Tra i dischi umbri del 2016, anche 'King' dei Fleshgod Apocalypse, band death metal di successo anche all'estero
Fleshgod Apocalypse

di Danilo Nardoni e Angela Giorgi

Il 2016 è stato un vero e proprio annus horribilis per la musica internazionale. Tanti sono stati i grandi artisti che, purtroppo, ci hanno lasciato. Quello che ci apprestiamo a salutare però è anche stato, produttivamente parlando, un anno niente male. Sia in Italia che fuori dai nostri confini. Se guardiamo anche alla piccola Umbria le produzioni discografiche non ci lasciano con l’amaro in bocca. Anzi, sono state molte le cose interessanti nel caldo magma delle uscite discografiche locali, con tanti artisti e gruppi emergenti che hanno tenuto viva la scena indipendente umbra e non solo. In questa carrellata di alcuni tra i dischi più interessanti usciti in questi 12 mesi, si inizia dal fondo con le ultime pubblicazioni e in particolare dagli album più caldi, visto che sono stati presentati proprio nel mese dicembre.

È stato lanciato con la proiezione del primo video l’EP di debutto di Cora e Gli Amarevoli, formazione guidata dall’energica voce di Lil’Cora & The Soulful Gang: pubblicato in edizione limitata di cento copie, il disco è una miscela tutta italiana di lounge, mod jazz, bossa nova, beat e colonne sonore. A dicembre è stato anche presentato il primo lavoro degli Espada, band folignate che nasce dall’esperienza pluriennale dei componenti in altre interessanti formazioni. ‘Love Storm’ è un lavoro power folk da frontiera, suonato con un romanticismo d’altri tempi. Perché anche nel 2017 ci meritiamo un po’ di Roy Orbison, filtrato dalla lezione dei Gun Club. Tra rap e soul si muovono i Soulink, da Perugia. Luca Fagiolari (beatmaker), Jackson Alade (rapper) e Sofia Cerù (cantante) sono i componenti di questa nuova formazione Made in Umbria uscita il 24 dicembre con il disco di debutto ‘Sensation’, per la nuova etichetta indipendente Vpointz.

Foligno è patria dei Julian Mente: indie rock in italiano per il loro disco ‘Non c’è proprio niente da ridere’, debitore tanto dei Marlene Kuntz più essenziali quanto dei primi Litfiba. Sempre da Foligno proviene il genuino vigore degli Shinebox. La band, dopo alcune importanti esperienze live in Europa, ha dato alle stampe a ottobre ‘Traces’, secondo lavoro in studio decisamente improntato su sonorità post-hardcore, intervallate da momenti più intimisti. Arriva alla prima prova su disco il progetto Oh! Eh?, con l’elettronica minimale di ‘Non di Amore’: scrittura originale e soluzioni d’arrangiamento impreviste, il disco alterna aperture post-rock a momenti vicini alla tradizione mediterranea. Nel 2016 hanno esordito con ‘Shadowbox’ anche le Vivienne the Witch, trio tutto al femminile che si ispira agli anni ’90 più sdruciti e oscuri, coniugando melodie infantili a sonorità graffianti. Secondo EP invece per Le Antenne, giovane power trio che ha dato alle stampe ‘La festa è finita’: testi in italiano marcatamente generazionali, chitarre e synth a profusione. Marazzita, cantautore garbato, arriva alla prima prova su lunga distanza con ‘Formule’, dopo aver pubblicato due EP. Otto tracce di liriche pungenti, schizzi di vita quotidiana tracciati guardando all’esempio della migliore tradizione cantautorale italiana.

Tra le tante uscite del 2016, segnaliamo anche due lavori di respiro internazionale, realizzati da artisti stimati anche all’estero. Formato dal sassofonista e clarinettista Dan Kinzelman, dal contrabbassista Joe Rehmer e dal batterista Stefano Tamborrino, il trio degli Hobby Horse si è guadagnato un posto di rilievo nell’ambito del jazz giovane. Il loro ‘Rocketdine’ è un disco potente, in cui la struttura del jazz classico è contaminata da synth ed elettronica. I Fleshgod Apocalypse sono forse il gruppo umbro più noto a livello mondiale: paladini del death metal, a febbraio 2016 hanno pubblicato il loro quarto disco ‘King’. Una vera e propria opera sinfonica, che è stata salutata dagli addetti ai lavori e dai fan come uno dei momenti più alti della carriera del gruppo.

