Quella del 2025 sarà ricordata come una corsa dei Ceri non perfetta per i gialli di Sant’Ubaldo. La caduta del cero in via XX Settembre sarà difficile da dimenticare per i titolari del cero del santo patrono di Gubbio e simbolo di una delle feste più incredibili d’Italia. Siamo poco prima del vescovado durante la corsa forsennata dei ceraioli quando il primo cero è protagonista della caduta e poi successivamente di una perdita di equilibrio che ha fatto pendere il cero. Tuttavia la corsa non ha risparmiato emozioni ai tantissimi presenti che hanno affollato le vie di Gubbio fin sul monte Ingino. Dove i ceri sono arrivati correndo in salita per i quasi due chilometri, mantenendo le distanze serrate tra un cero e l’altro per poi tenersi pronti all’ultima sfida davanti al grande portone. Non sono mancati anche qui i momenti concitati che caratterizzano ogni ricorrenza. Ma, alla fine Sant’Ubando è riuscito ad entrare lasciano fuori il cero di San Giorgio e quello di Sant’Antonio che ha fatto registrare qualche ritardo nella corsa.
Dall’alzata al mattino, ai cori per le strade all’emozionante incontro tra i ceri e la propria gente, e fino alle cantine alle mangiate in casa degli eugubini, quella del 2025 si conferma come una grande festa in linea con una tradizione ferrea che nessuno, da queste parti, immagina diversamente.
La festa è stata garantita in sicurezza e con un servizio medico puntuale che ha presidiato con 4 ambulanze e punti medici avanzati. Il bollettino parla di 46 interventi sanitari, 5 accessi al pronto soccorso, un caso di crisi epilettica, un malore con sintomo di dolore toracico, 3 casi da sincopi, 9 da svenimenti, uno da vertigine e uno da ipertensone, 17 attacchi di panico, un politeama e 5 traumi minori, 5 casi con ferite medicati, 2 persone colpite da ipoglicemia.
