di Daniele Bovi
Un appartamento o due al primo piano e, in quello inferiore, spazi dedicati all’accoglienza (anche dei turisti), al bike sharing, alle associazioni e non solo. Potrebbe essere questa la nuova vita di 15 stazioni dell’ex Ferrovia centrale umbra al centro del progetto approvato mercoledì dalla giunta regionale. Palazzo Donini ha infatti deciso di partecipare all’avviso, pubblicato a novembre dal Ministero dei trasporti, che mette a disposizione 853 milioni di euro relativi a un «Programma innovativo per la qualità dell’abitare».
L’avviso Con il bando il Ministero vuole punta a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, così come ad aumentare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici; il tutto con l’obiettivo dichiarato di contribuire al miglioramento della coesione sociale e della qualità della vita dei cittadini. Sviluppumbria, su mandato della giunta, ha affidato a una società il compito di dare vita a un progetto di fattibilità tecnico-economica, che ha preso forma nelle scorse settimane.
Il progetto Le 15 stazioni al centro del progetto sono quelle di Selci Lama, Città di Castello, Umbertide, Ramazzano, Deruta, Marsciano, Todi Ponte Rio, Todi Rosceto-Collevalenza, Massa Martana, Acquasparta, Sangemini e Terni-Casi; in più, a Umbertide, si parla dell’ex casa Cerrini e dell’abitazione Buzzacchero, e a Todi del dormitorio di Ponte Rio. Per partecipare all’avviso Regione, Ater e Umbria mobilità sottoscriveranno un protocollo d’intesa e, nel complesso, dal Ministero potrebbero arrivare per l’attuazione fino a 15 milioni di euro. La proposta preliminare andrà inviata entro il 16 marzo e a poter partecipare, oltre alla Regione (anche come soggetto aggregatore), possono essere anche i Comuni di Perugia e Terni; il primo dovrebbe farlo con un immobile a Ponte San Giovanni e il secondo con l’ex lanificio Gruber e, stando a quanto trapela, non mancherebbe qualche malumore per l’iniziativa ‘in concorrenza’ della Regione.
«Vivere l’Umbria» «Il progetto si chiama “Vivere l’Umbria” – dice a Umbria24 un’entusiasta assessore Enrico Melasecche – ed è davvero bellissimo». «Di fatto – racconta – è ‘abbinato’ alla riapertura totale della ex Fcu, la spina dorsale che percorre da nord a sud tutta l’Umbria. Se vinceremo, ogni immobile sarà riqualificato con spazi residenziali, per il bike sharing, le associazioni, l’accoglienza dei turisti e così via». Ovviamente al centro del progetto ci sono gli appartamenti ed è previsto anche un cofinanziamento di Ater; «in più – dice sempre Melasecche – stiamo anche studiando la possibilità di utilizzare il superbonus, ma di questo parleremo più avanti; nel complesso con queste soluzioni l’intervento potrebbe contare su più di 20 milioni».
Dita incrociate Alla fine, in caso di ammissione al finanziamento e quindi alla fase 2, il progetto potrebbe chiamarsi «Un binario per l’Umbria». «Al fondo – dice l’assessore – c’è l’idea di una regione che si può percorrere con un treno che non servirà solo pendolari ma anche turisti. Si tratta di un progetto culturale, architettonico e residenziale di alta qualità». In assessorato ora si incrociano le dita e sperano di accedere al finanziamento: «La voglia c’è – assicura Melasecche – e l’entusiasmo anche».
Twitter @DanieleBovi
