di Maria Giulia Pensosi

La tradizione a Terni fiorisce ogni anno con il Cantamaggio. L’inno alla primavera dei maggiaioli da ben 129 anni accende la città di luci e colori, protagonisti i colossi di cartapesta che la sera del 30 aprile animano il centro cittadino. Una tradizione, una magia senza tempo portata avanti da donne e uomini che ogni anno si impegnano per mesi e mesi prima per la progettazione poi per la realizzazione del carro di maggio. Una tradizione che viene portata avanti a ‘denti stretti’ e non senza difficoltà, una quella di trovare un capannone nel quale realizzare i carri perché «per avere un futuro, il Cantamaggio deve avere una location», spiega il presidente dell’Ente Maurizio Castellani che comunque assicura di essere al lavoro, in sinergia con il Comune, per trovare finalmente una casa per i colossi. Sei i giganti di cartapesta che sfileranno nella città dell’acciaio. Umbria24 anche quest’anno è stata dietro le quinte del Cantamaggio per ascoltare le voci degli addetti ai lavori. 

‘Oltre la gabbia: la forza di scegliere la libertà’ Il primo carro a sfilare la sera del 30 aprile, secondo l’ordine di partenza, è quello del gruppo maggiaiolo di Acquasparta realizzato dal Carnevale dei bambini di Acquasparta. «Stiamo lavorando al carro da novembre/dicembre, al momento siamo in dirittura di arrivo – spiega a Umbria24 il maggiaiolo Sergio Saveri -. È la prima volta che presentiamo un carro al Cantamaggio ternano, per noi sarà una grande e bella novità. Lavoriamo ogni giorno in un capannone nella zona industriale di Acquasparta, siamo circa una decina ad occuparci dell’effettiva realizzazione. Il carro è realizzato tutto in cartapesta, le strutture portanti sono in legno o in ferro. La scelta della sola cartapesta, quintali di giornali e colla, è stata ponderata, l’obiettivo è quello di creare maggiore espressività». Per quanto riguarda il tema del colosso, senza troppi spoiler, il titolo – ‘Oltre la gabbia: la forza di scegliere la libertà’ -riassume il messaggio che i maggiaioli vogliono trasmettere: «Protagonisti saranno un gruppo di pappagalli che simboleggiano il desiderio di libertà. Siamo liberi di scegliere, senza nessun obbligo ed è questo quello che vogliamo rappresentare. A completare l’opera, sulla quale si ergerà anche un maestoso ciliegio, una grande coreografia». 

‘La vita è ‘na giostra’ Il secondo carro a sfilare sarà quello del gruppo maggiaiolo Polymer-Sabbione-Pallotta, realizzato dal Centro socio culturale Polymer. «È il momento del rush finale, stiamo lavorando a più non posso, ci sto e ci stiamo mettendo corpo e anima. Stiamo al capannone anche fino a tarda sera – così a Umbria24 il maggiaiolo Emanuele Gaggia -. Quest’anno non siamo in molti a lavorare al carro, ma abbiamo anche qualche new entry all’interno del gruppo e questo ci rende felici». Il gruppo della Polymer, poco dopo aver iniziato a lavorare al carro, ha subito il furto del trattore che avrebbe dovuto trainare il colosso; furto che ha messo in difficoltà i maggiaioli: «Lo abbiamo ricomprato, ma la spesa è stata ingente» confida Gaggia. Per quanto riguarda il carro, intitolato ‘La vita è ‘na giostra’, «l’idea è di Francesca Lucianetti e Claudia Lanterna – continua il maggiaiolo -. Al centro del colosso ci sono i giovani, il messaggio che vogliamo lanciare è quello di non perdere la gioiosità dei bambini». Il maggiaiolo lancia anche un appello per le prossime edizioni della kermesse: «Sarebbe bello, viste anche le difficoltà nel trovare un capannone che ci ospiti, tornare a costruire i carri nei quartieri. Ci sarebbe anche più partecipazione da parte dei cittadini».

‘No more war’ Il terzo carro a sfilare sarà ‘No more war’, del gruppo maggiaiolo Montecastrilli realizzato dalla Comunità Incontro e Maceole. «È il terzo anno che il gruppo di Montecastrilli partecipa al Cantamaggio ternano – spiega un maggiaiolo -. Il colosso quest’anno è realizzato in legno, ferro, cartapesta e tessuti». Anche per questo carro, il titolo lancia un messaggio chiaro e sentito: «Il colosso rappresenta una situazione di guerra, con macerie e distruzione. I fiori invece saranno il simbolo della rinascita perché il bene, ed è questo quanto vogliamo trasmettere, nonostante la preoccupazione per il futuro, trionferà sul male».

