di Maria Giulia Pensosi
Era la notte del 30 aprile 1896 quando una comitiva formata dal poeta Furio Miselli decise di andare di casa in casa, per le campagne, portando un ramo fiorito ornato di lanterne – il ‘maggio’ – cantando stornelli per auspicare un buon raccolto. Da allora la tradizione si è evoluta e il ramoscello fiorito è diventato un gigante di cartapesta che sfila per le vie del centro cittadino. L’obiettivo è sempre quello, da ben 128 anni: salutare la primavera. Ed è così che anche quest’anno si avvicina il Cantamaggio ternano. I maggiaioli sono pronti, ai carri – sei in gara quest’anno – mancano solo gli ultimi dettagli per ‘sbocciare’ in tutto il loro splendore. L’attesa parata è in programma, come di consueto, il 30 aprile. Tanti gli eventi collaterali – protagoniste canzoni e poesie – che animeranno la città dal 29 aprile al 5 maggio.
CANTAMAGGIO 2024: UNA SETTIMANA DI EVENTI
Cantamaggio 2024 Quest’anno c’è una novità, annunciata dal presidente dell’ente Cantamaggio, Maurizio Castellani, ai microfoni di Umbria24: «I carri, dopo la sfilata – tempo permettendo -, verranno esposti per cinque giorni tra piazza Europa e piazza della Repubblica». Umbria24 anche quest’anno ha raggiunto il cuore pulsante della manifestazione, proprio lì dove nascono i ‘famosi’ carri di maggio, dove in tanti lavorano giorno e notte per mesi e mesi. Vediamo insieme qualche dettaglio fornitoci dagli ‘addetti ai lavori’. Spazio a diverse tematiche, i colossi di cartapesta ‘parleranno’ della violenza di genere, dell’amore, della natura, della primavera, di sogni e di tanto altro.
‘Lu Riacciu’ Quella del 2024 è un’edizione ‘speciale’ per ‘Lu Riacciu’. Sì perché quest’anno «sono 50 anni del gruppo». Nel 1974 infatti è arrivato il primo premio per il carro dei maggiaioli della zona di Borgo Rivo. «Quest’anno abbiamo voluto festeggiare le nozze di Giggetto e Rosetta, i due somarelli de Lu Riacciu – dichiara ad Umbria24 il maggiaiolo Alfonso Lauro – che saranno protagonisti del carro». I temi trattati dal gigante di cartapesta spaziano dall’amore, alla violenza di genere, fino all’intelligenza artificiale.
‘Gli innamorati del Cantamaggio Casali-Cesi’ Il gruppo di Casali-Cesi è innamorato della manifestazione da quasi un secolo, infatti si fanno chiamare ‘Gli innamorati del Cantamaggio’: «Il più giovane che lavora al carro ha 70 anni, gli altri tutti dagli 80 in su», così Sandrina Bianconi che ci ha illustrato il carro con il solito amore per la kermesse che la contraddistingue. Sul colosso di cartapesta fiori, colori, bambini, poesie e la ritrovata primavera: un inno alla natura.
‘Polymer-Pallotta-Sabbione’ Un sogno. Ecco il tema del carro creato dal gruppo ‘Polymer-Pallotta-Sabbione’. «Per costruirlo – spiega Giuseppina Libera, disegnatrice del carro – abbiamo utilizzato tutti materiali di recupero, dandogli così una nuova vita». La luna, un arcobaleno, una bambina che sogna un mondo privo di violenze. Una trama onirica che tocca temi attuali e si incastona nello spirito della manifestazione. In mezzo al gigante di cartapesta campeggia una grande… sveliamo qualcosa, ma non troppo.
‘San Giovanni’ «Un carro per il rispetto», così Romina Longo ha descritto il colosso di cartapesta del gruppo ‘San Giovanni’. «Stiamo lavorando da mesi, siamo un gruppo molto giovane», confida. Al centro del carro una grossa opera in polistirolo, colore? rosso. Focus sulla violenza contro le donne ‘mascherata’ dall’allegria dei bambini. La primavera è la protagonista.
‘Le Maceole Montecastrilli’ Per il secondo anno partecipano alla manifestazione anche ‘Le Maceole’ di Montecastrilli. La compagnia teatrale si è messa in gioco dall’edizione 2023. «Siamo un gruppo misto – spiega Massimiliano Consalvi -, al carro lavorano persone da diverse parti dell’Umbria, ci diamo una mano». Natura, papaveri, fiori, api: la primavera sboccia sul colosso di cartapesta.
‘Giovani arronesi’ Anche per i maggiaioli di Arrone questa edizione del Cantamaggio ternano ha un ‘sapore’ particolare: «Sono 70 anni che partecipiamo alla manifestazione», rivela Daniele Aiani a Umbria24. I ‘giovani arronesi’ partecipano ‘in massa’ alla kermesse: «Quest’anno abbiamo lavorato al carro in 30, siamo molto felici che al gruppo si sono avvicinati dei giovani». La terra, la vita, la primavera che sboccia, il contrasto tra l’amore e l’odio rappresentato da due grandi figure protagoniste del carro. «Rispetto dei valori principali della vita – è il messaggio dei maggiaioli -, di fronte agli eventi di questi ultimi anni, noi non rimaniamo indifferenti».
CANTAMAGGIO 2023: LA SFILATA DEI CARRI
CARRI DI MAGGIO: IL DIETRO LE QUINTE DELL’EDIZIONE 2023
