Il pubblico di Umbria Jazz al Santa Giuliana

di Wladimiro Boccali*

Quando si spengono le luci dei palchi di Umbria Jazz  Perugia sembra vivere quello che un medico definirebbe un momentaneo calo di pressione, tanta è l’adrenalina che scorre nelle vie e nelle piazze della città durante il festival.

La vita culturale  di Perugia però non va in ferie, e già sta per partire un’ altra manifestazione importante, Rockin’ Umbria, che si svolge lungo il tradizionale percorso del Tevere, tra Umbertide e Perugia, e che si concluderà proprio qui domenica con un grande evento della musica internazionale, il concerto di Marianne Faithfull a San Francesco al prato.

La settimana prossima, inoltre,  sarà presentato il cartellone di FareNight 2011, la rassegna di spettacoli che renderà più piacevoli le serate estive di perugini e turisti.

Rockin’ Umbria vale una riflessione. Un festival nato nel 1984 e ancora oggi sulla breccia, dopo aver vissuto momenti di grande creatività e non meno grandi traversie, evidentemente ha al suo interno una energia che non bisogna disperdere. Non è scontato, soprattutto oggi, per qualunque manifestazione culturale, riuscire a scrivere una pagina importante e duratura nel mondo dello spettacolo di qualità.

Quest’anno un cartellone di livello internazionale la rilancia, e la riapertura per una sera del cantiere di San Francesco al prato aggiunge un ulteriore elemento di suggestione. Una riapertura resa possibile anche grazie al contributo di sponsor privati, e questo porta ad un’ altra riflessione.

Non sarà magari possibile avere Umbria Jazz tutto l’anno, come si è letto durante il festival, e come si augurano gli operatori economici, ma certamente si può ampliare il  pur rilevantissimo cartellone dei grandi eventi perugini. Se l’augurio significa che il privato ha acquisito la consapevolezza che bisogna investire sulla città, ovvero su se stesso, siamo sulla buona strada. La cultura è un patrimonio di questa città. Spendere sulla cultura significa, prosaicamente, guadagnare. Un altro aspetto positivo di Umbria Jazz è che questo elementare concetto nei dieci giorni del festival si materializza in modo esemplare.

*Sindaco di Perugia

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