Gli Hobby Horse, trio jazz sperimentale, saranno al Lacio Drom di Perugia giovedì 8 dicembre
Hobby Horse

di Angela Giorgi

Prosegue la programmazione de Il Giardino d’Inverno nei locali del Lacio Drom (ex Birraio) di Perugia, con un evento che sconfina nei territori del miglior jazz emergente. Grazie alla collaborazione con il progetto Hat&Beard, giovedì 8 dicembre alle 22.30 il basement di Via delle Prome ospiterà gli Hobby Horse.  Il trio, formato da Dan Kinzelman, Joe Rehmer e Stefano Tamborrino, in pochi anni si è meritatamente guadagnato un posto di rilievo nel giovane jazz italiano.

Oltre i confini del jazz L’appuntamento settimanale con la musica meno convenzionale questa volta incontra il jazz, avvalendosi del contributo di Hat&Beard, progetto attivo nel diffondere la cultura musicale jazz organizzando live in varie location del capoluogo. Giovedì 8 dicembre saliranno sul palco del Lacio Drom gli Hobby Horse, tra le realtà più rilevanti del giovane ed emergente jazz italiano. In sei anni di attività, gli Hobby Horse hanno pubblicato cinque dischi accolti positivamente dalla critica e hanno suonato in numerosi festival e club jazz tra l’Europa e gli Stati Uniti. Un cocktail di stili diversi, un meltin’ pot di linguaggi musicali che coniuga la poesia slam alla techno, la bossanova psichedelica al progressive, l’hip-hop alla musica da camera. Alternando litanie ipnotiche a energiche esplosioni noise, gli Hobby Horse riescono a mantenere un equilibrio perfettamente logico, pur nella policromia di contrasti. Il trio ha recentemente pubblicato il disco ‘Rocketdine’, un lavoro dalla potente carica innovativa, che non tradisce le aspettative: sulla struttura del classico trio jazz, gli Hobby Horse inseriscono synth ed elettronica, creando melodie delicate e dinamiche esplosive.

Un trio cosmopolita La storia degli Hobby Horse converge in Umbria dagli angoli più disparati del mondo. Dan Kinzelman suona il sassofono dall’età di dodici anni e, nella sua precoce carriera, ha occasione di affiancare nomi illustri del jazz statunitense come Jim McNeely, Dave Liebman, Joe Lovano e James Moody. Durante gli studi all’Università di Miami, nella quale si è laureato in musica jazz, gli sono stati assegnati tre ‘Downbeat Student Music Awards’ e il suo quintetto, il ‘Music Lover’s Club’, ha vinto un concorso che gli ha permesso di esibirsi alla Carnegie Hall di New York. Dal suo arrivo in Europa nel maggio 2004, ha suonato in Germania, Francia, Svizzera, Finlandia e Danimarca. Joe Rehmer studia contrabbasso fin da adolescente all’Università di Miami, dove si laurea nel 2006. Ha suonato con musicisti come Jim Black, Bob Mintzer, James Moody e Danny Gottlieb. In Italia, è apparso in una serie di concerti ad Umbria Jazz con il trio di Claudio Filippin. Stefano Tamborrino, trentacinque anni, centocinquanta concerti l’anno, una trentina di dischi, è fra i più richiesti batteristi jazz italiani. Coerentemente versatile, è coinvolto in molti progetti, dalla Rebel Band di Giovanni Guidi ai quartetti di Battista Lena e Nico Gori, dal piano di Paolo Birro al sax tenore di Francesco Bearzatti.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.