L'assessore provinciale di Terni Fabio Paparelli

di Fabio Paparelli*

Gli scandali che hanno colpito il sistema del finanziamento pubblico ai partiti, Lega in primis, e gli episodi di mala politica che si stanno succedendo in diverse regioni, come la Lombardia, su temi sensibili come la sanità, rischiano di dare un colpo mortale alla credibilità dei partiti e della politica, provocando ferite e lacerazione del sistema democratico, divaricazioni profonde tra società e politica a cui non si puó assistere con passività, ma di fronte alle quali occorre una profonda reazione.

Il Partito democratico ha le carte in regola per guidare un necessario e celere percorso riformatore perchè nato con la forte ambizione di innovare e  riformare in profondità il sistema dei partiti ed il sistema politico. Certo, occorre riconoscere che questa ambizione  si è affievolita  nel corso del tempo per lasciare il campo a conservatorismi di ritorno.

Se è vero che il Pd con il suo statuto istitutivo ha dato un segno di innovazione forte: codice etico, primarie, parità di genere e soprattutto bilancio certificato, tuttavia i primi tre temi sono rimasti in parte inattuati mentre la certificazione del bilancio con società esterna, fortemente voluta dal senatore umbro Mauro Agostini, primo tesoriere del Pd, oggi ci mette al riparo dagli scandali che stanno emergendo.

Occorre peró dispiegare appieno tutte le potenzialità di questa intuizione, mutuata dalle società d’impresa, estendendola ai livelli regionali, provinciali e comunali dei partiti ed ancora alle altre forme sociali organizzate, sindacati, associazioni di categoria etc.., che  direttamente o indirettamente gestiscono fondi pubblici o di cittadini associati.

Certo il Pd contava, forse, su un percorso di emulazione che si è rilevato illusorio: non c’è certo stata la rincorsa in questo senso, non solo da parte del partito padronale per eccellenza, ma spiace dirlo neanche nelle forze del centrosinistra.

Oggi, a fronte dell’esasperazione dell’opinione pubblica e degli sforzi che con il governo Monti si stanno facendo per salvare il paese e superare la crisi ci sono nuove condizioni: se la politica e i partiti che sostengono Monti vogliono davvero fare, decidano le riforme istituzionali più urgenti e attese da un ventennio: attuazione art.49, anagrafe patrimoniale eletti, riduzione numero parlamentari e soprattutto riforma della legge elettorale, che conservi il valore dell’alternanza e del bolarismo.

O la politica dà il buon esempio o si affossa.

I partiti debbono dare un segnale, anche sui rimborsi ancora da percepire, per rendere credibile un sistema pubblico di finanziamento coerente con i sacrifici cui è chiamato il paese, la proposta formulata dal segretario bersani va in questa direzione.

L’altra faccia della medaglia è quella che attiene ai confini tra etica politica ed atti della magistratura. Il codice etico del Pd fu introdotto per rendere evidente che le garanzie di ogni cittadino non possono apparire come privilegio per il politico e che la politica ha l’obbligo di stabilire limiti e sanzioni che vengono prima e vanno al di là degli atti dei magistrati.

A20 anni da Mani pulite qualcuno si chiede se quegli anni furono vani. Io non credo, ma forse proprio la mancanza di riforma dei partiti e del sitema politico ha permesso il ricrearsi di opacità, di nuove forme di corruzione, di occupazione impropria di potere e di settori che dovrebbero essere distanti dalla politica.

Il Pd si salverà solo se sarà in grado di recuperare i valori fondativi e renderli operativi a partire dallo scioglimento delle cordate personalistiche dietro cui si annida una parte della cattiva politica, dal rigore! Dalla democrazia interna vera basata sul merito nella selezione dei propri dirigenti, con i territori e le città che debbono riappropriarsi della capacità di decidere i propri destini e le rappresentanze (a partire dai prossimi appuntamenti elettorali).

Meno appartenenza e più competenza, meno pervasività e piú sobrietà le ricette per tornare in sintonia con il pensare comune.

*Assessore Provincia di Terni e nella direzione regionale del Pd

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One reply on “Politica: o si recupera credibilità o non ci si salverà, Pd in testa”

  1. Recuperare credibilità?! Ma ci rendiamo conto?!… Il danno causato dalla politica è epocale e la gente non avrà mai più fiducia nei politici, sono stati loro a ridurre in rovina questo paese con spese e leggi assurde. La gente normale sta in mezzo a una stada ed è grasso che cola se si riesce ancora ad andare a fare la spesa. E mentre c’è chi si suicida perché senza speranza alcuna di trovare un’altro lavoro o di pagare le ingenti tasse (ci mancava pure l’IMU) loro continuano come se niente fosse a girare nelle loro auto blu, a percepire stipendi immorali e a fare tante belle promesse. Finchè un giorno non scoppia una rivoluzione vera.

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