Le ex concerie Cogolo

di Daniele Bovi

Dalla pelle al vetro, mantenendo intatta l’anima manifatturiera. Mettendo sul piatto 7,2 milioni di euro la Vetreria cooperativa Piegarese si è aggiudicata all’asta i fabbricati e i terreni (665 mila metri quadrati) dell’area ex Cogolo di San Giorgio di Nogaro, vicino Udine. In particolare l’area si trova nell’area industriale dell’Aussa Corno, con accesso diretto al canale commerciale Corno che sfocia nel golfo di Trieste. Qui, secondo le indiscrezioni trapelate, il gigante del vetro guidato da Bruno Gallo (oltre 200 dipendenti e un utile di quasi 20 milioni) dovrebbe investire intorno agli 80 milioni di euro, in grado di generare oltre cento posti di lavoro (più l’indotto).

L’operazione Di sicuro l’operazione ha avuto una lunga gestazione: alla fine di maggio infatti la Vetreria ha depositato nelle mani del commissario liquidatore l’«offerta irrevocabile» con annessa caparra di 400 mila euro, pari al 20 percento della base d’asta che, con le manifestazioni d’interesse ricevute, è salita fino ai 7,2 milioni messi sul piatto dalla Vetreria. Il Comune di San Giorgio ha chiesto l’intervento della Regione Friuli per la bonifica dei terreni e da parte del commissario liquidatore del Consorzio industriale Aussa Corno c’è soddisfazione: «Dopo 30 anni – commenta – la Cogolo ritorna a vivere con questa società che intende investire nell’Aussa Corno per sviluppare la propria attività nel Nordest, un’attività che porterà anche un importante indotto».

COLACEM SBARCA IN PARAGUAY: OPERAZIONE DA 200 MLN

La storia Un ruolo, come rivela il commissario, l’ha avuto la banca Mediocredito: «Sapendo – dice – che voleva investire in questi territori, l’istituto ha messo in contatto la società umbra con la struttura commissariale; il resto è storia di questi ultimi due mesi». Ben più lunga e travagliata è quella dell’area oggetto dell’investimento della Vetreria. Qui negli anni Settanta nacquero gli stabilimenti conciari della Marzotto di Vicenza diventati, dopo alterne vicende, di proprietà delle concerie guidate dal friulano Gianni Cogolo, una delle realtà imprenditoriali più importanti d’Europa fino agli anni Ottanta. Cogolo è passato alla storia industriale come «lo zar di tutte le concerie» per aver guidato l’azienda che, fin dagli anni Sessanta, aprì stabilimenti nell’Urss. Un’avventura andata avanti fino alla chiusura datata 1988, quando nei conti della Cogolo si aprì un buco da centinaia di miliardi di lire.

E il raddoppio? Ora bisogna capire che fine farà il progetto del raddoppio della Vetreria. Da tempo la cooperativa è al lavoro per impiantare un secondo stabilimento nella zona industriale della Potassa, vicino a Tavernelle, che secondo i piani dovrebbe dare lavoro a circa ottanta persone. Nel corso dei mesi il raddoppio è stato oggetto di molte polemiche da parte dei comitati in difesa dell’ambiente e non solo, mentre le procedure di valutazione previste dalla legge si concluderanno nel giro di 6-7 mesi. Un’opzione vagliata dalla Vetreria, poi scartata per una serie di problemi, è stata quella di realizzare lo stabilimento nell’area ex Enel di Pietrafitta. Ricordando un anno fa che il mercato della Vetreria si muove tra Nord e Sud il presidente Gallo sottolineò che «sarebbe più opportuno per noi in termini imprenditoriali costruire il nuovo impianto nel Nord Italia, per risparmiare centinaia di chilometri di spedizioni».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.