 ‘Natura contro’ Il quarto gigante di cartapesta a sfilare per le vie della città sarà quello del gruppo maggiaiolo Aics Terni e Asd Il Salice che, insieme ad Acquasparta, è la new entry 2025 della manifestazione. «Abbiamo seguito sempre il Cantamaggio, già dallo scorso anno avevamo pensato di partecipare – confida il maggiaiolo Luciano Persichetti -. Pensavamo ci volesse molto di meno, l’impegno è tanto, ma è molto bello partecipare a questa manifestazione. Abbiamo iniziato a lavorare al carro da due mesi e mezzo circa». ‘Natura contro’ è nato da un’idea di Giampiero Strinati: «L’intelaiatura è in ferro – continua il maggiaiolo – poi è stato utilizzato polistirolo, cartapesta, stoffa e pitture manuali. In un mondo devastato da guerre e calamità naturali, le stagioni non ci sono più. Abbiamo quindi pensato di far rinasce la primavera sul nostro carro anche per dare in input positivo ai giovani. La nostra primavera è una combattente». Il maggiaiolo confida che il gruppo è intenzionato a partecipare alla manifestazione anche nel 2026: «Servono però mesi in più per il lavoro e uno spazio per poterlo fare – spiega -. Un’idea sarebbe quella di allestire una sorta di museo dei carri, se trovassimo lo spazio adatto, che potrebbe essere visitato tutto l’anno anche dai bambini delle scuole».

‘Alta marea’ Il penultimo carro a sfilare, sempre secondo l’ordine di uscita, sarà quello del gruppo maggiaiolo Giovani maggiaioli arronesi, vincitore di ben quattro edizioni consecutive del Cantamaggio. «Abbiamo iniziato a lavorare al carro da fine gennaio, attualmente siamo alle rifiniture – confida a Umbria24 Daniele Aiani -. Una curiosità? Sul nostro colosso campeggia un drago, su un veliero, di ben otto metri di altezza». Aiani è il 25esimo anno che partecipa alla realizzazione del carro e anche quest’anno l’idea e il tema sono di sua invenzione. «Rappresenta, senza troppi dettagli che lascio gustare ai cittadini durante la sfilata, l’allegoria della primavera e della terra che naviga tra le acque agitate del nostro presente. I materiali utilizzati sono foglie, fiori, carta gomma, materiali plastici per la decorazione, cartapesta e polistirolo». La tradizione, ci tiene a raccontare il maggiaiolo, per Arrone è importante: «Nel nostro borgo il primissimo carro ha sfilato nel 1945 per festeggiare la fine della guerra poi dagli anni ’50 abbiamo iniziato a partecipare al Cantamaggio ternano».

‘Na Primavera da favola’ L’ultimo e sesto carro a sfilare il 30 aprile sarà quello del gruppo maggiaiolo Riacciu: ‘Na Primavera da favola’. «In verità siamo un po’ in ritardo, ma procediamo a ritmi spediti per rispettare le scadenze – confida il maggiaiolo Alfonso Lauro -. Quest’anno siamo un bel gruppo a lavorare al colosso, circa una 20ina di persone. Siamo partiti coi lavori a metà febbraio, un po’ tardi perché non trovavamo un capannone dove lavorare ai colossi». L’ideatrice del carro del gruppo Riacciu quest’anno è un’artista, Giuseppina Libera. «Protagonista sarà Alice nel Paese delle Meraviglie – continua il maggiaiolo -. Alice vive in un mondo fantastico dove tutto è il contrario di tutto e la speranza è che il mondo torni ad essere il contrario di quello che è ora». Il gruppo Riacciu mette la firma anche sul carro che, come ogni anno, chiuderà il convoglio: quello fuori concorso delle penne all’arrabbiata. 

Le parole del presidente dell’Ente Cantamaggio Insomma, anche quest’anno uno spettacolo tutto da gustare quello del 30 aprile. Ma la manifestazione non si esaurisce con la sfilata dei carri, consta infatti anche di altri eventi collaterali come il concorso di canzoni maggiaiole e quello di poesie nonché la sfilata dei mini-carri. Soddisfatto anche quest’anno il presidente dell’Ente, Maurizio Castellani: «I carri sono bellissimi, speriamo che il meteo sia dalla nostra. I maggiaioli si sono impegnati molto, come sempre, e per noi è un valore aggiunto che i carri vengano anche da fuori comune, sarebbe bello che la manifestazione varcasse i confini regionali». Sul ‘nodo capannone’ Castellani spiega: «Per avere un futuro il Cantamaggio deve avere una location. Il Comune ci è stato vicino e ci sta vicino. Stiamo cercando già da mesi di trovare una soluzione».

 

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