di Maria Giulia Pensosi
Una storia fatta di passione, tradizione, dedizione, voglia di mettersi in gioco e di festeggiare insieme il ritorno della primavera: questo e molto altro è il Cantamaggio ternano che anima la città dell’Acciaio ormai da ben 127 anni. L’evento di punta della kermesse è la parata dei carri, quei ‘giganti’ che ogni anno percorrono il centro città e si fanno ammirare da grandi e piccini. Nel 2023 saranno sei i colossi di cartapesta in gara, uno fuori concorso. Spazio a Furio Miselli, al ritorno della primavera, le bellezze del territorio, la guerra, la pace nel mondo, la Terni del passato. Ma da dove e da chi prende il via la tradizione e cosa c’è dietro alle quinte? Umbria24 ha raggiunto il cuore pulsante della manifestazione, proprio lì dove nascono i ‘famosi’ carri di maggio, dove in tanti lavorano giorno e notte per mesi e mesi.
Da Furio Miselli ai giorni d’oggi È la sera del 30 aprile e a Terni si respira aria di festa, le strade sono piene, tantissimi i cittadini e non solo che cercano di farsi spazio addossandosi a più non posso sulle transenne messe per delimitare il centro storico e tutti si guardano intorno e aspettano. Aspettano per ammirare i colossi di cartapesta. «Una tradizione che viene da lontano – ha raccontato a Umbria24 Maurizio Castellani, presidente dell’ente Cantamaggio -. L’usanza è nata nelle campagne, dove appunto si andava a ‘cantare il maggio’ per auspicare un buon raccolto e si cantavano stornelli accompagnati dalla musica. A Terni era la notte del 30 aprile 1896 quando una comitiva formata dal poeta Furio Miselli e una banda di amici decise appunto di andare per le campagne portando un ramo fiorito ornato di lanterne, il ‘maggio’. Con gli anni le comitive dei maggiaioli sono diventate sempre di più e il ramo iniziò ad essere messo su un carretto, poi su un carro che dalle campagne e quartieri ternani si trasferì in città. Ecco come è nato il Cantamaggio a Terni».
Colossi di cartapesta Dal ‘maggio’ di Furio Miselli ai grandi carri che sfilano in città, ognuno raccontando una storia diversa. Gli ‘operai del maggio’ iniziano a lavorare per realizzare le loro opere dai primi mesi dell’anno nuovo, chi più chi meno. C’è chi pensa alla parte elettrica, chi alle decorazioni, chi ai disegni; tanto impegno e dedizione: «Si parte dall’idea – ha spiegato a Umbria24 un maggiaiolo – poi si pensa al progetto e alla realizzazione di un modellino in scala per poi passare al carro vero e proprio». Quest’anno i maggiaioli del gruppo ‘Lu Riacciu’, ‘Gli innamorati del Cantamaggio Casali-Cesi’, ‘Polymer-Pallotta-Sabbione’, ‘San Giovanni’ e ‘Le Maceole Montecastrilli’ lavorano a cinque dei ‘giganti’ che sfileranno per le vie del centro in un capannone in zona Sabbione, mentre il ‘cantiere’ del gruppo ‘Giovani arronesi’ si trova nella Valnerina ternana.
‘Lu Riacciu’ Il gruppo maggiaiolo ‘Lu Riacciu’ è nato nel 1972 a Borgo Rivo: «Inizialmente eravamo il gruppo parrocchiale ‘La nave’, poi c’è stato un distacco – ha raccontato a Umbria24 Alfonso Lauro, responsabile del gruppo -. Nel 1974 è arrivato il primo premio del carro e della canzone. Il gruppo si è poi fermato per 14 anni e siamo ripartiti dal 2014. Oggi fanno parte de ‘Lu Riacciu’ una decina di persone. Quest’anno partecipiamo alla manifestazione con un carro in gara e il tipico carro della pasta fuori concorso che ormai organizziamo per ogni edizione da circa venti anni». Il tema centrale del carro è la tradizione, protagonista Furio Miselli: «Il mezzo busto del poeta ternano uscirà da una nuvola». Sul colosso di cartapesta ci sarà anche la rappresentazione di Palazzo Spada. «Il messaggio che vogliamo trasmettere – continua Lauro – è forte e chiaro: vogliamo che la tradizione del Cantamaggio ternano si faccia conoscere al di fuori della città e della regione».
‘Gli innamorati del Cantamaggio Casali-Cesi’ Nel capannone in vocabolo Sabbione lavora al colosso di cartapesta anche il gruppo ‘Gli innamorati del Cantamaggio Casali-Cesi’, in prima linea ci sono i due ideatori del carro di quest’anno: Sandrina Bianconi, responsabile del gruppo maggiaiolo, e suo marito Roberto Farinelli. I due ‘operai del maggio’ hanno vissuto tante edizioni della kermesse: «Mio marito – ha raccontato Bianconi – è un maggiaiolo dal 1961. Siamo entrambi professori di educazione artistica ormai in pensione, l’inventiva non ci manca». Il gruppo ha iniziato a lavorare alla propria opera appena dopo Natale. Uno dei temi messo al centro è quello della guerra: «Sul carro di quest’anno – ha ripreso la responsabile del gruppo – c’è posizionato un cannone colorato che sparerà dei fiori, il messaggio è molto chiaro e attuale: stop alle guerre». Un inno alla pace e alla primavera, ma anche all’amicizia e alla solidarietà. «Di fronte al carro – così la maggiaiola – ci sarà ‘Madonna primavera’ e saranno coinvolti anche dei bambini provenienti da S. Secondo di Città di Castello a testimoniare che c’è e ci vuole essere un legame tra questa manifestazione e la regione».