Matteo Schifanoia è invece un artista, scrittore, cantautore perugino. Meglio definirlo “cantassurdautore” con licenza di meravigliare. ‘Lo Scapolo’ è il primo disco ufficiale di questo “grande protagonista del ‘900”, come ama definirsi, che parla dei tempi burrascosi che stiamo vivendo, tra ironia, allegria, poesia e anche tanta rabbia. Cantautore perugino è anche Giovanni Artegiani, vincitore del Premio Lucio Dalla 2016, che è uscito con ‘Ispiramore’, suo album di esordio da solista pubblicato con la Seahorse Recordings. Nove le tracce del disco, da lui composte e cantate, con arrangiamenti curati insieme al produttore Paolo Messere. Dopo aver suonato in band come Zonaplayd e Figli di john, ed essersi dedicato per anni solo alla scrittura, anche Nicola Caboto ha pubblicato la sua opera prima da solista ‘Hey Caboto’. Brani diversi tra di loro, tra rock, pop e episodi dal sapore anche un po’ retrò. Un “inaspettato” Piano Solo è stato anche il disco di debutto del giovane talento del pianoforte Manuel Magrini. ‘Unexpected’ è il titolo del suo album con all’interno brani noti (uno standard jazz e un brano di De Andrè) e poi inediti del pianista fino a confluire in una suite di brani di improvvisazione integrale.

Nel 2016 sono tornati, con un nuovo disco e una nuova formazione, anche i perugini Lucy Van Pelt. ‘LvP’ è un lavoro più tirato e più rock del precedente ‘L’instabile’. Il risultato è un’idea ben definita di suono con il cantato rigorosamente in italiano. Da Assisi arrivano invece i Please Diana. ‘Esodo’, il secondo album della band, registrato nell’ottobre del 2015 presso il Macchione, la casa-studio anche dei Fast Animals and Slow Kids. Il disco, marcato alternative rock, è uscito per la Phonarchia Dischi. ‘Domeniche alla periferia dell’impero’ è il primo disco de Il Pinguino Imperatore. Dieci pezzi di rock denso e stratificato, assemblati con coraggio compositivo ed accompagnati da testi che cercano di raccontare punti di vista orgogliosamente filosofici, seppur utilizzando spesso l’ironia.

Dopo un lungo tour di date in giro per l’Italia tra il 2014 e il 2015, i ternani Majakovich sono poi tornati in studio per registrare il nuovo disco ‘Elefante’ uscito all’inizio dell’anno. Un disco epistolare scritto a tre mani tra il Veneto, l’Umbria e l’Africa. Un viaggio profondo come la terra. Gli UTO sono stati la prima band ternana a mettere il naso fuori dalla conca. Il loro nuovo album, uscito a cavallo tra il 2015 e il 2016, è stato un parto lunghissimo. Questo però fa di ‘Animalidasalvare’ un disco ragionato e maturo proprio come loro.

‘White’ è stato l’esordio di Sandro Paradisi. L’eclettico fisarmonicista orvietano, affiancato dall’uomo del dub Pablo Raster, con questo disco ci porta in ambienti musicali dove l’accordèon non è abituato a navigare. Il disco d’esordio degli HPM (Human Progression Machine), formati dal violinista Laurence Cocchiara e dal batterista Alessandro Graziani, si intitola ‘Kosmos’ (MArteLabel). Un progetto basato interamente sul violino elettrico, loop machine ed effetti, tra atmosfere intime e meditative. The Black Animals, nati dall’esperienza dei Cardio e de Il Testimone, hanno pubblicato, tra chitarre elettriche e distorsioni, il disco d’esordio ‘Samurai’. Dieci brani con testi diretti, puri e cantati in italiano composti dal cantante e chitarrista Alberto Fabi e usciti per l’etichetta Stormy Weather di Città di Castello.

Il trio eugubino Le Chiavi del Faro quest’anno si è misurato con la seconda prova discografica. Il nuovo album ‘Dentro’ è un “parto sonoro” in piena libertà e senza limiti, con un background funk molto solido che fa da base ai brani. Da Gubbio arriva anche la cantante Sara Jane Ceccarelli. ‘Colors – Story of a girl who wanted to record an album’ è il titolo del primo album da solista dell’artista italo-canadese. L’anima folk-pop nordamericana nel disco si mescola all’elettronica British più moderna.

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