale alla musica attraverso la collaborazione con Umbria jazz e Trasimeno music festival. Dopo l’inaugurazione ufficiale, apre infatti venerdì 30 giugno al pubblico ‘Immaginare la musica’, un viaggio nel mondo della musica in 85 immagini, a colori e in bianco e nero, scattate da Luca d’Agostino e Luciano Rossetti, tra i maggiori interpreti della fotografia di musica e spettacolo in Italia. L’esposizione sarà visitabile fino al 27 agosto.

Oltre il concerto La mostra, progettata assieme al Trasimeno music festival e a Umbria jazz (rientra nel programma ‘Il Jazz va al museo’ che porterà – come già avvenuto lo scorso anno – nove concerti nella sala Podiani della Galleria), è incentrata sull’esecuzione musicale dal vivo e sugli istanti che la precedono o la seguono immediatamente: le prove, il montaggio del palco, l’incontro con il pubblico, i momenti di raccoglimento, di divertimento, di studio. Scrive il curatore della mostra Claudio Chianura: «Raramente l’occhio fotografico di Rossetti e d’Agostino – pur nelle implicite differenze individuali – vuole semplicemente riprendere il musicista in concerto. Anzi, è chiara l’intenzione di muoversi oltre, di assumere una prospettiva imprevista e quanto più ricca possibile. Al punto che ogni immagine, in definitiva, mette davvero in condizione chi guarda di immaginare la musica. E il gioco, la sfida, è tanto più stimolante se le musiche rappresentate sono molte e diversissime, com’è il caso delle fotografie qui selezionate che spaziano dal jazz alla classica, dal reggae alla canzone d’autore, dal rock alla sperimentazione colta».

Gli artisti Tra i protagonisti degli scatti troviamo infatti un campionario estremamente diversificato che tocca estremi come Arvo Pärt e Lucio Dalla, passando attraverso Uto Ughi e Bruno Canino, Michel Petrucciani, Vinicio Capossela, Sting, Yuja Wang, Patti Smith, Stefano Bollani con Antonello Salis, Markus Stockhausen, Paolo Conte, Sting.

Jazz va al museo ‘Il jazz va al museo’, progetto elaborato per il museo da Umbria jazz, proporrà inoltre una serie di nove concerti – in programma tutti i giorni a mezzogiorno, da sabato 8 a domenica 16 luglio – nella sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria, uno degli spazi più prestigiosi ed evocativi della città.

Info mostra Per informazioni: Tel. 075.58668415; gan-umb@beniculturali.it. Orari: da martedì a domenica, 8.30-19.30; lunedì 12-19.30. Biglietti (Galleria Nazionale dell’Umbria + mostra): Intero, € 8; ridotto, € 4. Grazie all’accordo stipulato tra la Galleria e i due festival, tutti gli appassionati di musica che si presenteranno alla Galleria nazionale dell’Umbria con il biglietto di qualsiasi concerto del Trasimeno music festival (dal 24 giugno al 10 luglio) e di Umbria Jazz 2017 (dal 1° al 23 luglio) potranno visitare le collezioni del museo e la mostra pagando il solo ingresso ridotto (€ 4).

Luca d’Agostino Nato nel 1968, ha fatto della fotografia una professione già dal 1984; giornalista pubblicista dal 1989, ha collaborato con numerose agenzie fotogiornalistiche nazionali ed internazionali, appassionandosi ben presto agli spettacoli. Ha realizzato numerose immagini nell’ambito di Udin&Jazz, Gorizia Jazz, Jazz&Wine of Peace, Trieste Jazz, Sacile Jazz, Terni in Jazz Fest, Musica sulle Bocche (St. Teresa Gallura), Sant’Anna Arresi Jazz, Euro Jazz Festival di Ivrea, e numerose altre rassegne. In ambito teatrale ha seguito per diversi anni le produzioni del CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, diverse iniziative di Teatro Club ed Ente Regionale Teatrale di Udine, collabora con il Teatro Verdi e l’Associazione Thesis di Pordenone ed il Teatro Marcello Mascherini di Azzano Decimo. Fotografo ufficiale del Mittelfest (Festival di Prosa, Musica, Danza, Poesia, Arti Visive, Marionette e Cinema dei Paesi del Centro Europa), dell’Alpe Adria Puppet Festival (Festival di Teatro d’Animazione e Figura), del Rototom Sunsplash (per il quale coordina da dieci anni il settore fotografia), ha collaborato con la Fazioli Concert Hall e Fiera della Musica. Ha collaborato alla nascita di JazzIt; oggi pubblica su Musica Jazz, XL, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, L’Espresso e numerose altre testate nazionali ed europee. Sue le immagini di numerosi dischi per ECM, Cam Jazz, Enja, Universal, Splasc(h), Nota, Artesuono, ed. Il Manifesto, Auand ed altre etichette indipendenti. Membro effettivo riconosciuto Tau Visual – Associazione Fotografi Professionisti di Milano, socio Nps (Nikon Professional Service), è socio fondatore di Phocus Agency (www.phocusagency.com), agenzia che si propone di offrire il proprio archivio e la propria esperienza a tutti gli operatori che lavorano nel campo dello spettacolo e della musica, promovendo la fotografia attraverso esposizioni personali e collettive e workshop.

Luciano Rossetti Classe ’59, inizia a fotografare alla fine degli anni ’70. Tessera di pubblicista, collaboratore de L’Eco di Bergamo dal 2004, coordinatore fotografi per JazzIt dal 2000 al 2004, collabora con Musica Jazz dal 1999. Nel 2004 con Luca d’Agostino ed altri fotografi fonda Phocus Agency, Agenzia di fotografi specializzati in fotografia di spettacolo. Decine le copertine per riviste specializzate e inserti, decine di mostre personali e collettive in Italia e all’estero, centinaia di collaborazioni per dischi. Fotografo ufficiale di Festival come Fano Jazz by the Sea, Bergamo Jazz Festival, deSidera Teatro, Teatro Erbamil, Ai Confini tra Sardegna e Jazz, Contaminazioni Contemporanee, Premio Europa Teatro. Ha organizzato nel 2007, per conto dell’Associazione Punta Giara, il primo Meeting sulla Fotografia Jazz, con ospiti alcuni tra i più importanti fotografi di jazz al mondo. Ha lavorato a stretto contatto con improvvisatori e compositori come Butch Morris e Garrison Fewell ed anche con realtà musicali come il Vision Festival di New York; esperienze che si sono concretizzate con la realizzazione di progetti multimediali. Selezionato nel 2016 e 2017 dal JJA Awards (Jazz Journalist Association) per la miglior foto jazz dell’anno.

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