‘Polymer-Pallotta-Sabbione’ A svelare qualcosa, ma non troppo, del ‘gigante’ di cartapesta del gruppo ‘Polymer-Pallotta-Sabbione’ a Umbria24 è la 27enne Martina Casarin, una delle maggiaiole più giovani: «L’idea è partita da una canzone scritta da mia cugina. Possiamo dire che uno dei temi è la città ‘a tutto tondo’ – ha confidato -. Non mancheranno rappresentazioni di luoghi simbolo, ma verrà trattato anche il tema dell’amore e della ‘nuova vita’ con una scultura al centro del carro. Il nostro gruppo è attivo dal 1992 e per questo ci tengo molto a ringraziare i maggiaioli Renzo Lunetta, Walter Casarin, Ivano Apriletti».
‘San Giovanni’ «Il risveglio della primavera», questo è il tema del carro del gruppo maggiaiolo ‘San Giovanni’ e a raccontarlo a Umbria24 è la responsabile Romina Longo: «Il gruppo ‘San Giovanni’ è un gruppo giovane – ha spiegato – siamo nati nel 2018 e ad oggi lavoriamo in 25. Veniamo al capannone anche la sera per conciliare gli impegni lavorativi con la tradizione del Cantamaggio. Nel carro di quest’anno celebriamo la primavera e l’amore dato che Terni è la città dell’Amore. La particolarità sarà la presenza di animaletti fatti con il pane che simboleggia la vita come l’acqua, i fiori, le api e i tanti elementi decorativi che ci saranno».
‘Le Maceole Montecastrilli’ Novità per il 2023 è il carro del gruppo maggiaiolo ‘Le Maceole’ di Montecastrilli. «Siamo un gruppo teatrale e quest’anno abbiamo pensato di partecipare con un nostro carro – ha raccontato a Umbria24 Piero Carsili, l’ideatore del carro del 2023-. In verità Montecastrilli già partecipò circa 50 anni fa alla manifestazione ma fu un evento sporadico. L’iniziativa di quest’anno nasce dal fatto che io per circa 20 anni ho partecipato al Carnevale di Montecastrilli e durante la manifestazione sfilavano anche dei carri allegorici, ma la kermesse non si fa più ed era come se mi mancasse la tradizione dunque con il gruppo abbiamo deciso di far parte del Cantamaggio ternano». Il team di Montecastrilli ad oggi è composto da circa 12 maggiaioli, il responsabile è Massimiliano Consalvi. «Il tema del carro – ha ripreso Carsili – è storico, legato alla città di Terni e ambientato nei primi del ‘900. Ci sarà la rappresentazione di uno scontro di classe tra imprenditoria e sindacato».
‘Giovani arronesi’ Ultimo, ma non per importanza, il gruppo maggiaiolo ‘Giovani arronesi’. «La tradizione è partita nel 1948 con dei carretti locali che viaggiavano ad Arrone con gli asinelli e, cantando stornelli, festeggiavano la fine della guerra – ha raccontato a Umbria24 il responsabile del gruppo, Daniele Aiani -. Nel 1954 c’è stata la prima partecipazione di Arrone alla manifestazione ternana. Nel 2001 il gruppo è diventato ‘Giovani maggiaioli arronesi’». Il carro di Arrone ha vinto le ultime due edizioni della manifestazione, quella del 2019 e quella del 2022. «Attualmente siamo circa 28 maggiaioli – ha spiegato ancora Aiani -, a lavorare fisicamente per il carro invece una dozzina. Ci sono molti giovani, il più piccolo ha 15 anni mentre il più anziano 75. Abbiamo notato che negli ultimi anni in molti si sono avvicinati al nostro gruppo, c’è più entusiasmo». Il tema principale del carro è la pace: «Sul colosso di cartapesta c’è un uomo enorme che suona un antico organo e rappresenta il ‘vecchio maggio’; l’anziano è intento a suonare delle melodie cercando di riportare amore ed armonia, ma qualcosa lo disturba». Richiamo anche all’Europa con bandiere e colombe e dietro al carro ‘una coda’ di dodici metri composta da… basta spoiler.
Cantamaggio ternano I ‘colossi di cartapesta’ mostreranno tutto il loro splendore durante la parata di domenica 30 aprile, ma il Cantamaggio ternano non è solo la sfilata dei carri, ogni anno infatti ci sono tanti eventi collaterali che animano la città per settimane. Quest’anno gli appuntamenti inizieranno il 26 aprile e termineranno il 7 maggio. In attesa della conferenza stampa di presentazione della kermesse, l’ente Cantamaggio ha fornito qualche anticipazione. Si inizierà, dunque, il 26 aprile con il concorso della canzoni maggiaiole al teatro Secci. Quest’anno c’è anche una novità: la lotteria del Cantamaggio. I biglietti potranno essere acquistati in bar e tabaccherie al costo di due euro. I premi in palio sono una crociera e buoni spesa. Non mancheranno serate dedicate anche ai giovani come ad esempio quella del 5 maggio che vedrà piazza Europa animarsi con una serata live con dj set. Il 4 maggio si terrà il concorso di poesie, mentre il 6 maggio sarà la volta della sfilata dei minicarri realizzati dalle scuole ternane e la serata verrà animata da musica live. Il gran finale è per il 7 maggio con una giornata in piazza con gruppi folkloristici provenienti da tutta la Penisola.
